FoggiaManfredonia
"Sarò in campagna elettorale per il referendum dopo le amministrative"

“L’Europa è in crisi ma la sfida si può vincere”. D’Alema a Foggia

D’Alema fotografa la crisi dell’Europa, parla di “stagnazione” per mancanza di investimenti

Di:

Foggia. “Sarò in campagna elettorale per il referendum dopo le amministrative, è spregiudicato buttare le regole costituzionali in mezzo al caos, non sono d’accordo. Lo farò con le energie che mi restano, anche se qualcuno pensa che siano poche”. Quando esprime il suo disappunto per questa legge elettorale e per come questo referendum sia stato concepito, il presidente della fondazione Iatlianieuropei si stacca dal microfono e la voce sembra più fioca. Stentoreo nella relazione sull’Europa, più cauto ma deciso nel dire che, sì anche lui crede nel superamento del bicameralismo ma il “modo della riforma è pasticciato, come dicono anche illustri studiosi, istituisce 3-4 iter legislativi e ci sarà una confusione gigantesca”.

“L’auto-riproduzione del ceto politico”. Impossibile, ritiene, prescindere dal combinato legge elettorale- testo costituzionale: cosa ne viene fuori? “Si introduce un premio di maggioranza che con la leva del doppio turno può avere conseguenze devastanti, nel nome della governabilità il principio di rappresentatività è saltato e il cittadino ha funzione residuale, si tratta di un’auto-riproduzione del ceto politico”. Non gli piace il nuovo Senato, “un dopolavoro di serie C in cui come si fa a svolgere la funzione di parlamentare e quella di sindaco e consigliere regionale insieme? Si dice che lo stipendio non lo si paga più, ma questo è populismo”.

Procede spedito, sono lunghe le risposte alle domande di Maddalena Tulanti che ha proposto molti punti sull’Europa, sull’America. Ci sarebbe stata anche la Cina ma il tempo rimasto non l’ha permesso. “E dov’è la dialettica Parlamento- Governo? Perché il primo è un’emanazione del secondo”. E poi motteggia, secondo esperienza: “Chi piega le regole e si fa un abito per sé poi lo vede indossato da un altro”.

D’Alema è a Foggia per presentare ‘Il Cammino della Repubblica’ , le edizioni n. 2 e 3 della Rivista Italianieuropei. Il parlamentare Colomba Mongiello è fra le prime ad arrivare, c’è il capogruppo Pd al Comune Alfonso De Pellegrino, il consigliere comunale Sergio Clemente, Francesco Di Noia, segretario regionale dei Giovani Democratici. In prima fila Ciro Mundi, Michele Del Carmine, Sabino Colangelo, Leonardo De Santis. Una rappresentanza istituzionale e partitica che si conta sulla punta delle dita ma che raccoglie, oltre ai membri della fondazione Vittorio Foa, quanti hanno vissuto da protagonisti gli anni trascorsi. Ce n’è abbastanza non per far debordare la sala ma per dare all’ex presidente del consiglio una platea attenta su temi italiani, europei e mondiali.

La crisi dell’Europa. L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Vittorio Foa e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Unifg. Maddalena Tulanti, direttore del Corriere del Mezzogiorno Puglia, chiede: “Ma qual è la medicina per tornare ad essere europeisti?”. Cita dei dati in cui si vede, negli anni, una flessione dei votanti a fronte di un aumento dei componenti dell’Unione.

D’Alema fotografa la crisi dell’Europa, parla di “stagnazione” per mancanza di investimenti, dice che il G7 è ormai archeologia e che fra 20 anni nessun paese europeo sarà fra i primi. Contesta la politica dell’austerità e del liberismo, analizza l’Austria della vittoria dei Verdi contro la destra: “Era una forza locale nata in Carinzia poi diventata nazionale. I partiti da sempre al governo del Paese hanno inseguito un’opinione pubblica spaventata, così in 2 hanno preso il 22%, i solidali hanno votato per i Verdi, gli altri per i nazionalisti”. Insiste sulla “radicalizzazione”, come si vede anche negli Usa: “Sanders non si aspettava di arrivare fino a questo punto, a parte che la parola socialismo è tabù. Anche in Spagna c’è il caso Podemos: o il socialismo si dà una mossa o rischia di essere superato a sinistra”.

“Incentivare Islam europeo”. Spazia sui temi del fondamentalismo e del terrorismo: “Non ne usciamo a breve termine, l’Europa in questa crisi ha le sue responsabilità. Dobbiamo incentivare un Islam europeo, l’8 per mille va a tutte le religioni ma non all’Islam. E’ meglio che le moschee le facciano con questi aiuti anziché con quelli del Qatar o dell’Arabia Saudita altrimenti il predicatore ce la mandano da lì. La sfida, uno dei termini più usati relazionando di Europa, è “politica, religiosa e culturale”. Le citazioni sull’Oriente spaziano anche su come i santi o Gesù siano visti dall’Islam, sul governo di Gerusalemme, sulla pace in Medio-Oriente. Il laboratorio socialista è “il mio lavoro”, dice D’Alema, che s’indigna per il filo spinato e i bambini senza genitori che attraversano il mare e “che devono essere accolti come tanti altri che fuggono dalla guerra, è civiltà”. Demografia nel confronto fra i vari paesi: bene la Francia e l’Inghilterra perché “hanno tanti immigrati”, male l’Italia e la Germania, meglio sarebbe con una “politica intelligente dell’immigrazione”. A proposito di sviluppo si confronta con gli inglesi nell’officina europea: “Se ne facciano una ragione, fra un po’ Malesia ed Indonesia produrranno più di loro”.

(A cura di Paola Lucino, paola.lucino@virgilio.it)

FOTOGALLERY VINCENZO MAIZZI



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati