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Abituato com’è per inclinazione e mestiere ad intervenire in ogni evenienza

Un operatore sanitario salva una bambina dal morso di un’aspide a San Marco in lamis

La coda è nettamente distinta dal corpo, caratteristica quest’ultima, che la differenzia, tra le altre cose, da altri serpenti innocui

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San Marco in Lamis. È felice e contento come una pasqua! Lo è per aver salvato, col suo pronto e provvidenziale intervento, una bambina di circa dieci anni sul punto di essere morsa mortalmente da un’aspide. Il riferimento è alla Vipera aspis. La stessa, come noto, è un ‘serpentello’ mediamente lungo poco più di mezzo metro. Presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media con pupilla di forma ellittica. La coda è nettamente distinta dal corpo, caratteristica quest’ultima, che la differenzia, tra le altre cose, da altri serpenti innocui. Per cui in una frazione nessuno è in grado di indicarne la specie e di catalogarlo. La colorazione varia a seconda dell’individuo dal nero alle varie tonalità di marrone, rossiccio e grigio. Tutto questo gli dà la possibilità di mimetizzarsi.

Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti del veleno cavi al loro interno. La Vipera aspis vive in luoghi freschi ed assolati, prediligendo ambienti poveri di vegetazione, prati, pascoli e soprattutto pietraie. Si ciba di topi, lucertole e piccoli uccelli. Si tratta di un animale territoriale. È goffa, lenta nei movimenti ma in grado di reagire fulmineamente se calpestata o molestata. Il suo morso, oltre ad uccidere, produce un’infinità di reazioni allergiche. Specie tra anziani, ammalati cronici e bambini in genere. Nella storia l’aspide è ricordata , perché con il suo morso si suicidò la famosa Cleopatra, regina d’Egitto ed amante prima di Cesare e poi di Antonio. L’eroe della prodezza che si sta per raccontare si chiama Giuseppe Cursio (vedi foto), operatore sanitario (l’infermiere di primo livello di una volta), in servizio presso l’ex-Ospedale “Umberto I” di San Marco in Lamis. Il tutto è accaduto nel primo pomeriggio di qualche giorno fa, mentre l’uomo stava rientrando a casa, ubicata in località “Monte di Mezzo” all’estrema periferia a Nord Ovest della città.

Abituato com’è per inclinazione e mestiere ad intervenire in ogni evenienza (lo sanno bene i pazienti che circolano nelle ore pomeridiane di lunedì e mercoledì di ogni settimana all’interno del Day Surgery, immancabilmente sempre affollato, grazie anche alla buona opera svolta da Tiziano Paragone, chirurgo coscienzioso e bravo) pur di soccorrere e salvare la salute e la vita del prossimo (si veda sala di attesa).

”Quel ‘coso’ – ci dice con rinnovato sgomento il nostro interlocutore- strisciava lento ed inesorabile alle spalle dell’inconsapevole bambina; accortomi di quanto di triste poteva accadere da un momento all’altro, ad un tratto urlando a più non posso verso la malcapitata “scappa…scappa! In un baleno raggiunsi e la spinsi con decisione lateralmente, togliendola dall’impiccio, nel mentre il ‘serpentello’ spaventato dal mio grido si era letteralmente volatilizzato. Dopo di che , calmata la bambina, l’accompagnai immediatamente dai suoi coetanei che parcheggiavano, anche loro sbigottiti, nelle vicinanze ossia in Via Angelo Calvitto. Non so né il nome della bambina, né se appartiene o meno a gente del quartiere. Comunque sia, sono contento di averla salvata”. Così si conclude il racconto dell’uomo. Lo fa con un sospiro di soddisfazione, convinto più che mai che la vera felicità sta proprio nel praticare il moto evangelico: “Ama il prossimo tuo come te stesso!”.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico – 27.06.2017)



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Commenti


  • Nullaosta

    Tutta una romanzia di racconto per poi dichiarare di aver gridato scappa scappa (fattore negativo alla presenza di serpenti) e poi si è volatizzato.. Ma era un serpente o un uccello?


  • il voltagabbana della palude sipontina

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!! Mi deve spiegare come ha fatto a riconoscere l’aspide che poi se ne stava per i cacchi suoi!! Che eroe!!! Che eroe!!! ahahahahahahahahah!!!! E’ come lo spazzino che ha raccolto il coccio di vetro prima che uno ci mettesse il piede sopra ma poi scopre che non era vetro ma plexiglas!!! Ma vattinn!!!!

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