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A cura dei Carabinieri

Orta Nova, “cavallo di ritorno” 4 arresti

L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo nel periodo compreso tra il giugno e l’agosto del 2014, ha colpito il diffuso fenomeno dei furti di autovetture

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Orta Nova. I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure coercitive, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro soggetti di Orta Nova:
– SINISI Nicola, classe 1973, custodia cautelare in carcere;
– BATTAGLINI Antonio, classe 1988, custodia cautelare in carcere;
– SANTORO Angelo, classe 1980, arresti domiciliari;
– LABELLARTE Michela, classe 1974, obbligo di dimora e presentazione alla Polizia Giudiziaria;
gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di furto, ricettazione ed estorsione.

L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo nel periodo compreso tra il giugno e l’agosto del 2014, ha colpito il diffuso fenomeno dei furti di autovetture seguiti dalle richieste estorsive alle vittime per la restituzione. In particolare le investigazioni, sostenute attraverso attività tecnica, numerosi servizi di osservazione e pedinamento sul territorio e la raccolta di alcune preziose testimonianze, facevano emergere Nicola Sinisi quale figura costantemente dedita, seppure nell’arco di un periodo di tempo ristretto, alla commissione di furti e ricettazioni di autovetture ed alle conseguenti estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno”, il cui ricavato si aggirava intorno ai 2.000 euro per ogni macchina restituita. Sinisi si serviva per organizzare il suo disegno criminoso di Battaglini Antonio, che durante il periodo d’indagine dimostrava particolare spregiudicatezza, violando anche la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui si trovava sottoposto pur di commettere il furto di un’autovettura. Gli altri due soggetti coinvolti sono Santoro Angelo, quale incaricato, in una circostanza, della materiale restituzione dell’auto dopo il pagamento del “riscatto” e della moglie di Sinisi Nicola, Labellarte Michela, in relazione ad un suo ruolo attivo ed in prima persona nelle trattative per la restituzione di un mezzo. Durante l’attività d’indagine, oltre agli episodi su cui sussistono i gravi indizi di colpevolezza, appariva la costante e professionale operatività di Sinisi in questo settore illecito, palesata dal fatto che a lui si rivolgevano direttamente varie persone derubate per cercare di rientrare in possesso della refurtiva, considerandolo evidentemente persona “esperta del settore”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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