Manfredonia
"Non erano passati tanti anni da quando un politico locale era arrivato al punto di dire"

Manfredonia, “Enichem: in Piazza del Popolo per ricordare anche qualche proposta funzionale”

"Avete visto mai che pure in un capannone tipo quello della “ex-Inside” possa sorgere una città della scienza?"

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Manfredonia. Oggi per la ricorrenza dello scoppio della colonnina d’arsenico, in Piazza del Popolo c’è stata la simulazione di quel tragico avvenimento, che ha segnato per sempre il nostro territorio. Non erano passati tanti anni da quando un politico locale era arrivato al punto di dire, che l’Enichem l’avrebbe messa anche in Piazza del Popolo pur di realizzarla. Oggi possiamo realizzare che, mentre un monumento di cartapesta dell’Enichem fa bella mostra di sè in Piazza del Popolo, le ciminiere di quel mostro d’acciaio sono state smantellate definitivamente sul nostro territorio. Eppure le scelte sciagurate per l’ambiente ed il lavoro non si sono arrestate alla cattiva esperienza del petrolchimico, col tempo la chimica di stato, mediante piccole e grandi industrie del contratto d’area hanno illuso nuovi lavoratori pronti a barattare la salute con il lavoro, per questo sarebbe utile effettuare uno screening costante sulla salute dei cittadini, anche in collaborazioni con associazioni tipo l’AVIS di modo da monitorare costantemente lo stato di salute.

Per quanto riguarda lo stato del habitat sono evidenti i cimiteri industriali, che sicuramente non hanno giovato ad un territorio, che tra le sue vocazioni può annoverare quella turistico – commerciale. Allora che fare sapendo che sul passato c’è poco da fare se non ricordare scelte così sciagurate di modo da non ripeterle? Tutto questo anche in considerazione che alle porte c’è lo spauracchio di un mega impianto di G.P.L. che seppur dovesse essere costruito con il top degli standard di sicurezza, non sappiamo come questi ultimi potrebbero rispondere ad eventi imprevedibili e naturali come i terremoti. Gli scenari a questo punto potrebbero divenire apocalittici, comunque non sono queste le prospettive che interessano ai nostri concittadini visto che il primo cittadino ed il governatore della Puglia si sono espressi contrariamente ad un simile progetto. Come progettare allora il nostro avvenire? Promuovendo uno sviluppo sostenibile quindi ecocompatibile, per questo un paio di esempi sono stati nuovamente condivisi in un incontro pubblico che ha avuto luogo domenica scorsa. L’autore di questo articolo ha proposto la possibilità di insediare sulle aree industriali delle serre in cui sviluppare il floro-vivaismo. E’ risaputo che diverse piante, anche da fiori, hanno la proprietà di assorbire i metalli pesanti ancora presenti nelle aree post-industriali; quindi in tal modo oltre che a contribuire a decontaminare il suolo si può creare un economia florida sull’esempio di quella di San Remo, nota oltre che per la kermesse canora, anche come la città dei fiori.

Eufemisticamente parlando a Manfredonia potrebbero rinascere tanti fiori sopra a tanti fatti brutti? Il che ricorda anche il testo di una significativa canzone di un cantautore locale “Siamo Angeli” del compianto Lucio Dalla. Il primo cittadino di Manfredonia porta il nome Angelo speriamo pertanto che si faccia custode e promotore di queste ed altre possibili iniziative, che assieme a tanta gente volenterosa e preparata possono portare in porto il risultato cercato: “Lavoro e Benessere”. Anche per questo può essere importante dare continuità all’esperienza del coordinamento cittadino, magari aprendo uno sportello informativo presso un accogliente sede comunale dove la gente si possa anche incontrare.

Avete visto mai che pure in un capannone tipo quello della “ex-Inside” possa sorgere una città della scienza? Questa ulteriore proposta può essere utile, oltre che ad elevare il grado di conoscenza scientifica e tecnologica della comunità contemporanea, anche e soprattutto per le scelte sostenibili dettate dalla consapevolezza che nasce dalla conoscenza.

Immaginate per questo una nuova Menlo-Park, il laboratorio leggendario fondato nel 1876 da Edison in America per la creazione di nuovi prodotti utili per il mercato. Ebbene un laboratorio simile può essere finanziato proprio da chi il nostro territorio ha inquinato come risarcimento e scommessa sulle nuove generazioni in grado di gestire meglio il territorio con azioni più virtuose di chi li ha preceduti, anche per questo oltre che l’amministrazione locale pure L’Ente Parco può interessarsene?

Più info sulle proposte accennate potete approfondirle aprendo i seguenti link

Manfredonia, “Quali scenari lavorativi ecosostenibili nell’epoca post’industriale?”

“Manfredonia, posti di lavoro dalla riqualificazione del territorio”

(A cura di Benedetto Monaco, Manfredonia 26.09.2016)



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