Manfredonia

Manfredonia, Scuola di preghiera aperta a tutti

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Mons. Castoro (foto A.Cavallini@)

Manfredonia – NEGLI ultimi tempi, sempre più spesso, si va avvertendo una sorta di nuova necessità in giovani e adulti: il bisogno di silenzio ed interiorizzazione. In tanti, nella frammentata e frenetica vita di oggi corrono alla ricerca di un bisogno di “unione” innanzitutto con se stessi, con le proprie idee, valori, e successivamente con le proprie radici. Si avverte il bisogno di sapersi ascoltare ed avere un “qualcuno” a cui rivolgersi. Molti giovani, lo si avverte in tante discussioni e convegni che la Diocesi ha organizzato negli anni, pur non avendo ancora chiara la loro fede, la loro appartenenza alla Chiesa, sentono un bisogno di esperienze di silenzio, di preghiera. Questo fenomeno riguarda anche gli adulti.


Per questa serie di motivi il Servizio Diocesano della Pastorale Giovanile nella Città di Manfredonia ha pensato di realizzare una Scuola di preghiera. Cosa si insegna in una scuola di preghiera? Innanzitutto a leggersi dentro, a dare un nome alle proprie emozioni e sentimenti, stati di vita e trasformarli in preghiera.

Sorriso, ringraziamento, pianto, rabbia, doloro, voglia di gioia sono sentimenti contrapposti che nella Bibbia sono preghiere. Il libro dei Salmi è una raccolta di 150 preghiere che partono da sentimenti contrapposti. Un appuntamento serale alle 20,30 nella Chiesa di Santa Chiara nelle seguenti date 31 Gennaio, 14 e 28 Febbraio, 14 Marzo, 4 e 18 Aprile, 2 e 1 Maggio.

Ogni serata avrà inizio con una brevissima spiegazione di un momento del Battesimo, si cercherà insieme di capire quali le parole pronunciate per noi in quel giorno e quale eco sulla nostra vita. A seguire un momento di grande silenzio accompagnato da vari generi di musica per aiutare la meditazione. In ogni serata un testimone, il racconto di vita di una persona che ha fatto della preghiera la sua forza, attraverso esperienze positive e negative. A termine la preghiera di un Salmo, lasciando emergere, come si diceva, i vari sentimenti trasformati in preghiera.

La scuola è aperta a tutti. Si ricorda che è nata da un’esplicita richiesta di tanti giovani (circa 80) che negli scorsi due anni hanno affrontato un lungo percorso di dialogo e confronto sui Dieci Comandamenti.

(A cura del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile)



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Commenti

  • Si può inneggiare ad una determinata religione o credenza fantascientifica e magica quando ce ne sono così tante, le credenze magiche e circensi del cattolicesimo non devono essere motivo per soggiogare e sottomettere le menti di chi è in difficoltà


  • nicola

    Vorrei rispondere all’ amico servelaicismo. Ascolta anch’io come tanti sono un credente poco praticante e ricco di peccati; ma ci tengo ad evidenziare dei punti, uno la nostra è una religione basata sulla certezza, il Figlio di DIO , se qualcheduno appartenente al mondo della chiesa ( sua sposa ) dei nostri giorni ha lasciato cattive tracce , ebbene fratello devi sapere che le dita delle mani non sono tutte uguali, ma in ogni tempo Nostro Signore ci manda tra noi suoi Figli dei Santi correttori del nostro percorso di vita,vedi la vita povera sempilce ma ricca di DIO di Padre Cipriano De Meo ( Frate Francescano ) e tanti altri… con questo per concludere non bisogna fare di tutta un erba un fascio in special modo per chi voule promulgare il messaggio di preghiera che è l’ unica soluzione alla nostra vita ricca di superbia e povera di sempilcità !


  • IOpensoNONcredo

    nicola, non mi è ben chiara la certezza di cui parli. sei partito da un presupposto a dir poco supponente. il tuo discorso è dunque basato su un’ipotesi non provata e la tesi che ne scaturisce si regge quindi su una “sedicente certezza”. è un discorso tautologico e senza senso.
    condivido quanto scrivo servelaicismo: il punto è che l’aiuto che si propaganda in realtà non fa altro che soggiogare e circuire menti che avrebbero invece bisogno di supporto, solidarietà e incentivo alla ricerca…che non sia solo e sempre quella diretta ad un’entità suprema ma finalmente al proprio IO.

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