CulturaManfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

L’errore storico dell’affresco di Penati nella Cattedrale di Manfredonia

"A quanto risale la presenza dell’Icona della Madonna nella comunità sipontina?"

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Manfredonia. L’errore storico di cui trattiamo riguarda l’affresco di Natale Penati in merito all’arrivo del vescovo Lorenzo a Siponto, recante l’icona della SS.ma Vergine Maria. L’affresco risente l’influenza del pittore Giuseppe Ghezzi (1634-1721) che aveva già sviluppato la tematica raffigurativa processionale e panoramica a Roma.

Innanzi tutto, vi sono le figure dei sacerdoti, con in mezzo, sotto il baldacchino, il vescovo Lorenzo che reca in mano l’icona con l’effige della Madonna. Gli va incontro, processionalemte, il popolo, che fuoriesce dalla città.

La raffigurazione riporta idealmente lo sbarco di Lorenzo in riva al mare (come dalle “Vitae” ), con alla fonda dei bastimernti (dei mercanti che hanno trasportato il presule), quasi che Siponto si affacciasse direttamente sul mare (ignorandosi la presenza della laguna). La folla proviene dalla cattedrale sipontina che ha la facciata verso il mare, quando, invece, essa è rivolta verso settentrione. Lo stesso dicasi della dislocazione dell’abitato, sempre sulla lunga riva del mare.

Lo stilema della cattedrale sipontina è preromanico (XI sec.), mentre l’arrivo di Lorenzo a Siponto viene datato alla fine del V sec. (una differenza di ben 6 secoli).
Oltre a questi piccoli “dettagli”, dovuti, indubbiamente, ad una ricostruzione ideologica della città, il grosso errore storico consiste nella presenza dell’Icona mariana nelle mani del vescovo.
Sempre dalle fonti documentarie (ancora le “Vitae”), il vescovo Lorenzo non avrebbe recato con sé l’icona, bensì le reliquie dei protomartiri Stefano (un braccio) ed Agata (una mammella), poi depositati sulla terra ferma. Su questo argomento avremo modo di intrattenerci in altra occasione.

Ne consegue che, contrariamente alla versione fornita dal Sarnelli e da quanto recita una pia canzoncina popolare, la Madonna di Siponto con S.Lorenzo non ha nulla in comune come datazione storica.

Ci si può chiedere, allora, a quanto risale la presenza dell’Icona della Madonna nella comunità sipontina?

Di storicamente certo non abbiamo nulla, ma dall’analisi da alcune fonti documentarie del sec. XI è possibile ipotizzare, verosimilmente, la presenza a Siponto dell’ icona proprio in questo secolo. In due documenti del “Codice diplomatico del monastero benedettino di S.Maria di Tremiti (1005-1237)” pubblicato a cura di A. Petrucci, rileviamo alcune importanti notizie.

Nel 1064, si ha la promessa della permuta da parte di Datto, sipontino, con il monastero di S.Maria di Tremiti, della terza parte di una salina, in cambio di una… “scaramagna bona et una ycona pro utilitate predicte ecclesie” (chiesa di S.Maria). Nel 1068 avviene il relativo trasferimento, in particolare ”…una icona superaurata ubi sculpta est ymago Sanctae Dei genitricis Marie baliente XXX solidos” (in merito cfr. P. Ognissanti, L’arcivescovo Gerardo a Siponto, Rivista Storica dei Comuni, n. 7-8, 1981, pp.35-39).

Da quanto sopra, una cosa è certa, nel 1068 viene trasferita nella cattedrale di Siponto, ad opera dell’ arcivescovo Gerardo (1063-1074), un’icona di stile bizantino rappresentante la Madonna. E’ importante sottolineare che con la suppelettile dell’icona, nella cattedrale sipontina (preromanica e non anche paleocristiana, che sarebbe stata già distrutta) vi sarebbe pure l’ambone della “Bottega” attribuita ad Acceptus, diacono salernitano (datato 1039), per cui si può presumere che il tutto abbia potuto far parte dell’arredo di una chiesa appena costruita, o aperta ex novo al culto.

In aggiunta, va detto che la Chiesa sipontina riconosce la sua nuova piena autonomia, nel 1017 e/o 1024 (forse ad opera del principe longobardo, Guaimaro di Salerno); ed ancora, nel 1050, da papa Leone IX (1049-1054) viene tenuto in Siponto un Sinodo provinciale. Altro non si può aggiungere, lasciando il tutto alla devozione ed alla cultualità popolare.

L’errore storico dell’affresco di Penali nella Cattedrale di Manfredonia

L’errore storico dell’affresco di Penali nella Cattedrale di Manfredonia

(A cura di Pasquale Ognissanti, Manfredonia 26.08.2017)

L’errore storico dell’affresco di Penati nella Cattedrale di Manfredonia ultima modifica: 2017-08-26T11:02:46+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giacomo T.

    Caro Pasquale, grazie per i tuoi contributi storici.


  • Luigi Rignanese

    Anche quei fichi d’India nell’affresco riguardante il percorso dei pellegrini verso la grotta di S. Michele sono un errore storico.
    Furono introdotti in Europa solo dopo la scoperta dell’America


  • Infermiere

    Più che di errori, parlerei di una raffigurazione allegorica…

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