Manfredonia
Dalle proteste - neanche eccessivamente vibranti - per il conseguimento del livello intermedio alla richieste per non cancellare il San Camillo

‘Come si cambia per non morire’: in 24 mesi l’ospedale di base a Manfredonia è diventata una vittoria

Dalle ore 24,00 del 27 marzo 2013 il Punto Nascita dello SO San Camillo di Manfredonia è stato dismesso, come previsto nel Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Regionale 2010/2012

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Manfredonia. FEBBRAIO 2014 – Febbraio 2016: solo 24 mesi distanziano le proteste a Manfredonia contro il declassamento del San Camillo ad “ospedale di base” dalla soddisfazione delle istituzioni per il mantenimento dello stesso livello, al netto del nuovo piano di riordino sanitario pugliese. Dunque, dalle proteste – neanche eccessivamente vibranti – per il conseguimento del livello intermedio alla soddisfazione, alle richieste simil suppliche riverenti, per non cancellare il San Camillo. Il tutto in meno di 2 anni.

Di seguito un testo, con relative video – interviste, relative all’articolo “Corteo pro San Camillo, E.Pellico: abbiamo tutti i numeri per il livello intermedio ” dello scorso 09.02.2014. Un testo che andrebbe rianalizzato alla luce dell’imminente approvazione del nuovo piano di riordino sanitario.

FOCUS CONSIGLIO MONOTEMATICO A MANFREDONIA SU PIANO RIORDINO SANITARIO
“Il 29.02 piano riordino sanità definitivo: in Capitanata da 5 a 4 ospedali, 3 di base”
Riccardi: “Piano riordino: non può essere fatto di corsa per ‘accontentare’ Roma”
Sanità e sprechi, in Puglia ospedali appena ristrutturati e già da chiudere: 10 milioni in fumo

Corteo pro San Camillo, E.Pellico: abbiamo tutti i numeri per il livello intermedio
Manfredonia – “L’INIZIATIVA di questo pomeriggio segue la raccolta firme in piazza del Movimento autonomo di 3 cittadine, per il ripristino dell’Ospedale San Camillo De Lellis a livello intermedio; ancora oggi, dopo 2 anni, non si comprendono le motivazioni del declassamento ad ospedale di base, anche in considerazione di un bacino d’utenza di circa 100mila abitanti (comprendendo anche Monte Sant’Angelo, Mattinata, Vieste, Zapponeta), un bacino d’utenza che si triplica nel periodo estivo; abbiamo i dati per avvalorare le nostre tesi; non siamo di meno – numericamente – a poli ospedalieri come quelli di San Severo o di Cerignola”. E’ quanto detto a Stato dall’avvocato Eleonora Pellico, Coordinatrice Territoriale Cittadinazattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, organizzatrice del corteo e convegno pro San Camillo di Manfredonia, con il Dirigente Sindacale USPPI alla Sanità Pubblica Antonio Basta.

DISMISSIONE PUNTO NASCITA DALLE ORE 24 DEL 27 MARZO 2013. Come risaputo dalle ore 24,00 del 27 marzo 2013 il Punto Nascita dello SO San Camillo di Manfredonia è stato dismesso, come previsto nel Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Regionale 2010/2012; in seguito la Direzione strategica ha stabilito di destinare gli spazi occupati dall’U.O. di Ostetricia e Ginecologia alla lungodegenza e alla riabilitazione; la dismissione del Punto Nascita era stata seguita dalla sospensione dei ricoveri nel reparto di Pediatria dello PO San Camillo.

PELLICO: “DATI ERRATI DI MANFRINI SU NUMERO RICOVERI DI PEDIATRIA”. “Volevo dare una risposta all’ingegnere A.Manfrini, dg Asl Foggia, per il quale il reparto di pediatria faceva due o tre ricoveri al mese – continua l’avvocato Pellico – e che dunque non aveva senso tenerlo in vita; gli consiglio di guardare più attentamente i dati: la pediatria dell’ospedale San Camillo di Manfredonia fino al 31.12.2013 ha fatto ben 162 ricoveri, 142 Day hospital nonostante la chiusura per 3 mesi del reparto; dal 1 gennaio al 7 febbraio 2014 fatti già 47 day hospital; dunque caro ingegnere Attilio Manfrini smentisco categoricamente quello che ha detto”.

LA SIGNORA LUCIA ALL’ASSESSORE GENTILE: “PERCHE’ NON SEI VENUTA?”. Lucia, una delle 3 cittadine che ha portato innanzi una raccolta firme pro ospedale di Manfredonia: “non sappiamo il numero delle firme raccolte, fino a 15 giorni fa erano state 5000. Soddisfatta di quanto raggiunto? Staremo a vedere, per il momento non abbiamo ancora ottenuto dei risultati. Ieri abbiamo incontrato l’assessore Elena Gentile, spiace constatare la sua assenza questa sera (ipoteticamente per ‘impegno concomitante a Monte Sant’Angelo’, convegno medico, ndr); avrebbe potuto spostare l’impegno ad un altro giorno, il popolo avrebbe avuto tante cose da chiedergli, grazie per non essere venuta”.

