Ricordi di storia
A cura di Antonio Del Vecchio

La Festa degli Alberi e la Scuola Elementare al femminile del dopoguerra


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Rignano Garganico. Nel dopoguerra La Festa degli Alberi diventa una costante insopprimibile della programmazione scolastica nazionale. E questo per via dell’importanza del tema e del suo alto valore simbolico ed educativo. L’iniziativa ha, infatti, lo scopo di far capire non solo ai bambini, ma a tutti gli uomini, l’importanza degli alberi. Pochi sanno che per un mondo pulito, sano e respirabile, occorre noi ringraziare gli alberi, le piante tutte. La festa dell’albero mira, altresì, a sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini di tutte le età verso un comportamento quotidiano corretto a cominciare dal rispetto del verde pubblico cittadino, spesso trascurato e contaminato da sporcizia di ogni tipo. In paese la festa attecchisce da subito. In ciò favorita anche dalla contestuale ripresa dei cantieri di forestazione messi in atto in tutti i comuni, sia per sopperire alla mancanza di verde sia a scopo di abbellimento, sia per far fronte alla disoccupazione bracciantile.

Oggi è diventata addirittura una festa nazionale. La stessa ha origine negli Stati Uniti nel 1872, quando è istituito e aperto al pubblico il primo parco naturale del mondo: Yellowstone. Verso la fine dell’Ottocento la festa sbarca in Italia, dove diviene occasione per la riqualificazione ambientale e per il rimboschimento di alcune aree. Durante il regime persiste invariata. Si rafforza la sua pratica, a cominciare dall’anno scolastico 1946 – 1947, anche perché la festa rappresenta il simbolo della rinascita, della voglia di cambiare.

Il giorno dedicato è il 21 novembre, quando un po’ in tutte le città del nostro Paese si procede alla piantagione di nuovi alberi in aree urbane, soprattutto coinvolgendo i più giovani e quindi le scuole. La Festa degli Alberi è particolarmente sentita a Rignano, dove svolge nella prima settimana del mese. Il luogo deputato a tale scopo è la pineta che si estende nel Giro Esterno Ovest, ad un tiro di schioppo dal mastodontico Edificio Scolastico di stile impero costruito alla fine degli anni ’30 ed inaugurato nel 1939. La frequenza dello stabile rimane interrotta sino al 1945 per via della guerra e dell’occupazione anglo – americana. Dopo questo periodo la prima Festa che si ricorda risale all’anno scolastico 1947 – 48., ma di essa c’è solo il ricordo e la trasmissione via orale. Di quelle degli anni successivi se ne sa di più, in quanto l’evento è testimoniato da significative fotografie di gruppo. È il caso di quella celebrata nell’a.s. 1955 – 1956. Precisamente il 25 novembre nell’anno iniziale ( la foto ci è stata messa a disposizione dalle cugine Giovanna Ciavarella e Anna D’Avena). La stessa include circa 120 alunne.

In pratica comprende le classi d’età dal 1945 al 1949, raggruppate nelle cinque classi del ciclo scolastico femminile, tra le quali si trovano anche le suddette, che frequentano la III Elementare. In foto vi sono le insegnanti Rosa Urbano (1923 – 1999, 1^ Elementare), Raffaela Di Gregorio (1905 – 1996, 2^ Elementare), Angela Padovano (1902 – 1987, III Elementare) e Carolina Draisci (1889 -1973, IV Elementare). Manca all’appello, il sammarchese Michele Rendina, impegnato al momento, secondo quanto ci è dato sapere, come direttore della banda musicale. Nella fila estrema in alto a dx c’è anche la bidella Scarlatto, licenziata e poi riassunta “ope legis” negli anni ’90. Sindaco pro tempore della cittadina al momento è Giovanni Tusiano, sostituito l’anno successivo da Pasquale Ricci a seguito dell’affermazione della lista civica “Tre Montagne”.

Al fine di completare la ricerca, a tutte le alunne in foto, si chiede di riconoscersi e fornire notizie e dati riguardanti le rispettive compagne di scuole, con l’indicazione della fila (dal basso verso l’alto) e il posto occupato (da sx verso dx) dalla persona identificata.

La Festa degli Alberi e la Scuola Elementare al femminile del dopoguerra ultima modifica: 2015-06-27T19:53:36+00:00 da Redazione



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