Manfredonia

Manfredonia, emergenza abitativa. Soggetti fragili allontanati da stabile (VD)

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Un momento della conferenza stampa di stamane (al centro l'assessore alle Politiche sociali del Comune prof. Paolo Cascavilla - STATO@)

Manfredonia – “LA vera carità si pratica ogni giorno e non solo portandola sul petto”. Così dall’Ufficio Piano del Comune di Manfredonia – V Settore – Attuazione Politiche Sociali – dove si è svolta stamane una conferenza stampa – “doverosa”, come detto dall’assessore al ramo P.Cascavilla – a causa della “emergenza abitativa” nella città sipontina. Al fianco dell’assessore la dirigente del settore, Sipontina Ciuffreda, e le assistenti sociali Eleonora De Cristofaro, Rosa Simone e Maria Gramazio.


L’episodio.
La conferenza è stata indetta a poche ore da un episodio “allarmante” avvenuto in zona Monticchio. Una donna è stata “avvertita” da un gruppo di persone di un condominio per “non ospitare” una coppia di persone disagiate nella palazzina. Dopo essersi rivolta al personale dei Servizi sociali del Comune, la coppia era entrata nell’alloggio solo da qualche ora. Ma il tempo di “fare la spesa” e al ritorno le “intimidazioni verbali”. “Se ne devono andare da qui”, dopo l’ascolto delle fonti. “La donna era terrorizzata – dice l’assessore Cascavilla – tremava, qualche parente si è offerto di pagare l’albergo, ma è una metodologia di risoluzione del problema da evitare”. Da evitare “per non creare dei precedenti, come quello di requisire gli appartamenti (si pensi al divieto imposto dalla Prefettura di Foggia al tempo per lo stabile non agibile di via don Minzoni; stabile dove si vedono ancora persone alloggiare; ndR). Dopo l’intervento del Comune, la coppia ha in seguito dormito nei locali dei Servizi Sociali (che si occupa di Solidarietà- Anziani-Minori, nel Palazzo ex Ospedale Orsini in via San Lorenzo). “Parliamo di soggetti disagiati, il marito ha una disabilità, ma seguiti costantemente dal Comune, come del resto per altri numerosi soggetti. Di certo il nostro monitoraggio rappresenta una garanzia per la locazione di questi cittadini”. Tuttavia, “la persistenza e resistenza del vicinato ad accettare questi soggetti fragili ci deve far riflettere, non costituendo quello di ieri un caso isolato”, ha detto in conferenza l’assessore Cascavilla.

“Il no delle Strutture di accoglienza: laiche e religiose”. Cascavilla: “un dato sul quale riflettere. Presto un incontro”. Ma per l’emergenza abitativa, alla mancanza di una rete famigliare, ai disagi di fondo dei soggetti in questione, alla resistenza dei vicini e dei condomini, si aggiungono anche i dinieghi da parte delle strutture di accoglienza del territorio: “laiche e religiose”, come detto in conferenza stampa. “Un dato sul quale riflettere – dice a Stato l’assessore Cascavilla – presto un incontro con i referenti di queste strutture per un chiarimento”. Dal personale dei Servizi Sociali: “scusatemi se lo dico ma il 31 agosto per la processione vedo tanta gente impegnata a pregare e poi?”.

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E poi c’è la crisi, con forme di egoismo “mai viste prima”. E poi c’è la diffidenza, il guardare con sospetto, la cattiveria gratuita. “C’è gente che è venuta da me, e dopo avermi fermato – dice l’assessore Cascavilla – mi ha indicato una serie di nominativi da un elenco con soggetti che sarebbero stati favoriti, che hanno trovato occupazione su raccomandazione”. Una sorta di Panopticon (“che fa vedere tutto” Bentham/Foucalt) sociale: sorvegliati e monitorati uno con l’altro 24 ore su 24, ogni giorno, in ogni luogo e situazione comunitaria. Ma con un pessimo valore aggiunto: “la società si è incattivita, è diventata intollerante”. “Non dimentichiamoci mai che la casa rappresenta il primo elemento per l’inclusione sociale, a cominciare dai bambini che crescono in ambienti disagiati e spesso oggetto di discriminazione nelle scuole, fra gli amici”.

