A cura di Annapina Rinaldi

Biggeri “Più volte Manfredonia costretta a scelte poco felici pur di saziare la fame di lavoro”

Porcu e Terracini "La scienza deve essere imparziale ma non 'neutrale' in quanto è chiamata a mettere al centro la gente ed il suo benessere"

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Manfredonia. CONTINUANO continuano le “giornate della salute” nell’ambito del quarantennale dell’ l’esplosione accidentale della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca presso lo stabilimento Enichem della nostra città, avvenuta il 26 settembre 1976. Il chiostro di Palazzo San Domenico è stato teatro dell’incontro “Lo stato di salute della città di Manfredonia dopo l’Enichem. I risultati dell’ “indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia”, già presentati lo scorso maggio, sono stati ribaditi dalla dottoressa Mariangela Vigotti, coordinatrice della commissione scientifica, e sono stati volano per gli interventi di Annibale Biggeri, Rosa Porcu e dei moderatori: il professor Benedetto Terracini, considerato il padre dell’epidemiologia, e Paolo Lauriola. I due accingendosi ad affrontare la questione EniChem, e di riflesso quella dell’Energas hanno posto l’accento sui termini resilienza, cioè la capacità di saper “subire” e “assorbire” le difficoltà per poi ritornare allo stato iniziale e intelligenza intesa come capacità di sfruttare al meglio ciò che si conosce, per affrontare al meglio anche ciò che non si conosce.

Molto appassionato è stato l’intervento del sindaco Riccardi che ha precisato che, contrariamente a quello che alcuni pensano “Energas non ha ottenuto le autorizzazioni a procedere e nulla è stato deciso. Abbiamo già sofferto tanto per questioni ambientali e se la città non vuole, l’impianto non si farà. A questo proposito, ha continuato, il referendum è uno strumento per dimostrare il nostro dissenso, il più possibile unanime. A proposito delle polemiche sulla bonifica del vecchio sito EniChem ha poi aggiunto che non esistono documenti “segreti” perché sono tutti visibili sul sito del ministero dell’ambiente. Le discariche sono state tutte svuotate, mentre per quanto riguarda la pulizia della falda, il metodo utilizzato dalla Syndial non ha funzionato e bisognerà prendere provvedimenti diversi.

anoramica stabilimento Enichem Agricoltura (anni '70 - Ph: marcocapponi)

Panoramica stabilimento Enichem Agricoltura (anni ’70 – Ph: marcocapponi)

Nel suo intervento invece Annibale Biggeri ha ricordato come “più volte Manfredonia sia stata costretta a scelte poco felici pur di saziare la fame di lavoro, prima l’Ajinomoto, poi l’EniChem, poi la reindustrializzazione e adesso l’Energas. Già nel lontano 1988 l’ingegner Biagio Pignataro, uno dei maggiori oppositori del petrolchimico scriveva:-speriamo che la città riesca a non commettere più errori… Per non commettere più errori lo strumento più importante-ha concluso Biggeri è la partecipazione cittadina. La professoressa Rosa Porcu ha sottolineato come sono ancora troppi i cittadini che in questi giorni di riflessione e dibattito su temi così importanti continuano a passeggiare ignari per il corso, tuttavia bisogna essere cocciuti e non smettere mai di sperare e lavorare per il cambiamento.

A proposito dello studio sullo stato di salute dei manfredoniani si è detto più volte che esso è ancora in corso, prossimo step sarà quello di indagare lo stato in vita e/o le eventuali cause di morte di circa 15.000 persone che erano residenti a Manfredonia fino al 1994 e sono successivamente emigrati. Questo studio si configura come “fortemente istituzionale” ha precisato uno dei ricercatori, non solo e non tanto nel senso proprio del termine, ma in quanto seguito costantemente ed attivamente dal Comune e dalla comunità, che ha potuto discutere il protocollo di ricerca assieme ai ricercatori. Infatti, hanno precisato Porcu e Terracini la scienza deve essere imparziale ma non “neutrale” in quanto è chiamata a mettere al centro la gente ed il suo benessere.

“L’Enichem ha fatto male alla salute dei manfredoniani”



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