Manfredonia
Come stabilito con recente sentenza

Silenzio Comune dopo diffida, TAR boccia ricorso Supercondominio “Ippocampo”

Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 luglio 2016 la dott.ssa Cesira Casalanguida

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Bari/Manfredonia. ”E’ da escludere, infatti, che si configuri un obbligo discendente dalla convenzione di urbanizzazione sopra menzionata, a cui il Comune si era auto vincolato, in considerazione dell’inosservanza di quanto stabilito nella medesima, con specifico riferimento alle opere di urbanizzazione del Villaggio Ippocampo, in primo luogo da parte della società lottizzante”. Con recente sentenza, la Sezione Terza del Tar Puglia di Bari – definitivamente pronunciando sul ricorso – ha dichiarato inammissibile il ricorso del 2016 proposto dal Supercondominio Villaggio Turistico ” Ippocampo”, contro il Comune di Manfredonia, – Collegio dei Revisori dei Conti non costituiti in giudizio, e nei confronti di Concordato Preventivo I.T.I. S.r.l.- Commissario Liquidatore Franco Manfredi non costituito in giudizio, per l’accertamento della illegittimità “del silenzio p.a. inadempimento (ex art. 117 c.p.a.) del Comune di Manfredonia a seguito di diffida del 18-21 dicembre 2015, relativa all’acquisizione al patrimonio comunale della rete fognaria e impianto depurazione, a seguito di mancato completamento opere di urbanizzazione”.

Respinta altresì la domanda di risarcimento del danno da ritardo.

Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 luglio 2016 la dott.ssa Cesira Casalanguida.

FATTO e DIRITTO (INTEGRALE). 1. Con ricorso notificato il 18.03.2016 e depositato il successivo 1.04.2016, l’ente come in epigrafe meglio identificato, agisce per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dal Comune di Manfredonia. 1.a.- Riferisce che, con atto notificato il 18-21.12.2015, ha diffidato l’amministrazione civica a perfezionare, mediante atto pubblico, l’acquisizione nel proprio patrimonio della rete fognaria e dell’impianto di depurazione realizzati nell’agro di Manfredonia, sulla particella 1785 del fg. 109.

Espone che le menzionate opere sono relative all’attuazione di un piano di lottizzazione di un terreno sito in Manfredonia, alla “contrada Sciali”, località “Masseria Picardi”, compreso tra le ex SS 159 delle saline ed il Mar Adriatico, oggetto di una convenzione urbanistica, stipulata tra il Comune di Manfredonia e la I.T.I. – Immobiliare Turistica Ippocampo – s.p.a., in data 29.08.1975 e oggetto di successive modifiche ed integrazioni. In attuazione del suddetto Piano è stato realizzato il Villaggio Turistico “Ippocampo”. Nella convenzione urbanistica era prevista la cessione al Comune degli impianti e servizi generali “dietro sua richiesta, dopo il loro completamento” da parte della società lottizzante. Dette opere sarebbero state completate dal Comune, in luogo dell’inadempiente società lottizzante, nelle more fallita e ora in concordato preventivo, che avrebbe a tal fine escusso anche la polizza fideiussoria.

Aggiunge che, con ordinanze del 31.07.2007 e 11.07.2013, il giudice delegato del Tribunale di Foggia ha disposto la vendita all’incanto di una serie dei beni del villaggio Ippocampo, ivi compresi quelli che devono essere acquisiti dal Comune. Sostiene, in proposito, che sia la rete fognaria che l’impianto di depurazione siano qualificabili come opere pubbliche e che il Comune, nel perseguimento del pubblico interesse, sia tenuto a perfezionare l’acquisizione al proprio patrimonio dei suddetti beni.

1.b.- Ritenendo che il silenzio serbato dall’ente locale sia espressione dell’inadempimento di un preciso obbligo giuridico di conclusione del procedimento, ha chiesto la declaratoria dell’illegittimità dell’inerzia e l’accertamento dell’obbligo di provvedere mediante l’adozione dei provvedimenti espressi. Ha chiesto, inoltre, la condanna dell’Amministrazione comunale all’adozione dei provvedimenti indicati nella diffida e di ogni altra misura ritenuta necessaria, nonché al pagamento dell’indennizzo, ai sensi dell’art. 2 bis della L.241/1990, per il ritardo nella conclusione del procedimento, oltre al risarcimento dei danni, entrambi da quantificare in via equitativa.

2.- Il Comune di Manfredonia non risulta costituito in giudizio. 3.- All’udienza camerale del 7 luglio 2016, sentita la parte, la causa è stata trattenuta in decisione. 4.- Il Collegio ritiene di poter prescindere dall’esame delle questioni pregiudiziali, in particolare riferite alla legittimazione attiva del Super Condominio Villaggio Turistico Ippocampo, attesa l’inammissibilità del ricorso avverso il silenzio inadempimento, per difetto dei presupposti sostanziali della domanda.