Gli interventi del Comune. Si ricorda che già a fine maggio 2012, l’Ente di Manfredonia aveva lanciato l’allarme del problema della casa, vale a dire il reperimento di alloggi e immobili per i soggetti disagiati. Un reperimento di immobili per il quale si è riscontrato spesso una “mancanza di disponibilità della comunità nel venire incontro a situazioni di disagio”. “Numerosi gli interventi del Comune in sostegno delle famiglie in difficoltà sul problema casa ma si deve compiere ulteriori sforzi soprattutto in presenza di nuclei familiari con minori o con disabili, che però sono vanificati se non vi è la collaborazione da parte di tutti”, come detto dall’assessore Cascavilla.

Si ricorda che ci sono già famiglie con problematiche sociali e seguite dai Servizi Sociali con interventi anche di natura economica che si traducono in un impegno del Comune a sostenerle attraverso il pagamento del canone di locazione, “che può arrivare fino al 75% dell’intero importo“. “Si tratta di famiglie poco fortunate, socio svantaggiate, con tutte le problematiche che questo comporta”. Famiglie con figli minori, per i quali l’Ufficio è impegnato in percorsi di inclusione sociale. “E il problema della casa è il principale elemento di inclusione-esclusione sociale; sarebbe, quindi, auspicabile e necessario che tutta la comunità cittadina se ne facesse carico”. “Ci si trova spesso anche di fronte a famiglie che hanno una rete familiare che può sostenere, con l’aiuto dei servizi sociali, momenti di criticità abitativa, come avviene nella maggior parte delle famiglie, ma parenti (anche figli o genitori) spesso rifiutano ogni forma di collaborazione e pensano e dicono che è l’Amministrazione Comunale che deve occuparsi di tutto”.


Sfratti.
Si ricorda che sono stati 48 i beneficiari del canone di locazione deliberato dalla civica Amministrazione. (con contestazioni in ogni modo per i ritardi relativi all’erogazione: “nel frattempo la maggior parte dei soggetti sono deceduti”, come detto dai lettori di Stato, ndr). L’intervento comunale ha riguardato le persone e le famiglie sfrattate in possesso di determinati requisiti quali il possesso del contratto di un nuovo alloggio, il reddito non superiore a due pensioni minime INPS. L’istruttoria per l’individuazione degli eventi diritto è stata condotta dai Servizi Sociali comunali che hanno predisposto la specifica graduatoria. “I nuclei familiari in possesso di tutti i requisiti richiesti – spiega l’Assessore alle Politiche Sociali, Paolo Cascavilla – sono stati complessivamente 52, ma non è stato possibile, per le purtroppo note carenze di fondi, ammettere tutti al beneficio del contributo. L’Amministrazione Comunale ha allo studio la rimodulazione dei criteri di accesso al beneficio per allargare la possibilità di sostenere un maggior numero di famiglie”. Il contributo comunale che viene corrisposto direttamente ai proprietari degli alloggi dati in fitto, è graduato secondo le caratteristiche dei nuclei familiari considerati e va da un minimo del 45 per cento ad un massimo del 75 per cento. Nel dettaglio: 25 nuclei avranno diritto al contributo del 75 per cento; 5 del 70 %; 2 del 65 %; 3 del 50 %; e uno del 45 %.

L’intervento del Comune va ad aggiungersi a quello erogato dalla Regione Puglia del quale beneficiano 1.193 famiglie che riceveranno ognuna in media 650 euro. I fondi disponibili ammontano complessivamente a 604.872 euro. Al contributo iniziale di 458.225 euro della Regione, si sono aggiunti i 40 mila euro stanziati dal Comune, intervento che ha fatto scattare la premialità della Regione di 106.657 euro. Anche qui risolutivi sono i controlli per evitare dispersioni.

Fin qui l’interessamento e l’intervento del Comune e della Regione per alleviare un problema di fondo dal quale l’intera comunità cittadina non può rimanere esclusa. In questo contesto il Sindaco Riccardi e l’Assessore Cascavilla hanno recentemente indirizzato una lettera aperta alla cittadinanza per chiedere “un intervento commisurato al ruolo sociale e istituzionale ricoperto” perché si attuino tutte quelle forme di solidarietà nei confronti di una avvertita emergenza cittadina, come riferito nella nota del Comune.

