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Giuseppe Brigida. Una vita con il teatro


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Brigida (ST)

Manfredonia – SABATO, 29 ottobre 2011 alle ore 18, si terrà presso l’Auditorium di Palazzo Celestini la presentazione del volume “Giuseppe Brigida – Una vita con il teatro”. Un libro, per lo più fotografico, che racconta del vissuto di un nostro concittadino divenuto dapprima il primo attore professionista sipontino ed in seguito il maggiore animatore teatrale della Città. La serata sarà aperta dal saluto del Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, a cui seguiranno interventi del poeta Cristanziano Serricchio, autore della prefazione del testo, dell’Assessore alla Cultura, Paolo Cascavilla, dell’architetto Franco Sammarco e del curatore del volume stesso, Andrea Pacilli.

“Sono stati necessari più di due anni – racconta quest’ultimo – per individuare e selezionare il materiale presente, identificarlo e farlo diventare parte di un racconto. Un’opera supportata dai figli di Giuseppe Brigida: Rachele, Anna Maria, Clara, Roberto, che ringraziamo. In questa attività il punto di riferimento è stato, in particolare, Clara la quale, con la sua instancabile e intelligente opera di custodia e catalogazione, ha fornito il materiale indicando e dirigendo lo svilupparsi della narrazione. Un ringraziamento va anche ai generi di Giuseppe, Nino Lorussi e Renato Dachille, che con dedizione hanno supportato l’intento dell’opera”.

“Giuseppe “Giuppi” Brigida è stato – spiega, sempre nelle pagine del volume, il curatore ed editore, Andrea Pacilli – il primo attore professionista nato a Manfredonia, una carriera proficua e densa che dura fino al secondo dopoguerra. Ma da questo periodo incomincia per lui un’altra storia, quella di regista e animatore teatrale nella sua città d’origine, una vicenda che caratterizzerà la vita culturale di Manfredonia per gli anni a seguire”. “Il teatro – afferma, dal canto suo, il Sindaco Riccardi – è il luogo del sentire insieme, della collettività ed è per questo che, in una società come la nostra, amare il teatro alla stessa stregua di Giuseppe Brigida non ha solo una funzione di ordine culturale ma assume un positivo valore sociale”.

Profilo. Giuseppe Brigida, nato nel 1911, comincia a respirare da subito quell’amore per il teatro che lo contraddistinse fino alla scomparsa, avvenuta nel 1987, giovandosi dell’inclinazione materna alla lettura ed alla scrittura. “Quando parlava della mamma, sua vera musa, emergeva la sensibilità di Giuseppe: lo faceva con enfasi, gli occhi gli brillavano – confida l’architetto Franco Sammarco, tra i più assidui frequentatori di “Giuppi” – come un ragazzino mentre sta per ricevere un dono. Spesso mi parlava dei figli sperando che qualcuno avvicinandosi al palcoscenico, in particolare Roberto e Clara, potesse percorrere le sue orme”.

Giuseppe inizia quasi in maniera casuale la propria carriera, all’età di 18 anni, sostituendo un attore che si era ammalato, ma si fa notare immediatamente e viene convinto a girare l’Italia, con la compagnia teatrale “Teatro d’Arte”, assecondando una naturale predisposizione alla recitazione. Il suo peregrinare è lungo ed intenso e, dopo aver recitato accanto ad attori divenuti poi famosi, come Mario Pisu, Gino Cervi, Aroldo Tieri, Paolo Stoppa e Rossano Brazzi, a causa degli eventi bellici fa ritorno nella sua città natale, nel 1940. Tre anni dopo gestisce una lavanderia e nel 1944 fonda il Gruppo Artistico dell’Associazione Universitaria “Mauro Sinigaglia” e, successivamente, l’Associazione “Amici dell’Arte”. Con quest’ultimo gruppo organizza uno spettacolo al teatro Pesante, nell’ottobre 1945, che comprendeva una prima parte in cui fu rappresentata “La Nemica”, in tre atti, ed una seconda con “Gran Varietà”, dove prese parte il noto chitarrista Giuseppe Rucher.

“Ricordo la sua passione, l’intelligenza – racconta Cristanziano Serricchio – e il fiuto nella scelta degli operatori, spesso giovanissimi, che egli con pazienza e sapienza di guida riusciva a preparare, ad avvicinare ai vari testi teatrali e a portare sulla scena”. La sua vita artistica è intensa, irrefrenabile, e nel 1946 “Giuppi” (come lo chiamarono a Roma) riprende l’attività da attore. Il suo girovagare per teatri dura ancora per qualche anno, nonostante nel 1950 si sposa con Lucia Fabrizio che ne condivide le impegnative scelte compiute e lo segue per buoni due anni in ogni dove. E’ il 1952 l’anno che segna il definitivo ritorno a Manfredonia di Giuseppe Brigida: sta per nascere sua figlia, Anna Maria, e “Giuppi” si dà alla vita da padre trovando impiego presso l’Ente di Riforma Fondiaria, a Beccarini e Fonterosa. Successivamente nascono altri due figli che non interrompono la copiosa produzione di Giuseppe che, nel 1955, rappresenta “La Nemica”, nel 1957 “La Fiaccola sotto il Moggio” di D’Annunzio.

Nel 1960 nasce la “Filodrammatica Sipontina” la cui prima rappresentazione fu la commedia “Santarellina” di Eduardo Scarpetta e, nel frattempo, “Giuppi” si rapporta con il proprio territorio anche per mezzo dei Veglioni di Carnevale e dei Veglioncini dei Bambini, occasione propizia per mettere in scena spettacoli dalle fiabe. Nel 1966 esordisce, come sua attrice, Dina Valente e, in quegli stessi anni, l’allora preside Serricchio mette a disposizione della compagnia il salone dell’Istituto Magistrale “Roncalli”. Nulla e nessuno fermano la sua viscerale passione, non lo ferma nemmeno il grave incidente stradale avuto nel marzo 1976 che lo aveva costretto prima all’immobilità e poi alla riabilitazione. Muore la notte del 16 gennaio 1987, segnato da una malattia che non riuscì a sconfiggere ma che non arrestò la sua grande voglia di vivere con amici e famiglia e per attuare ancora nuovi progetti.

“I lettori, specie i più giovani, potranno trovare nell’esempio – dice ancora Cristanziano Serricchio, nella sua prefazione – della lunga, decorosa e affascinante “fatica teatrale” di Giuseppe Brigida l’incoraggiamento e lo stimolo utile a coltivare, in un tempo come il nostro di scadimento dei valori, l’amore e la passione per il teatro”. Ed è proprio sull’insegnamento lasciato da “Giuppi” che si sofferma il Sindaco, Angelo Riccardi quando afferma che “Bisogna riconoscere che grazie alla lezione di Giuseppe Brigida, che ha dovuto lottare anche solo per poter usufruire di spazi consoni alla propria attività, sarà meno difficile per le nuove generazioni seguire il solco scavato da chi li ha preceduti e procedere nel percorso, intrapreso da questa Amministrazione, atto a conferire ulteriore linfa alla rinascita culturale di questa Città”.


Redazione Stato

Giuseppe Brigida. Una vita con il teatro ultima modifica: 2011-10-26T18:41:52+00:00 da Redazione



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