Manfredonia
"Il volume di traffico resta, nel quadriennio esaminato, come già nel triennio precedente, largamente al di sotto del limite minimo stabilito dalla legge n. 84 del 1994"

Corte Conti su AP Manfredonia ‘gestione commissariale in atto non sembra rispondere agli scopi previsti’

"In assenza di personale proprio, di idonei strumenti operativi e gestionali e di ridottissimi volumi di traffico, la gestione commissariale in atto non sembra rispondere agli scopi per cui sono state istituite le Autorità portuali"


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Roma – “(..) La Corte ribadendo le notazioni critiche già formulate nei precedenti referti, richiama l’attenzione del Ministero vigilante sulla necessità che la posizione dell’Autorità portuale di Manfredonia venga al più presto definita. Appare infatti indubbio che, in assenza di personale proprio, di idonei strumenti operativi e gestionali e di ridottissimi volumi di traffico, la gestione commissariale in atto non sembra rispondere agli scopi per cui sono state istituite le Autorità portuali (..)”.

Così nelle considerazioni conclusive del documento “Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Autorità Portuale di Manfredonia” 2010-2013. Relatore il Consigliere Claudio Gorelli, adunanza del 14 luglio 2015 (atto integrale in basso).

La relazione. Dalla soppressione all’analisi dell’attuale gestione “L’Autorità portuale di Manfredonia, istituita con l’art. 4, comma 65 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004), è stata soppressa con DPR del 12 ottobre 2007, per carenza dei necessari requisiti di traffico previsti dalla legge. A seguito di ricorso, il provvedimento di soppressione è stato dapprima sospeso in via cautelare, con conseguente cessazione del Commissario liquidatore già nominato in data 22 ottobre 2007 e reintegro del Commissario e del Commissario aggiunto, a far data dal 21 gennaio 2008 e, successivamente è stato annullato con sentenza del TAR Lazio in data 13/12/2011, confermata anche in sede di appello dal Consiglio di Stato nel 2014. L’Ente non è dotato degli Organi di amministrazione previsti dalla legge 84/1994 (Presidente, Comitato portuale, Segretariato generale), pur disponendo dell’organo di controllo, costituito dal Collegio dei revisori dei conti. E’ inoltre sprovvisto di pianta organica e di personale proprio, avvalendosi per lo svolgimento dell’attività di istituto di collaboratori esterni.

L’Autorità non è ancora dotata di un Piano regolatore portuale, né ha ottenuto il richiesto allargamento della circoscrizione territoriale. Il volume di traffico resta, nel quadriennio esaminato, come già nel triennio precedente, largamente al di sotto del limite minimo stabilito dalla legge n. 84 del 1994 (tre milioni di tonnellate annue al netto del 90% delle rinfuse liquide o 200.000 Twenty Feet Equivalent – TEU) per la costituzione e il mantenimento delle Autorità portuali. Le entrate per canoni demaniali mostrano un incremento degli accertamenti nel quadriennio, passando dai 255.694 euro del 2010 ai 407.911 euro del 2013, evidenziando peraltro una progressiva diminuzione degli importi riscossi che passano dal 96,9% sugli accertamenti di entrata per canoni del 2010 al 19,1% del 2013.

“L’ Autorità portuale – è scritto ancora nella relazione – non ha avviato le procedure di gara in tempo utile per garantire la continuità del servizio di raccolta rifiuti dalla navi e di pulizia degli specchi acquei e del servizio di portierato ai fini della Security; il collegio dei revisori ha rilevato la non coerenza della proroga con i principi generali desumibili dalla normativa vigente ed ha invitato l’Ente ad avviare con urgenza le procedure di gara. Per ciò che concerne i dati strettamente contabili, i risultati finanziari mostrano un andamento decrescente nel quadriennio, fortemente influenzato dai saldi negativi delle poste in conto capitale, che determinano nel 2012 un disavanzo di euro 11.678.799. L’esercizio 2013 si chiude con un avanzo di euro 12.281, a fronte dei 10.052.412 euro del 2009.

L’avanzo di amministrazione si attesta sui trenta milioni di euro nel biennio 2010-2011, sostanzialmente stabile rispetto al 2009, mentre nel biennio 2012-2013 mostra un notevole
decremento ed ammonta a circa 18,5 milioni di euro. Il risultato economico, di segno positivo ad eccezione del 2011, mostra un andamento decrescente nel quadriennio, fino a raggiungere nel 2013, in cui ammonta ad euro 43.326, una riduzione del 44% rispetto al 2009. Il patrimonio netto, ad eccezione del 2011, risulta in crescita per effetto degli avanzi economici e passa dai 382.900 euro del 2009 ai 529.129 euro del 2013”.

LA RIFORMA. Possibile passaggio da 25 AP a 13 ‘Autorità portuali di sistema’. Si ricorda come a margine dell’assemblea di Assoporti, svoltasi a Roma il 22 luglio 2015, il ministro dei Trasporti ha annunciato che “la riorganizzazione dei porti sarà inserita nel Decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione che sarà discusso in Parlamento a settembre”. Le nuove Autorità Portuali, secondo il Piano Strategico della Portualità e della Logistica, dovrebbero chiamarsi Autorità di Sistema Portuale. Dalle attuali 25 Autorità Portuali si dovrebbe passare a 13 Autorità portuali di sistema. La Puglia dovrebbe avere un’unica Authority, come la Calabria e la Sardegna, mentre le restanti dieci sarebbero: Genova-Savona, La Spezia-Marina di Carrara, Livorno-Piombino, Civitavecchia, Napoli-Salerno, Sicilia orientale, Sicilia occidentale, Ravenna-Ancona, Venezia e Trieste.

ATTO INTEGRALE – documento “Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Autorità Portuale di Manfredonia” 2010-2013. Relatore il Consigliere Claudio Gorelli, adunanza del 14 luglio 2015

Redazione Stato,ddf@riproduzioneriservata

Corte Conti su AP Manfredonia ‘gestione commissariale in atto non sembra rispondere agli scopi previsti’ ultima modifica: 2015-07-27T13:56:51+00:00 da Redazione



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Commenti


  • verita

    CORTE DEI CONTI E I PROBLEMI DI ZAPPONETA????????


  • Raffaele Vairo

    Le conclusioni del referto della Corte dei Conti, Sezione del controllo sugli enti, sull’Autorità portuale di Manfredonia, è talmente cristallina che non necessita di nessuna interpretazione. Infatti, in queste conclusioni si legge: “…è indubbio che, in assenza di personale proprio, di idonei strumenti operativi e gestionali e di ridottissimi volumi di traffico, LA GESTIONE COMMISSARIALE IN ATTO NON SEMBRA RISPONDERE AGLI SCOPI PER CUI SONO STATE ISTITUITE LE AUTORITÀ PORTUALI…” Ciò premesso, mi permetto di porgere una domanda retorica: che ci sta a fare l’autorità portuale a Manfredonia? Forse per….

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