“Si chiede pertanto un intervento a secondo del ruolo sociale e istituzionale ricoperto per svolgere un’opera di sensibilizzazione perché non venga meno la rete familiare e di stimolo a tutta la comunità ad una maggiore solidarietà e di rassicurazione nei confronti di coloro che mostrano forme di diffidenza e di chiusura; impegnarsi come associazione o cooperativa sociale in un’opera di mediazione; offrire garanzia morale nei confronti dei proprietari, dopo aver concordato la tipologia dell’intervento con l’Ufficio Servizi Sociali; i contratti regolarmente registrati sono stipulati direttamente dalle famiglie, ma è possibile che il sostegno economico del Comune sia attribuito per delega direttamente al proprietario dell’immobile“.

Per informazioni e suggerimenti rivolgersi ai seguenti numeri telefonici dell’Ufficio Servizi Sociali: 0884.519643 – 0884.519651 – 0884.519660.

g.defilippo@statoquotidiano.it


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Commenti


  • paolo

    Gentile Assessore,
    non farebbe meglio a lasciare il posto a qualcun’altro visto che lo occupa ormai come un diritto acquisito!? Come diceva un vecchio video “Cosa hai fatto Tu per Manfredonia?”


  • via don minzoni 17

    fatemi un favore…quelli di via Don Minzoni non li nominate. Siete stati un fallimento completo! Avevate 25 famiglie in grado (con un aiuto concreto da parte vostra)di rimettersi in sesto, e le avete gettate nel calderone delle rogne da evitare. Ci avete trattati come scrocconi della peggior specie. Ci avete chiesto le nostre buste paga,la situazione dei nostri conti corrente per dimostrare che avevamo un mutuo da pagare e non riuscivamo ad accollarci un affitto e le spese per la demolizione e, ancora, la ricostruizione dello stabile. E poi? Ci avete detto che non potevamo pretendere niente, che mentivamo quando dicevamo che non si trovavano case a meno di 300 euro mensili. I parenti dovrebbero accollarsi i nostri problemi? Perche non dite che il nostro reddito si accumurerebbe al loro? Pagherebbero + tasse e perderebbero esenze del tiket
    ed altre agevolazioni per riempirsi la casa di sfigati (noi)? La sapete bene la storiella del “non è colpa nostra”! Falliti!! Tornate a casa se non sapete fare il vostro dovere e date la possibilità a qualcun altro di meritarsi il vostro stipendio. Nei paesi civili, i cittadini colpiti da ordinanze di sgombero vengono tutelati dal comune e voi? Mi sembrava di stare sulla giostra “calci in culo” dove quello della sedia dietro di te deve spingerti e tu devi fare lo stesso con quello davanti. Vi faccio sapere cari signori che qui le cose vanno davvero male…peggio di prima: non si pagano in tempo le rate del mutuo, ho pagato con un mese di ritardo l’ ultima bolletta dell’enel, e la mia padrona di casa aspetta pazientemente (per fortuna)l’affitto di marzo. E non c’è neppure la salute…ma voi lo sapete…e m’avete risposto ( 5 anni fa) ” per quei problemi deve andare dallo psicologo, mica da noi!” Allora mi chiedo: se non ci siete nelle emergenze economiche, se non ci siete stati in quelle di salute, e non ci siete in quelle lavorative, qual è la vostra ragion d’essere?


  • Redazione

    Gentile lettore,
    se vuole può contattare il ns giornale; 331.3129353 – 0884.533381 o indirizzo mail: segreteria@statoquotidiano.it per esporre la problematica; questo per tutti i residenti di don Minzoni; grazie; Red.


  • vinci

    A manfredonia esistono i servizi sociali?