Poi una risposta all’accusa di una raccolta firme strumentalizzata politicamente: “vergognoso, perchè non esiste nel modo più assoluto, siamo scese come 3 mamme e mamme apolitiche restiamo; prendersi meriti non dovuti cosa vuol dire?”.

ANTONIO PACILLI, SPI CGIL: “ORDINE DEL GIORNO PRO OSPEDALE”. “Una manifestazione giusta – dice a Stato Antonio Pacilli, dello Spi Cgil – abbiamo aderito alla manifestazione ma anche formulato un ordine del giorno che avrà valenza nazionale”. “Non credo che il San Camillo di Manfredonia chiuderà i battenti, posso capire il reparto, ma chiudere una struttura del genere è impossibile; noi che siamo di Manfredonia sappiamo quanto ci sia costato per costruirlo”.

PASQUALE MARINARO ALL’ASS. GENTILE: “NON VOGLIAMO UN OSPEDALE ‘SOTTO CASA’ MA SOLO QUANTO CI SPETTA COSTITUZIONALMENTE”. “Necessario il ripristino del livello intermedio – dice a Stato Pasquale Marinaro dell’Usppi di Manfredonia – rispondendo all’assessore Gentile, noi non vogliamo un ospedale ‘sotto casa nostra’ ma solo un presidio ospedaliero degno e meritevole di prestare assistenza alla gente del Gargano. Penso che Manfrini e la Gentile non potranno mai avere ragione attraverso un confronto numerico; i dati sono a favore dell’ospedale San Camillo De Lellis”.

Focus, Piano di rientro: da ginecologia a lungodegenza; no pediatria

Lettera Manfrini: primari ospedale? A Manfredonia 3 su 12 strutture

VIDEO CORTEO – INTERVISTE 08.02.2014

VIDEO CORTEO 08.02.2014

VIDEO RACCOLTA FIRME PRO OSPEDALE

VIDEO – LO SCONTRO NEL GIUGNO 2013 TRA RICCARDI E GENTILE

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • verita

    ora bisogna lottare per il reparto nascituro…


  • Matteo

    A distanza di 4/5 anni, dopo 35 ospedali chiusi, dopo decine di ospedali declassati, dopo centinaia di posti letto persi: la spesa sanitaria pugliese è passata da 6,1 miliardi di euro a 6,3.
    Con un risultato del genere, in qualsiasi azienda degna di questo nome:
    A CALCI NEL KULO SAREBBERO STATI CACCIATI TUTTA STA MANDRIA DI POLITICI INCAPACI E CORROTTI CHE CI GOVERNA !
    Con la scusa del risparmio e della razionalizzazione, si tagliano, ma tagliano solo ciò che non può essere derubato…..


  • Io

    Vogliamo che riapra fortemente il reparto ostetricia nn possiamo andare a partorire fuori sede dove vanno cani e porgo i nostri bambini devono nascere a Manfredonia, no Foggia o san Giovanni! !!!e una vera schifezza sindaco muova di più le chiappe!


  • Dany

    Poveri a noi, …


  • ilproletario

    Io ci andrei piano con i festeggiamenti e le rivendicazioni.
    Infatti, come al solito, Manfredonia vince una competizione con le altre città vicine solo ed esclusivamente grazie alla sua posizione, grazie alla scelta del Re Manfredi, ma non grazie ai suo abitanti e, soprattutto, non grazie ai suoi Amministratori e politici.
    L’ospedale verrà potenziato perché Vieste dista da Foggia 70 Km. in linea d’aria e 93 Km. via strada statale.Troppo vasto è il territorio servito dall’Ospedale di Manfredonia, rispetto a Lucera o Cerignola.
    Ha vinto RE MANFREDI!!! Non i manfredoniani!!!!


  • Manfredonialanda

    Se non avesse chiuso Manfredonia.net sapete quante magagne sarebbero uscite dal 2000 a oggi?


  • jo

    Le mie figlie sono felicemente nate a Manfredonia. Per una di esse la vicinanza dell’ ospedale e’ stata una salvezza, altrimenti chissà come sarebbe andata a finire. Sindaco, datti da fare!

  • Analizzando con attenzione questa vicenda è veramente una mezza vittoria per Manfredonia perché chi ha subito una totale sconfitta è Cerignola e San Severo per ora ma con questo non dobbiamo mai abbassare la guardia.

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