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"Ci auguriamo che Universo Salute presenti una proposta adeguata per assicurare tutte le garanzie necessarie ai lavoratori"

Incontro al Mise per sedi Don Uva. Ugl: “Garanzie per lavoratori”

"Siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto"

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Foggia. “Ci auguriamo che Universo Salute presenti una proposta adeguata per assicurare tutte le garanzie necessarie ai lavoratori delle sedi Casa Divina Provvidenza di Potenza, Foggia e Bisceglie (Bari), al centro della procedura di trasferimento dalla Congregazione Ancelle Divina Provvidenza in amministrazione straordinaria alla nuova società”. Lo ha dichiarato Giuseppe Mesto, componente della segreteria nazionale dell’Ugl Sanità e responsabile dell’Ugl Sanità Puglia, al termine dell’incontro riunito al Ministero dello Sviluppo economico fra aziende e sindacati, “che si è chiuso con la firma di un verbale di consultazione nel quale le parti datoriali si sono impegnate a presentare ai sindacati una bozza di intesa nel prossimo incontro, calendarizzato per il 3 febbraio, alla luce delle osservazioni fatte dalle organizzazioni sindacali. Come Ugl – prosegue Mesto –abbiamo ribadito che è necessario garantire ai lavoratori il mantenimento di tutti i diritti acquisiti, a partire dall’anzianità di servizio, evitando inoltre l’applicazione delle norme penalizzanti del Jobs Act. Auspichiamo che le nostre proposte siano recepite – conclude il sindacalista – e che il prossimo incontro possa essere decisivo per assicurare un futuro ai dipendenti delle strutture sanitarie coinvolte”.

“Siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto – aggiunge il Segretario provinciale dell’Ugl Foggia – unendoci al comune auspicio che la bozza di accordo riconosca i diritti dei lavoratori acquisiti, dopo anni di servizio e nel rispetto delle leggi sulla contrattazione nazionale. Siamo convinti che ogni rilancio aziendale è capace di vedere nella risorsa umana un’opportunità qualificante e un valore aggiunto, più che un costo. Per questa ragione – conclude Taranto – opporci alle conseguenze più nefaste del Jobs Act diventa un atto morale dovuto contro un livellamento verso il basso delle retribuzioni che umilia i lavoratori”.



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