BAT
Nota stampa

“I lavoratori della Timac agro in assemblea, preoccupati dal proprio futuro”

"I lavoratori della Timac Agro di Barletta sentono una sorta di isolamento ed accerchiamento dovuti ai tanti interessi a vario titolo che gravano su quel fazzoletto di terra cosi appetibile"

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Bari – Si è svolta alle ore 9°° di lunedì 24 agosto 2015 l’assemblea dei lavoratori della TIMAC di Barletta, per discutere dei tanti articoli di giornali, ma essenzialmente delle posizioni prese nei luoghi Istituzionali da Regione, Provincia, Comune, A.R.P.A. Puglia e ASL BAT in merito alla Messa in Sicurezza Operativa del sito della TIMAC AGRO.

I lavoratori della Timac Agro di Barletta sentono una sorta di isolamento ed accerchiamento dovuti ai tanti interessi a vario titolo che gravano su quel fazzoletto di terra cosi appetibile, non riescono a comprendere come la Provincia (di fatto soppressa) ed il Comune possano accanirsi con tanta ferocia nei confronti di quei lavoratori e di quel sito industriale, il dibattito scaturito parte da alcune certezze:
a) Non vi è nessun superamento dei limiti di emissioni in atmosfera dai camini della Timac, molto spesso la confusione è voluta da chi in malafede evoca scenari terribili come l’ILVA di Taranto, per spaventare la cittadinanza e creare quel consenso popolare ed anche politico che spinge a giustificare la perdita di posti di lavoro dal nostro territorio.
b) Esiste un inquinamento del terreno sottostante un aria molto vasta, lasciato da produzioni di molti anni addietro e che investe sia la Timac Agro, che altri soggetti industriali e commerciali, perché non si costituisce un tavolo comune per una Messa in Sicurezza Operativa di tutta quell’area ?
c) Dal dibattito emerso dall’assemblea, il vero problema è l’inquinamento della falda, evidenziato sia dai carotaggi fatti dalla Timac, che da quelli del comune di Barletta, dai dati emersi, risulta che gli inquinanti ritrovati non facciano parte del ciclo produttivo della Timac e non sono nemmeno quelli lasciati dalle vecchie produzioni, questo significa che ci sono soggetti che continuano ad inquinare indisturbati e senza essere individuati. Anche tenendo conto di questo dato, la Conferenza dei Servizi del 19/05/2015 e la Determina Dirigenziale del 21/07/2015 ha dovuto esprimersi a maggioranza sul Progetto di Messa in Sicurezza Operativo, cui la Provincia della BAT ed il comune, essendo in disaccordo hanno fatto scaturire nei confronti della TIMAC, una diffida di bonifica della falda senza avere la certezza del soggetto inquinatore,
d) Dai rilevamenti effettuati a monte e valle dello stabilimento risultano concentrazioni superiori a quelli consentiti dalla legge, anche questo ci dice che l’inquinamento ha origini in altri luoghi.

Il rischio che sentono i lavoratori della TIMAC, è di una crociata da parte di alcuni soggetti, di cui non si intravedono le finalità, contro una realtà produttiva che dà lavoro a più di 150 persone tra diretti e indotto. Noi Lavoratori e Sindacato continueremo a difendere quella fabbrica nel rispetto dei diritti e nel rispetto delle leggi di questa nostra nazione, sapendo che non si può produrre ad ogni costo anche a rischio della salute e dell’ambiente. Difendiamo la fabbrica perche l’ARPA Puglia e la Regione Puglia attraverso l’Area Politiche per la Sicurezza e la Tutela Ambientale ci dicono con atti pubblici che la TIMAC AGRO può continuare a produrre nel rispetto delle leggi, attuando la Messa in Sicurezza Operativa.

(Barletta 26/08/2015 – RSU di Fabbrica, FILCTEM CGIL BAT/FOGGIA Luigi Lauriola – FEMCA CISL BARI Giuseppe Anaclerio)



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