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Lo riporta l'Ansa

Donne saudite arrestate per aver guidato

Due saudite arrestate per aver difeso il diritto delle donne a guidare saranno costrette a comparire davanti ad un tribunale che si occupa di "terrorismo". Lo denunciano alcuni attivisti che sono voluti rimanere anonimi.

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(ansa) Due saudite arrestate per aver difeso il diritto delle donne a guidare saranno costrette a comparire davanti ad un tribunale che si occupa di “terrorismo”. Lo denunciano alcuni attivisti che sono voluti rimanere anonimi. (ansa)

Donne saudite arrestate per aver guidato ultima modifica: 2014-12-26T12:28:39+00:00 da Redazione



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Commenti


  • vittoria gentile

    Da Panorama
    Il divieto per le donne di mettersi alla guida di un’auto nel Paese arabo non è una legge, ma una fatwa, che forse è anche peggio. A lanciarla, nel 1990, è stato un leader religioso che sosteneva: guidare alle femmine fa male, perché le scosse possono compromettere l’uso delle ovaie e causare malformazioni nei figli.
    Da allora tra repressione politica e religiosa con multe e minacce le donne saudite non avevano più guidato una macchina. Ora però, da qualche tempo, è in atto una rivoluzione silenziosa e una propaganda che sta facendo il giro del mondo grazie a numerosi video postati su YouTube da donne velate alla guida, in gran segreto, della propria macchina.
    La patente, neanche a dirlo, non l’hanno presa nel proprio paese, ma proviene dell’estero. Chi la possiede gode di un primo lasciapassare per cercare di ottenere il permesso di guidare l’auto.
    Il governo, però, è intervenuto minacciando una repressione di massa e arresti a tappeto. Molte hanno così rinunciato alla lotta, ma a macchia d’olio qualche avventuriera c’è stata e ha documentato su youtube l’impresa.
    “Sono molto felice e orgogliosa che non ci siano stare reazioni contro di me” ha detto ad Associated Press al telefono l’attivista May Al Sawyan: “Ho incrociato altre auto. Erano sorpresi, ma è stata solo un’occhiata. Va bene… Non sono abituati a vedere donne che guidano qui”. Tuttavia Al Sawyan ha dichiarato di essersi preparata al rischio di arresto se sorpresa. Ha aggiunto di essere stata abbastanza lontana da una macchina polizia, e di non essere stata individuata.
    “Ho fatto solo un breve giro – ha continuato – Non ho guidato a lungo, ma è andata bene. Sono andata in un negozio di alimentari”.
    Quando è tornata a casa, la sua famiglia, preoccupata e spaventata, l’ha accolta da eroina e il video è subito stato condiviso in Rete. Un primo importante passo verso una lunga battaglia per la parità dei diritti.

    “Women2drivecampaign” imperversò due anni fa su Twitter con l’hashtag #Women2Drive e su Facebook, parallelamente all’arresto di Manal al-Sharif, un’attivista saudita per i diritti umani che osò sfidare la legge caricando su YouTube un video che la mostrava al volante.
    L’Arabia Saudita è l’unico paese al mondo che impedisce alle donne di guidare.
    “Viviamo in un’epoca in cui ci sono donne che sono ministre, parlamentari, professoresse – ha detto in recenti dichiarazioni alla Dpa Eman al-Nafjan, attivista- è imbarazzante il fatto che si debba organizzare una protesta e violare la legge per rivendicare un semplice diritto di metà della popolazione”.
    “Interessante notare come per queste ultime due donne arrestate non vi siano leaders politici occidentali o media importanti e ad ampia diffusione che propagandino campagne importanti su questa vicenda assurda. Tale vicenda è un’ulteriore conferma della politica occidentale di due pesi e due misure sulla spinosa questione dei diritti umani, in particolare i diritti delle donne nei paesi a maggioranza musulmana.
    L’Arabia Saudita è un importante partner strategico della Nato in Medio Oriente e col paese arabo teocratico le potenze occidentali intrattengono rapporti economici fondamentali.” Sottolinea Ali Reza Jalali, studioso e saggista, sull’Iran, il Medio Oriente e cultura islamica.
    “Women2drive” non si ferma a questo stop. Le ragioni di fondo, limitare le libertà femminili e l’autonomia d’azione rispetto al controllo degli uomini della famiglia sono di facile intuizione; Il divieto fattuale di quest’unico paese rimane tra i più assurdi del mondo.


  • Quel maledetto binario ferroviario posto tra il mercato sett.della Scaloria e il centro abitato

    Prepariamoci al che tra poco arrivano anche in Italia.


  • vittoria gentile

    Guardi conosco maschi italiani che non avrebbero nulla da invidiare a quelli di cui sopra quanto a discriminazione o odio di genere, e le cronache purtroppo sono piene di pessimi esempi. Quindi eviterei facili divisioni”buoni e cattivoni di qua e di là”. Pur con le dovute e sostanziali differenze, guardiamo pure i fatti nostri, intanto che aspettiamo l’arrivo dei turchi. Non ce ne manca.


  • Vita Lizio

    da quelle parti non si scherza a me tanti una ventina di anni fa
    in un aeroporto degli Emirati gli agenti mi strapparano una foto da un settimanale italiano perchè si vedevano le cosce di una donna! Gli uomini fanno i porci comodi loro e le tanti mogli al seguito a viso coperto!! Ma solo una facciata perchè anche loro trasgrediscono e bevono e fanno tutto quello che facciamo noi! Evviva il cattolicesimo…


  • Vita Lizio

    Prego redazione voler correggere il nick del precedente da Lizia in Lizio. Ci tengo tanto. Grazie


  • Vita Lizia

    Ma lei ha vissuto mai in Arabia Saudita piuttosto che in Somalia o nello Yemen?
    Quindi i maschi italiani si comportano come gli strupatori di Mogadiscio o come certi arabi che si fanno leccare i piedi dalle donne dell’Harem al loro rientro a casa? Io invece ho una altra opinione dei maschi e delle femminucce occidentali.


  • Vita Lizio

    I turchi cara signora ci sono già stati prima di Natale è hanno deturpato la statua del Bambin Gesù custodita nel presepe di Piazza del Popolo..non i turchi, peggio.., ma tanto lei lo sicuramente lo sa meglio di me. Ho letto bene il suo intevento che non era cosi generalizzato come avevo capito io, però mi consenta, come lei conosce anche dei maschi italiani un pò particolare non crede che siano anche donne “particolari”. Ma quello che mi preoccupa è la propensione di alcune donne ad uccidere i propri pargoletti.

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