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L’assessore Capone: “Santa croce emblema di un’unicità tutta pugliese. Dobbiamo valorizzarla”

Restauro Santa Croce.Dalla Regione 2 milioni di euro

"La Curia ha restaurato in questi anni moltissime chiese ma è un’inezia rispetto alla somma di interventi che richiede questa città e la nostra diocesi"

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Lecce. La Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco leccese, sarà presto riconsegnata alla sua città nello splendore degli inizi. L’intervento, finanziato dalla Regione Puglia con due milioni di euro, e a favore dell’Arcidiocesi di Lecce, prevede l’illuminazione artistica della facciata, il restauro della facciata e della controfacciata, degli altari della navata laterale destra, dei paramenti murari interni alla navata destra, delle cappelle, della casa canonica, della campanaria, il recupero e la protezione delle coperture della Basilica, e un dispositivo di allontanamento volatili a onde elettromagnetiche.

Santa Croce è l’emblema di un’unicità che è tutta pugliese – ha detto l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone. L’emblema della nostra storia, della nostra identità, che ci rende unici nel mondo, e per questo fortemente attrattivi. Un’architettura magnifica, esuberante nello stile, forte nel racconto. La prima cosa che colpisce è la sua facciata, uno degli esempi più alti del barocco leccese in tutta la sua sfarzosità. Noi pugliesi abbiamo questa grande fortuna: siamo eredi di un enorme e straordinario patrimonio artistico e culturale, di questo patrimonio, però, dobbiamo prenderci cura. Con questo intento tra le altre cose la Regione, in accordo con la Conferenza Episcopale Pugliese, ha voluto destinare una parte delle risorse dell’Accordo di Programma Quadro “Beni e Attività Culturali” a favore di alcuni beni ecclesiastici considerati particolarmente rilevanti dal punto di visto storico, religioso e identitario. Tra questi c’è proprio la Basilica di Santa Croce, finanziata con due milioni di euro. Perché il Salento e la Puglia hanno molto più da far vivere e raccontare della sola splendida costa, e quello dei beni ecclesiastici è un capitolo che la Regione intende approfondire e rilanciare anche nell’ottica di una diversificazione dell’offerta turistica regionale.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio – ha aggiunto l’assessore – sono oltre 300 milioni i turisti religiosi nel mondo, con giro di affari stimato intorno a oltre 18 miliardi di dollari e un trend crescente verso le località considerate sacre o con un ricco patrimonio culturale, storico e artistico. L’Italia è certamente una delle destinazioni principali dei flussi turistici mondiali, considerando la presenza del Vaticano e di Roma insieme ad altre realtà come, per esempio, San Giovanni Rotondo. Questo significa che c’è tanto da fare e la nostra regione non può e non deve mancare questa occasione. Il 2016, poi, è anche l’anno dei cammini religiosi e la Puglia sarà capofila di un progetto approvato in Commissione turismo della Conferenza Stato-Regioni, South Culture Routes, che consentirà di realizzare e promuovere cammini religiosi ma anche storici, green road, ciclovie e molte altre formule di mobilità lenta della Puglia. Insomma il futuro della Puglia passa anche da qui. Che la città di Lecce sia, allora, il trampolino di lancio per una regione che della memoria e della tradizione vuole farne la sua migliore cartolina. Un’istantanea da portarsi dietro insieme al calore che solo la comunità pugliese è capace di infondere nel cuore di chi arriva e parte”.

Il progetto migliorativo della Basilica di Santa Croce prsentato dall’impresa edile Nicolì srl di Lequile, aggiudicataria dei lavori, apporta elementi fortemente innovativi sia sotto il profilo della comunicazione che della gestione complessiva dei dati afferenti il bene ecclesiastico. Il cantiere, infatti, non sarà un contenitore chiuso e separato dalla città ma un luogo di trasformazione, uno strumento di cultura, un’occasione di comunicazione, valorizzazione e partecipazione. A questo scopo una campagna di comunicazione informerà la comunità sui lavori che si andranno a eseguire invitando a visitare il cantiere. Le prenotazioni potranno essere effettuate tramite sito web appositamente creato, arricchito di contenuti relativi ad aspetti storico-culturali della Chiesa e dotato di tecnologie quali il QRCode e tag. Un sistema di visite guidate accompagnerà turisti, cittadini e visitatori nell’interazione con il tessuto monumentale territoriale e consentirà loro di godere di una prospettiva ravvicinata della facciata stessa.

Se un bene culturale non è fruito muore – è intervenuta la Soprintendente Maria Piccarreta. I nostri vincoli non sono vincoli per cristallizzare ma per tutelare il valore culturale, il valore della nostra identità culturale. È questo il compito della Soprintendenza, ancor più in questo periodo di forte richiamo all’utilizzo e alla valorizzazione dei beni. Perché se anche la valorizzazione non è più nostra competenza a noi resta comunque il compito di educare a essa. Sono orgogliosa, dunque, dell’incontro di questa mattina perché sancisce gli eccezionali rapporti istituzionali che siamo riusciti a instaurare tra Soprintendenza, Curia e Regione Puglia. Tre teste differenti quanto affini negli obiettivi si sono raccordate per la Basilica di Santa Croce in un tempo brevissimo. Così siamo riusciti ad appaltare i lavori di restauro rientrando non solo pienamente nei canoni di un finanziamento ben definito ma riuscendo anche a ottemperare tutte quelle esigenze necessarie per poter chiudere i lavori all’interno della chiesa e, quindi, riportare a cittadini e turisti l’eccezionale gioiello che per Lecce rappresenta questa meravigliosa basilica”.
L’intervento regionale, concordato con la Conferenza Episcopale Pugliese, fa seguito ad altri interventi di restauro di beni ecclesiastici tra cui la Cattedrale di Lecce e l’Antico Seminario finanziati, sempre dalla Regione, rispettivamente con oltre un milione di euro e due milioni, e si colloca nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Beni e Attività Culturali” che servirà alla valorizzazione di quattro beni pugliesi: dalla Basilica di Santa Croce di Lecce al restauro della Chiesa di San Paolo Eremita di Brindisi (1.292.387), al Santuario Madonna della Salute nella città vecchia di Taranto (1.330.000), al Museo Diocesano di Bitonto (1.330.000), alla Basilica Cattedrale di Trani (1.280.000).

“Siamo finalmente arrivati all’inizio dei lavori di restauro di quello che è il monumento simbolo del barocco leccese – ha concluso l’Arcivescovo di Lecce, Mons. Domenico D’Ambrosio. Quando si parla del barocco leccese, infatti, il richiamo è subito alla Basilica di Santa Croce e noi siamo contenti di aver ottenuto questo grosso finanziamento regionale per poterle restituire la sua bellezza originaria. La Curia ha restaurato in questi anni moltissime chiese ma è un’inezia rispetto alla somma di interventi che richiede questa città e la nostra diocesi. Un passo dopo l’altro, però, stiamo riuscendo a non mandare in malora il frutto dell’enorme impegno dei nostri antenati e questo ci riempie di gioia e, al contempo, ci rende estremamente fiduciosi nel futuro”.



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