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Nota delle donne di Manfredonia Nuova

“Manfredonia deve sapere”

"Noi cittadini e cittadine di questa martoriata città, tante volte tradita e devastata, per questo diniego, dovremmo fidarci solo dei dati forniti dalla SYNDIAL"

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Manfredonia. Noi donne di Manfredonia Nuova abbiamo indirizzato al Sindaco (quale massima autorità sanitaria) una nota, protocollata con N.26149 del 15/07/2016 nella quale chiedevamo l’accesso agli atti delle bonifiche del sito ex EniChem. Come risposta, incredibilmente, abbiamo ricevuto un diniego con la motivazione: “perché è il Ministro dell’ambiente competente in materie di bonifiche SIN”. Il dirigente del 7° settore, però si è reso disponibile ad un incontro avvenuto in un clima assai cordiale, ma non risolutivo dell’esigenza posta.

Noi cittadini e cittadine di questa martoriata città, tante volte tradita e devastata, per questo diniego, dovremmo fidarci solo dei dati forniti dalla SYNDIAL, azienda addetta al disinquinamento, braccio tecnico dell’Eni, ente massimo responsabile del nostro inquinamento. Per uscire dalla paradossale commistione tra chi ha inquinato e chi oggi sta disinquinando sarebbe cosa utile che l’amministrazione comunale, in primis il Sindaco si faccia carico egli stesso di promuovere iniziative e dibattiti pubblici a carattere tecnico scientifico per risolvere definitivamente l’annoso problema delle bonifiche a terra del sito SIN e dell’allarmante inquinamento del mare prospiciente il suddetto sito (allegata nota del Com. di Monte S. Angelo).

I cittadini e le cittadine hanno diritto all’informazione e nessun organismo politico o tecnico può sottrarsi al dovere di rendere trasparenti gli atti e processi decisionali al fine di rendere reale la democrazia partecipata. Spesso però le istituzioni sono sorde nel rispondere e farsi carico dell’esigenza collettiva di vedere rispettato il diritto fondamentale dei cittadini e cittadine alla salute pubblicae ad un ambiente sano.

Forse rivelatrici in tal senso possono essere le parole di Mons. Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che intervenendo l’8 settembre al Convegno diocesano ad Acerra (Napoli) così si è espresso: “Si sta scoprendo che la terra dei fuochi non è solo vostra, ma anche nella mia Puglia ci sono schifezze sotterrate e forse anche maggiori rispetto a qui. Qui le cose sono uscite fuori, sapete e quindi potete chiedere che sia fatto ordine. Ma in Puglia ancora non abbiamo trovato persone coraggiose che ci mettono impegno e la faccia per far uscire la verità”
Noi continueremo con determinazione e coraggio nell’opera di sensibilizzazionea tutela della salute e della salvaguardia del territorio.

In questo impegno ci sostiene la speranza che tutta la cittadinanzadiventi protagonista di una grande mobilitazione alla cui testa ci sia il Sindaco nella sua veste ufficiale di rappresentante di tutta la città, per rendere politicamente incisiva la lotta in difesa della nostra vita e contro il paventato insediamento dell’Energas.

LE DONNE DI MANFREDONIA NUOVA



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