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"Forte emigrazione che ha ripreso a galoppare dopo anni di relativo benessere"

“Io speriamo che me la cavo”

"La provincia di Foggia ha bisogno di imprese artigianali e industriali che producano beni di consumo e che investano sul territorio: la Politica ha il compito di portarcele!"

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Bari. Uno degli aspetti della crisi che sta colpendo le piccole imprese, specie quelle su area pubblica, sul territorio provinciale foggiano, San Severo compresa, riguarda la forte emigrazione che ha ripreso a galoppare dopo anni di relativo benessere delle nostre zone. Le cronache locali parlano di un flusso in uscita, al 31 dicembre 2015, di oltre 67.000 persone. San Severo, per non smentirsi in questa triste graduatoria, è al primo posto con 4.398 emigrati, pari all’8,2% della popolazione; seguono a ruota San Nicandro Garganico con 4.380, San Marco in Lamis con 4.069 e Manfredonia con 4.064. A Foggia sono 3.771 i cittadini che hanno scelto di andarsene al nord o all’estero. Salta agli occhi come, in rapporto alla popolazione, la città di Foggia è la meno disponibile ad offrire le sue menti e le sue braccia ad altre realtà produttive, mentre San Severo è la più prodiga.

Il compito della politica dovrebbe essere quello di correre ai ripari per fermare l’emorragia del flusso di cittadini che sono costretti ad emigrare, prima che la situazione diventi insostenibile per quelli che restano. Infatti uno dei fenomeni che si riscontrano, è che in provincia si stanno moltiplicando le aperture di attività commerciali, sia su grandi e medie superfici, sia su quelle di piccola metratura e su suolo pubblico, con il nefasto risultato di aumentare ancor più selvaggiamente la concorrenza, provocando la messa fuori mercato di centinaia di imprese tradizionali e regolarmente convenzionate, con relativi fallimenti familiari, dovuti alla mancanza, per queste ultime, degli ammortizzatori sociali e assistenziali di cui usufruiscono migliaia di persone che spesso e volentieri vivono anche di queste “elargizioni statali.

Ma, così continuando, per le imprese aumenterà di molto il rischio di contenziosi di natura fiscale, contributiva e dei consumi, aumentando la debitoria con i vari enti locali e nazionali, peraltro già abbondantemente in atto per larga parte delle ditte individuali. La provincia di Foggia non ha bisogno di nuovi punti vendita, che, tra l’altro, provocheranno un’altra ondata di licenziamenti di personale addetto alle vendite negli esercizi commerciali già esistenti.

La provincia di Foggia ha bisogno di imprese artigianali e industriali che producano beni di consumo e che investano sul territorio: la Politica ha il compito di portarcele!



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Commenti


  • Salvatore

    La crisi galoppa, altro che ripresa. Proprio oggi un ennesimo licenziamento per carenza di lavoro di due amici con un contratto a tempo indeterminato e che lavoravano li da 26 anni . Per Renzi l’Italia sta crescendo, con segnali di ripresa.

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