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Chiesti dal procuratore aggiunto di Caltanissetta Lia Sava

Mafia: processo Capaci bis, chiesti cinque ergastoli

La richiesta riguarda Salvatore "Salvino" Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello

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(ANSA) Cinque ergastoli sono stati chiesti dal procuratore aggiunto di Caltanissetta Lia Sava al processo bis per la strage di Capaci nella quale morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta. La richiesta riguarda Salvatore “Salvino” Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello. Sarebbero i soggetti che hanno avuto una parte fondamentale sia nella fase organizzativa dell’attentato sia nel reperimento dell’esplosivo piazzato sull’autostrada. (ANSA)

(wikipedia) Nuove indagini e processo “Capaci bis”. ”Nel giugno 2008 Gaspare Spatuzza (ex mafioso di Brancaccio) iniziò a collaborare con la giustizia e dichiarò ai magistrati di Caltanissetta che circa un mese prima della strage di Capaci si recò a Porticello insieme ad altri mafiosi di Brancaccio e Corso dei Mille (Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino, Lorenzo Tinnirello) per ricevere da un certo Cosimo alcuni residuati bellici recuperati in mare; Spatuzza dichiarò anche che gli ordigni furono poi portati in un magazzino nella sua disponibilità dove provvidero ad estrarre l’esplosivo dalle bombe, che venne travasato in sacchi della spazzatura ed in seguito consegnato a Giuseppe Graviano per essere utilizzato nella strage di Capaci e negli altri attentati che seguirono[28]. Dopo queste dichiarazioni, la Procura di Caltanissetta riaprì le indagini sulla strage di Capaci: nell’aprile 2013 il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta emise un’ordinanza di custodia cautelare per il pescatore Cosimo D’Amato (identificato dalle indagini nel Cosimo indicato da Spatuzza), Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino, Lorenzo Tinnirello e Salvatore Madonia (accusato di essere stato un componente della “Commissione provinciale” di Cosa Nostra in qualità di reggente del “mandamento” di Resuttana e quindi di avere avallato la strage).

Nel maggio 2014 ebbe inizio il secondo troncone del processo per la strage di Capaci, denominato “Capaci bis”, che aveva come imputati Salvatore Madonia, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello; a novembre il giudice dell’udienza preliminare di Caltanissetta condannò con il rito abbreviato Giuseppe Barranca e Cristofaro Cannella all’ergastolo mentre Cosimo D’Amato e il collaboratore Gaspare Spatuzza vennero condannati rispettivamente a trent’anni e a dodici anni di carcere”.



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