  • serenella

    senta,assessore si deve indagare su quei soggetti che predono il contributo di 650 euro,perchè dichiarano isee zero ,invece sono possessori di aziende con intestatari i figli così loro non risultano……….NON E’ GIUSTO APRITE GLI OCCHI


  • Trepiatt

    Ha ragione serenela gli indicatori isee e non solo quelli a zero debbono essere passati tutti al setaccio della Finanza, non a campione ma tutti!!!


  • gianluca

    con i prezzi delle case che costano quanto a Monte Carlo e la movida del sabato sera di tutto si può parlare furchè che la gente quella invisibile sia arrivata a questi stenti per vari motivi ma quanti buono propositi politichese manfredoniano complimenti all’indifferenza


  • Redazione

    Una storia di degrado e di indifferenza collettiva (nota stampa Comune Manfredonia)

    E’ quella di una piccola famiglia sfrattata e abbandonata recuperata dai Servizi Sociali comunali che cercano ora una soluzione. Forte denuncia dell’Assessore Cascavilla all’indifferenza della città e delle espressioni di accoglienza laiche e religiose.

    La sede dei Servizi Sociali comunali è l’ultima spiaggia ove sono approdati tre componenti di una famigliola che più diseredati di così non ce n’è. Una sistemazione di emergenza, e pertanto del tutto provvisoria, sperando che alla fin fine il buon cuore, ma sarebbe da invocare il buon senso, di qualche concittadino o organizzazione di accoglienza che offrisse loro un buco ove arrangiarsi alla meno peggio e cercare di risalire la china.
    Con l’aiuto e il sostegno dei Servizi Sociali che hanno fatto l’impossibile, rimanendo costantemente e responsabilmente al loro fianco, per evitare un epilogo tanto amaro e mortificante ad una vicenda che pare l’espressione più degradata della indifferenza e dell’egoismo, che grida forte la disperazione dell’emarginazione.

    Così come forte e indignata è stata la denuncia levatasi nella conferenza stampa che l’Assessore alle Politiche Sociali, Paolo Cascavilla, con al fianco la dirigente del settore, Sipontina Ciuffreda, e le assistenti sociali Eleonora De Cristofaro, Rosa Simone e Maria Gramazio, ha tenuto per rendere di pubblico dominio con le dovute cautele “un episodio che non è né il primo né sarà purtroppo l’ultimo di una situazione che investe la dignità collettiva di una città che per tanti altri versi si dimostra attenta alla attualità anche sociale” e dunque “per affidare alla stampa l’ennesimo appello per chiedere una mano a chiunque in grado di aiutarci a risolvere casi analoghi ormai in preoccupante aumento”.
    La vicenda di questa sfortunata famiglia presenta aspetti assurdi e di estrema insensibilità sociale che rasenta la crudeltà. Ad un certo punto era stata trovata una soluzione grazie alla disponibilità di una anziana vedova che nelle vesti di samaritana aveva offerto un sottano attrezzato di tutto punto per l’occasione: biancheria, cibo ed altro.

    “All’improvviso – riferisce Cascavilla – ha cambiato idea e come presa da una insuperabile paura ha preteso che non se ne facesse più nulla”. Un cambio di atteggiamento dovuto, si è poi appurato, all’intervento di alcuni vicini che “non gradivano la presenza di quella famiglia il cui solo torto – insistono le assistenti sociali – è quello di essere maledettamente sfortunata, abbandonati persino dai familiari”. Una ingerenza quella dei “vicini di casa” oltre che contro ogni legge morale, potrebbe essere censurabile anche dal punto di vista penale.

    “Segni preoccupanti di chiusura e paura – annota Cascavilla – che coinvolgono anche le associazioni di accoglienza laiche e religiose. Il Comune ha fatto e sta facendo tutto il possibile assicurando un contributo del fitto di casa anche del 75 per cento; ha addirittura aumentato i fondi destinati al sociale, ma è la città che rimane inspiegabilmente estranea a fenomeni che pure nascono e si sviluppano dentro di sé”.


  • Matteo

    Parole è solo Parole e niente altro.


  • i soliti

    Parole parole parole soltanto parole…….


