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A cura di Giorgio Cislaghi

Borgo Tressanti, Ghetto bulgari. Cislaghi “Non c’è neanche l’acqua potabile”

Nel ghetto ci sono anche "animali da compagnia" che dovrebbero essere identificati e visitati dai nostri servizi veterinari della ASL ma se non sono censite nemmeno le persone figuriamoci gli animali

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Foggia. ”Strada per Trinitapoli, località Borgo Tressanti, traversa che porta all’inceneritore. E’ li che da 8 anni esiste un ghetto di cittadini bulgari di etnia rom. Una popolazione stabile di non meno di trecento persone di cui un centinaio di bambini in età scolare che la scuola non sanno nemmeno che esiste. Un ghetto, un paese, nato spontaneo e fatto di rulotte e baracche. Un paese senza neanche l’acqua potabile sino a settembre quando Regione Puglia se ne è fatta carico. Una comunità composta prevalentemente da braccianti agricoli (i bulgari sono molto apprezzati per come sanno fare i contadini) che ospita, come in tutti i ghetti della provincia, sacche di “malaffare”.

Una comunità che si è sviluppata entro i limiti del comune di Foggia ma volutamente ignorata dai nostri Servizi Sociali, nonostante le sollecitazioni di regione Puglia, nonostante le ingiunzioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Bari. Solleciti e ingiunzioni a cui sinora l’amministrazione non ha dato risposta. Assicurare i minimi servizi, anche per le comunità spontanee, è un dovere civico prima ancora che giuridico. Assicurare ai bambini in età scolare la fruizione del servizio scuolabus e l’iscrizione alle scuole dell’obbligo è una precisa disposizione di legge.

Nel ghetto ci sono anche “animali da compagnia” che dovrebbero essere identificati e visitati dai nostri servizi veterinari della ASL ma se non sono censite nemmeno le persone figuriamoci gli animali. Ancora una volta ci troviamo di fronte a un’amministrazione distratta e inadempiente, ancora una volta ci troviamo di fronte al dubbio se si tratti solo di negligenza o si possa ipotizzare il reato di discriminazione razziale indiretta. Abbiamo una sola certezza: nei cosiddetti “piani sociali di zona” non sono previsti interventi per far fronte a queste situazioni di disagio estremo come non sono previsti interventi per stimolare, se non favorire, l’integrazione dei migranti”.

(A cura di Giorgio Cislaghi, Foggia 26.11.2016)

FOTOGALLERY a cura di GIORGIO CISLAGHI



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Commenti


  • Indignato

    Ecco l’ Italia che vuole Renzi!


  • El condor pas

    MADONNA MIA COME VIVONO MALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


  • verità vera

    prima la legge cita chi ospita gente in casa senza sapere la loro provenienza e non hanno documenti..commette reato..per cui il proprietario..è colpevole..poi il Prefetto???…tutti chiudono gli occhi …nessuno vede…e la colpa è del primo arrivato..abbiate rispetto.di chi a meno colpa…chi vigila il territorio ?????Tanti ci guadagnano intorno a quel ghetto..per primo il proprietario…e poi…lascio a voi le considerazioni finali…che brutta Società…


  • governo scafista


  • Alfredonia

    Il vero problema non e’ l’acqua o l’energia elettrica, e che quelle baracche non dovrebbero nemmeno esserci, pertanto Sig. Sindaco, essendo dei prefabbricati ABUSIVI, vanno demoliti.

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