Capitanata

Hydro, la promessa della Gentile: “Subito una task force regionale”


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”]San Severo – LA brutta notizia è che, ad eccezione di qualche voce informale e di poco conto, rispetto all’ultimo incontro svoltosi in Assindustria martedì, non si è mossa una foglia. Quella buona, è che l’assemblea convocata al Caffè tra le Righe questo pomeriggio (sabato) dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico con i 42 dipendenti della Hydro di San Severo, ha consacrato la disponibilità dell’assessore Elena Gentile a muoversi per sbloccare l’impasse.

Elena Gentile: “Una task force regionale”. L’esponente piddina cerignolana non ha perso tempo ad avocare alla Regione una causa lavorativa che rischiava, e rischia a tutt’oggi, di catapultare, con scadenza primo gennaio 2012, 42 famiglie nel tunnel buio della mobilità. Promette, la Gentile, azioni immediate. In particolare, l’impegno di una task force di diretta emanazione levantina che convocherà le parti a Bari. Il tutto, in tempi più che rapidissimi. “Dobbiamo precederli” annuncia alla platea di operai e magazzinieri facendo sfoggio di una buona dose di realpolitik. Dunque, l’obiettivo è “convocare un tavolo in Regione prima di quello in Assindustria previsto per il 2 dicembre [data concertata da sindacati ed azienda martedì, fra i mugugni dei primi e col favore della seconda]”. Uno spostamento di competenze, questo, che potrebbe anche risultare determinante. Sul tavolo, la richiesta, ferma, di Fiom e lavoratori, è il mantenimento dei posti di lavoro attraverso quello della produzione. L’alternativa è l’accompagnamento verso forme di ammortizzatori sociali. Quegli stessi che, finora, la Hydro non ha mai tirato in ballo (l’ha fatto durante l’ultimo incontro, ma in maniera quasi concessoria). “I soldi – annuncia la Gentile – ci sono. Da parte nostra garantiamo di essere pronti ad assumerci le responsabilità del caso”. Disponibili sarebbero anche le liquidità per la Cig.

Dino Marino contro Confindustria: “Ascari!”. Il più duro di tutti, comunque, è Dino Marino. Rispetto alla Gentile, lui, che è di San Severo, sente il peso della sfida. Per questo invoca non tanto la salvaguardia degli ammortizzatori sociali (“Con 8-900 euro di Cassa integrazione le famiglie durerebbero due mesi prima di andare a fondo”), quanto più la conferma delle possibilità produttive di uno stabilimento il cui smantellamento riverserebbe sulla comunità costi sociali terribili. Il consigliere regionale se la prende con i palazzi confindustriali. Annuncia: “Scriverò una lettera al Presidente di Assindustria, Pino Di Carlo, in cui gli chiederò di prendere pubblicamente posizione sulla questione”. Tradotto, significa costringere il numero uno degli industriali alla gogna dell’opinione pubblica, alla scelta fra territorio e interessi imprenditoriali. Anche perché, sul binomio Assindustria-Hydro aleggia un sospetto. L’impresa norvegese risulta infatti essersi affiliata ai registri di Via Valentini Vista Franchi a pochi giorni (un paio di settimane) dalla consegna delle lettere di licenziamento. L’impressione, per nulla vanesia, è che sia una mossa strategica, buona per aggraziarsi la protezione, potente, dei palazzi confindustriali. Palazzi che Marino fustiga così: “Si sono comportati come gli ascari mussoliniani nell’Aoi. Autoctoni, ma a servizio della causa colonialista”.

Tonino La Daga, Fiom: “Gli faremo perdere la faccia”. La sigla dei metalmeccanici Cgil è in prima fila nella lotta. Il segretario generale di Capitanata, La Daga, non riesce proprio a rassegnarsi. Guardando negli occhi la Gentile parla di “fulmine a ciel sereno” per uno stabilimento “che, in otto anni, non ha mai usufruito di un solo anno di cassa integrazione. Non – specifica – per l’assenza delle coperture assistenziali. Soltanto perché la produzione andava avanti su tre turni ed anche con lavoro straordinario”. Ed ora che i giochi sembrano fatti, è una questione di resistenza. Deciso e duro, La Daga. Prima nei confronti della Hydro: “Loro vogliono chiudere accampando motivi di core business, salvando così la faccia. Noi, invece, diciamo che, qualora dovessero dismettere e abbandonare 42 famiglie, oltre ad un territorio intero, la faccia gliela faremo perdere”. Poi, nei confronti dei suoi santi nel paradiso di Via Vista Franchi: “Assindustria non ha battuto ciglio di fronte alla notizia della chiusura. E’ possibile che non si muova per trattenere in loco un’eccellenza del genere?”. Infine, tocca tracciare il cammino. “La Fiom, anche nei momenti difficili, ha deciso di andare avanti”. E andare avanti può significare ridiscutere gli assetti proprietari e gestionali: “Siamo disposti ad accettare anche una riconversione dello stabilimento, pur di lavorare”. Figurarsi, dunque, un semplice cambio di proprietà.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Hydro, la promessa della Gentile: “Subito una task force regionale” ultima modifica: 2011-11-26T21:39:01+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • marcello ciofi

    Giornata importantissima se non decisiva quella di oggi per le sorti dei 42 lavoratori della Hydro di San Severo..l’ incontro organizzato da Dino Marino con i lavoratodi il sindacato Fiom cgil con il coinvolgimento dell’assessore regionale al welfare Elena Gentile..ha dato come risultato ,,la convocazione in sede regionale della vertenza Hydro..una task force reginale che convocherà i vertici aziendali prima della convocazione del 2 dicembre presso assindustria di Foggia tra azienda e sindacati…la partita è appena iniziata,,ma per i lavoratori si è aperta una speranza,,uno spiraglio alla disperazione,,,un Grazie a tutti coloro che si stanno unemdo ed adoperando per difendere il diritto al lavoro e alla dignità del lavoro,,Ciao alla prossima,,Forza Ragazzi

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