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Obbligo defibrillatori, Mennea “Proroga immorale”

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Bari. Il decreto del Governo, firmato il 19 luglio dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, ha prorogato al 30 novembre 2016 la data di entrata in vigore dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici per tutte le società sportive dilettantistiche, già previsto dal decreto Balduzzi del 20 luglio 2013. Il motivo – secondo quanto spiegato nel decreto – è che non sono state ancora completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici.

Per Ruggiero Mennea, consigliere regionale e presidente del comitato permanente di Protezione civile, si tratta dell’ennesimo attentato alla salute di tutti. “Il decreto Balduzzi – spiega – prevedeva un tempo di 6 mesi, dall’entrata in vigore dello stesso, per l’attuazione da parte delle società professionistiche; e di 30 mesi per quelle dilettantistiche. Mi sembra ci sia stato tutto il tempo per la formazione degli operatori. Non capiamo davvero come si faccia – rimarca Mennea – a rimandare ancora una misura che può garantire un minimo di prevenzione e che, peraltro, dovrebbe essere di iniziativa volontaria da parte delle strutture. Prorogare la sicurezza della vita umana è un atto immorale e di dubbia legittimità, tanto più se questa arriva da parte dello Stato”. “In Puglia – prosegue – oltre ad aver programmato l’acquisto di mille defibrillatori da assegnare gratuitamente alle strutture pubbliche, stiamo preparando una legge regionale che estende l’obbligo dell’uso di questi apparecchi ai luoghi di aggregazione di ogni tipo. Questo per garantire sia la sicurezza dei giovani che scelgono di dedicare il tempo libero allo sport o di frequentare pub e discoteche, sia di quanti accedono per lavoro a tribunali e uffici pubblici. Ma ora il ministro Lorenzin interviene con una nuova proroga”, sottolinea l’esponente del Pd. “Senza dimenticare che, proprio nella nostra regione, i casi di decessi nelle strutture sportive non sono cosa rara. L’ultimo è quello del 13enne di Trinitapoli, morto prima di iniziare a giocare a calcio in una struttura sportiva privata, dove appunto non sussiste l’obbligo di usare il defibrillatore”.
Per questo Mennea preannuncia una serie di iniziative mirate a rimediare alla decisione del ministro. “Chiedo ai parlamentari pugliesi – dice – di presentare un ordine del giorno per annullare, o quanto meno ridurre al minimo indispensabile, la proroga già decretata. Da parte mia, presenterò un ordine del giorno, in attesa di approvare la legge regionale, allo scopo di chiedere al Governo pugliese di richiamare alle proprie responsabilità quello nazionale e rispettare – conclude – l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini”.



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