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A cura di Benedetto Monaco

Manfredonia, “Patrimonio al futuro, manifesto per i beni culturali ed il paesaggio”

La visita di un museo, di un parco archeologico produce coscienza del luogo, identità, dialogo delle culture, e quindi tolleranza e laicità, e soddisfazione e piacere quando, però, le cose si comprendono

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Manfredonia. SVOLTASI di recente, nell’Auditorium Cristanziano Serricchio di Manfredonia, la presentazione del libro del dott. Giuliano Volpe “Patrimonio al futuro, manifesto per i beni culturali ed il paesaggio“. A commentare per Statoquotidiano.it il lavoro dell’illustre scrittore, due professori nonché relatori della serata di presentazione del testo: il Prof. Paolo Cascavilla e la prof. ssa Nunzia Quitadamo.

Il Prof. Cascavilla ha rimarcato il ruolo fondamentale della comunicazione esternando come “i fruitori dei beni culturali, a volte, siano spaesati” e le informazioni date siano generiche o specialistiche. Di qui la sfida attuale dei poli museali, che è quella della crescita culturale e dell’allargamento dei visitatori. Il passato è di tutti e tutti devono possederlo. Il valore della partecipazione attiva e la consapevolezza che i beni culturali sono patrimonio di tutti è fondamentale per la crescita della democrazia, mantenimento della memoria sociale, della cittadinanza, della partecipazione, dell’identità. “Si tratta di far sentire questo patrimonio ai cittadini come qualcosa di importante. Non cose lontane per intellettuali e per amanti delle rarità. Oggi poi le nuove tecnologie mettono a disposizione ricostruzioni grafiche, elaborazioni virtuali, e quindi possono attirare l’attenzione anche dei bambini e degli anziani. Ci vuole immaginazione, nello studioso che voglia raccontare, deve sapere collegare i fatti, rendere completo ciò che non lo è, e soprattutto rendere semplice ciò che è complesso. Il museo è il luogo dove spiegare la storia e non una raccolta di oggetti. Il museo, il parco archeologico, il parco letterario devono suscitare domande, riflessioni, stimolare curiosità, meraviglia. Giuliano Volpe riporta 4 categorie di visitatori: 1. I curiosi e interessati, 2. I bambini (e sono un pubblico particolare e da curare), se essi non si annoiano le famiglie tornano; 3. Le persone che amano camminare ed esplorare, 4. Coloro che amano la natura e non solo la cultura.

La visita di un museo, di un parco archeologico produce coscienza del luogo, identità, dialogo delle culture, e quindi tolleranza e laicità, e soddisfazione e piacere quando, però, le cose si comprendono. Passare poi una giornata in un museo all’aperto è per una famiglia occasione di allegria, divertimento, scambio culturale. “In Italia – scrive Luciano De Crescenzo – siamo i maestri della noia applicata alla cultura; per capirla basta visitare uno dei nostri musei: sculture e quadri privi di qualsiasi nota esplicativa, malinconici custodi in attesa di pensione …. Quale differenza con quelli americani! Prendiamo ad esempio il Museo di Storia naturale di New York: ci si divertono tutti, i grandi e i piccini, gli studiosi e gli analfabeti. Un museo che fa pensare più a Walt Disney che non a Darwin, però, vivaddio, il visitatore ci passa la giornata e quando alla fine esce fuori ha pure imparato qualcosa”.

E tanto da imparare c’è stato con l’incontro del dott. Giuliano Volpe, la cui presenza ha scatenato un fermento culturale, lo asserisce la prof. ssa Nunzia Quitadamo, la quale continua dicendo che quando c’è fermento, c’è crescita. Non è più il tempo di rimanere chiusi nell’élite culturale. La società ha bisogno di idee che si confrontino per trovare le soluzioni migliori, di progetti nuovi che creino sviluppo soprattutto per i giovani, trascurati da un conservatorismo spesso ingiustificato. Se assistiamo a un degrado visibile in ogni settore, la colpa è dei “cosiddetti intellettuali che non riescono a fare rete, lasciando, a volte, il potere agli incapaci.” Capaci, invece di veicolare i contenuti del testo e comunque dell’argomento trattato sono stati i relatori e l’autore del testo presentato, facendo scaturire alla platea presente nuove domande a cui l’interlocutore ha dato risposte coincise e soddisfacenti. Anche il lettore resterà soddisfatto dal nuovo libro di Giuliano Volpe? Non c’è che un modo per scoprirlo leggere il suo testo, che considerata la preparazione dell’autore fa testo.

(A cura di Benedetto Monaco – benedetto.monaco@gmail.com)



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