  • ex pescatore

    senti senti ….cascavilla…da che pulpito viene la predica,se potevo lavorare col cavolo che sarei venuto da voi,ho chiesto aiuto momentaneamente il tempo di rimettermi dalle svariate operazioni che sto subendo,e questi sanno solo prenderti per il c..o e intanto aiutano le prostitute ,le famiglie dei carcerati , tossici e quelli che fanno sempre figli .quest ultimi hanno fatto una scelta di vita ,io invece non l ho voluto è successo e basta e solo per portare onestamente il pane a casa(ho avuto un incidente sul lavoro).e intanto si accumulano bollette e affitti e non oso pensare a che fine farò.allora cascavilla non credi che abbia tutti i requisiti per far parte dei disagiati? credo proprio di no ….almeno la dignità mi è rimasta ,io non sono un parassita sociale .è un mio diritto.invece voi aiutate a chi è più bravo a piangere e ricordate egregio signor cascavilla il vero bisognoso è colui che soffre in silenzio.(fatti e non parole)


  • ex pescatore

    se se parole sante ,la fede si misura attraverso le opere e non soltanto con le parole……….amen ! ha ragione mia nonna mer a chi ched e cerc ajut


  • giustizia

    perfavore non fate passare questa famiglia per vittima…la coppia messa in questione la quale sfrattata in zona monticchia era ben conosciuta alla gente del posto…sopratutto ai vicini…scarse condizioni igieniche,adozioni di cani in pessime condizioni,insinuazioni,minacce,litigi…soprannominato “il padrone” della strada antistante l’abitazione,da anni la gente si lamentava per il loro incivile comportamento…se bene si vuol fare qualcosa,indagate su di loro e su come si comportano e sopratutto con chi relazionano!


  • via don minzoni 17

    X red. La prego non mi giudichi male, ma non credo nell’utilità di rivangare la questione. La faccenda è sotto gli occhi di tutti, non ci sono progressi,nessuno di noi può affrontare le spese per l’abbattimento dello stabile in questione; una buona metà paga mensilmente il vecchi mutuo. Gli anziani che, nel frattempo, non sono morti hanno subito pesantemente il trauma. Noi giovani, sinceramente, non ce la possiamo fare. Non è immobilismo, è amara rassegnazione.


  • Redazione

    Gentile lettore di via Don Minzoni 17;
    naturalmente è un punto di vista di chi crede nella comunicazione, anche se molto spesso questi messaggi cadono nel vuoto perchè a comunicare siamo in tanti ad agire in pochi. Tante situazioni della vicenda di via don Minzoni 17 sono a noi sconosciute; per offrire una delucidazione sulla storia potrebbe inviare un testo e/o incontrarsi con i nostri redattori, con garanzia dell’anonimato; in ogni modo comprendiamo l’aria di rassegnazione; le promesse d’intervento terminano molto spesso con il punto (e/o anche la virgola) di un articolo; noi restiamo a disposizione, lo faccia per i residenti, invii le informazioni che più riterrà opportune sullo stabile, sulla gente che ha “subito traumi” per la vicenda; se vuole lanciare una raccolta firma o petizione, restiamo a disposizione; se vuole denunciare l’immobilismo delle istituzioni, le false promesse, atti alla mano, potrà farlo; grazie a Lei, a disposizione; G.de Filippo; Dir.Red.Stato


  • via don minzoni 17

    anonimato? Mi fa sorridere…sono sempre stata quella che denuncia, scrive e informa. Sanno già tutti chi sono e, mi creda, espormi personalmente non è mai servito…anzi. Se fa una ricerca sugli articoli del 2007 ne troverà più d’uno: Tutti scritti di mio pugno. Ora sto passando un momento un po’ complicato ma conto di mettermi in contatto con Voi al più presto. Saluti.


  • Redazione

    Grazie; a disposizione;un abbraccio; GdFilippo;Red.


  • lillo

    salve.anche io sono un disoccupato e pure sfrattato.vivo in provincia di brescia.e mi sono rivolto all assistente sociliali,e loro mi stanno dando una mano,ad affrontare la crisi,anche senon e facile vivere sereni.ma l unica cosa che non mi piace qui,e l indifferenza del mio vicinato,anzi quando mi vedono,fanno finta di non vedermi,ed e per questo che sto male.BRESCIANI VERGOGNATEVI

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