Cultura

Salviamo la floridiana dalla chiusura

Di:

Lucia Migliaccio (st)

Milano – GIORNATA pressoché serena quella del 26 gennaio 2013, in Napoli, laddove presso il Museo Duca di Martina in Villa Floridiana a Napoli, si da il via alla seconda parte di una serie di conversazioni tra arte, letteratura e musica sul tema dell’Arcadia in ambito musicale e teatrale, dal titolo: “Per giardini, per selve e per campagne”.

Parlando di questa manifestazione, giunta alla sua felice seconda edizione, dobbiamo rimarcare in primis la “necessità morale” che il popolo napoletano deve sentire di essere il più presente possibile alla manifestazione stessa, o, in ogni caso, di frequentare il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina, dedicato alle arti decorative il quale, com’è cosa nota, viene ospitato dal 1927 all’interno della Villa Floridiana, al Vomero.

Dicevamo: “necessità morale” e ne spieghiamo la ragione: non è la prima volta che la Villa Floridiana corre il rischio di “chiudere i battenti”: Nella primavera del 21 marzo 2011 i napoletani ebbero infatti l’amara sorpresa di vedere chiudere il parco a causa della caduta di alcuni alberi, ma l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Gennaro Nasti spiegò il vero nodo del problema: “(…) dopo i recenti tagli del ministero dei Beni culturali, non ci sono più soldi per la manutenzione del parco. La Floridiana è infatti di competenza della Soprintendenza, così come il parco di Capodimonte a Napoli.”- Già nel 2003 c’era stato un tentativo di chiudere la Floridiana e di far pagare un biglietto d’ingresso, ma fu risolto con l’intervento del Comune di Napoli. La Villa Floridiana, benché la Sopraintendente al Polo museale Napoletano Lorenza Mochi Onori avesse promesso che “nel giro di dieci giorni la Floridiana avrebbe riaperto”riaprì in effetti i suoi cancelli ai cittadini lunedì 2 aprile 2012, a distanza di un anno dalla chiusura totale per ”motivi di manutenzione”.

Appare chiaro quindi che senza la fattiva dimostrazione di un interesse specifico da parte del pubblico, napoletano e non, alla manifestazione ed alla presenza, almeno saltuaria, nei locali del Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina, a causa della situazione non certo felice, dal punto di vista economico vissuta dal Comune di Napoli e dall’Italia intera, si rischia che qualcuno in alto possa giungere alla convinzione di chiudere il Museo, ritenuto poco conveniente dal punto di vista economico. Inutile rimarcare il fatto che, a parte la perdita di prestigio del Vomero per il turismo, vi sarebbero anche licenziamenti nel personale è soprattutto nella chiusura del parco, un danno considerevole per le centinaia di cittadini che godono dell’ombra degli alberi o fanno jogging tra i suoi ombrosi vialetti.

In data sabato 26 gennaio dalle ore 11.00, nel vestibolo della Villa si è tenuto il primo incontro, dal tema: “Canzoni villanesche alla napoletana”, a cura del musicologo Cesare Corsi. Ricordiamo a quanti non fossero stati posti in grado di essere presenti, che Sabato 9 febbraio 2013, ore 11.00, sempre nel vestibolo, si terrà: “Musica in Arcadia” a cura della musicologa e dottore di ricerca in Storia della musica Francesca Menchelli-Buttini, e del musicologo e dottore di ricerca in Filologia musicale Lucio Tufano. Sono previsti inoltre: Sabato 23 febbraio 2013, ore 11.00, vestibolo, “Ad una fresca riva”: villanelle in chiave jazz, blues, swing e reggae, visita guidata a tema arcadico con intermezzi musicali de I Vandalia, gruppo corale diretto dal Maestro Lucio Maria Lo Gatto. Sabato 9 marzo 2013, ore 11.00, vestibolo, “Verzura, ninfe e amori nella letteratura teatrale italiana” a cura del professore associato di letteratura italiana e teatrale presso l’Università degli Studi di Salerno, Antonia Lezza. (Manifestazione per cui l’ingresso risulterà gratuito fino ad esaurimento posti).

Appare interessante annotare che il C.I.D.I. (ente accreditato per la formazione presso il MIUR), rilascerà ai docenti e agli studenti, che ne facciano richiesta, un attestato di partecipazione valido, rispettivamente, ai fini dell’aggiornamento e del riconoscimento di crediti formativi. in tal senso ci si attende anche la partecipazione delle scolaresche del napoletano ed in particolare del Vomero.

Vogliamo ricordare che Nel 1823 Ferdinando fece dono alla sua seconda moglie (morganatica), Lucia Migliaccio (duchessa di Floridia per nascita), del parco sulla collina del Vomero (al tempo zona quasi del tutto agricola, su cui spiccavano Castel Sant’Elmo, la Certosa di San Martino ed alcune ville nobiliari tra le quali Villa Carafa di Belvedere). All’interno di questo parco egli fece costruire la “Villa Floridiana”, e un’altra villa di dimensioni minori, cui diede il nome di Villa Lucia. In questa villa il sovrano e sua moglie trascorsero in tranquillità gli ultimi anni della loro vita. Di Donna Lucia, cui il re di Napoli Ferdinando IV (III di Sicilia e I delle Due Sicilie), per anni, scrivendole apriva con un: –“cara e buona Lucia mia”, e chiudeva con un “E sono il tuo affezionatissimo compagno che ti ama teneramente Ferdinando B.”- vogliamo ricordare anche che si trattava di una donna fascinosa, di animo mite e gentile, bruna, molto seducente e dall’eterno aspetto giovanile, i cui splendidi occhi neri furono immortalati dai versi dell’abate, Giovanni Meli, nell’ode Sugli occhi di Nice: “Ucchiuzzi niuri/ Si taliati/ Faciti cadiri/ Casi e citati./ Jeu muru debuli/ Di petra e taju/ Cunsidiratilu/ S’allura caju.”Versi tradotti in tedesco dallo scrittore Wolfgang Goethe, il quale conobbe la gentildonna presso la corte di Palermo nel 1787.

Per informazioni: tel. 081 5788418, www.polomusealenapoli.beniculturali.it, facebook.com/museoducadimartina

(A cura di Bianca Fasano – parmenide2008@libero.it)



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