4.a- Il presupposto del ricorso avverso il silenzio – inadempimento è, infatti, la sussistenza di un obbligo giuridico di provvedere da parte dell’Amministrazione nell’ambito di un procedimento amministrativo previsto dalla legge. La giurisprudenza ha ampliato i casi in cui tale obbligo sia configurabile, comprendendo, oltre alle ipotesi previste dalla legge, anche quelle che discendono da principi generali, ovvero dalla peculiarità della fattispecie e, ai sensi dell’art. 2 della l n. 241 del 1990, allorché ragioni di giustizia ovvero rapporti esistenti tra Amministrazioni ed amministrati impongano l’adozione di un provvedimento, soprattutto al fine di consentire all’interessato di adire la giurisdizione per la tutela delle proprie ragioni (cfr. ex multis, Consiglio di Stato, sez. V, sent. 1182 del 9.3.2015 e sez. III, sent. n. 5601 del 14.11.2014). 4.b. Nel caso concreto, convergenti elementi consentono di reputare non sussistenti detti requisiti.

4.b.1.- E’ da escludere, infatti, che si configuri un obbligo discendente dalla convenzione di urbanizzazione sopra menzionata, a cui il Comune si era auto vincolato, in considerazione dell’inosservanza di quanto stabilito nella medesima, con specifico riferimento alle opere di urbanizzazione del Villaggio Ippocampo, in primo luogo da parte della società lottizzante.

4.b.2.- L’annosa vicenda sottesa alla fattispecie in esame, già oggetto di pronunce sia da parte di questo T.A.R. (sent. 592/2005), che del Consiglio di Stato (che ha confermato con la sentenza n. 361/2012 la pronuncia del T.A.R.), che del giudice ordinario, rimane tuttora irrisolta e oggetto di controversia promossa dalla procedura “(già di Fallimento e ora di Concordato Preventivo) contro il Comune” (a cui si fa espressamente riferimento nell’avviso di vendita ai pubblici incanti del 12.01.2015, versato in atti).

4.c.- Dalla documentazione agli atti di causa, più specificamente, si apprende:

a) di un tentativo di definizione bonaria, avviato mediante la sottoscrizione di un accordo transattivo preliminare, sottoscritto in data 27.02.2008, tra il Comune di Manfredonia e il liquidatore della procedura di concordato preventivo I.T.I., con la finalità precipua di perseguire “il completamento, l’adeguamento la manutenzione, riparazione, sostituzione, funzionamento, pulizia, custodia e gestione delle opere di urbanizzazione del Villaggio Ippocampo e l’espletamento dei relativi servizi”;

b) che pregiudiziale alla stipulazione dell’atto di definitiva transazione era l’adesione al costituendo Consorzio Ippocampo, da parte dei proprietari rappresentanti almeno il 60% della volumetria dell’intero Villaggio Ippocampo;

c) che del suddetto Consorzio è stato stipulato l’atto costitutivo (sottoscritto in data 7.5.2009 dal liquidatore della procedura di concordato preventivo I.T.I., alcuni proprietari degli immobili del villaggio e il Comune di Manfredonia), ma non è stato raggiunto il quorum minimo del 60% delle adesioni;

d) che in data 8.3.2013, la Seconda Sezione del Tribunale di Foggia ha nominato un amministratore giudiziario del Super Condominio “Ippocampo”, in accoglimento del ricorso ex art. 1105 c.c. proposto dal Comune di Manfredonia;

e) che, in data 12.01.2015, è stata disposta la vendita ai pubblici incanti dei beni compresi nel Villaggio Ippocampo.

4.d.-Dal quadro sinteticamente ricostruito deriva che, allo stato, non è ravvisabile in capo al Comune la sussistenza di alcun obbligo giuridico di provvedere all’acquisizione degli impianti, come preteso dalla ricorrente, attesa la mancata definizione della regolazione degli obblighi incombenti sulle parte coinvolte.

4.e.- Né la pretesa della ricorrente può ricondursi genericamente alle attribuzioni pubblicistiche dell’ente locale, in quanto per giurisprudenza consolidata, nei giudizi avverso il silenzio, l’istanza del privato è accoglibile solo nei casi di manifesta fondatezza, quando cioè sono richiesti provvedimenti amministrativi dovuti o vincolati per i quali non c’è da compiere alcuna scelta discrezionale che potrebbe sfociare in diverse soluzioni (Consiglio di Stato, Sez. V, sent. n. 4143 del 4.08.2014).

4.f. – In definitiva, nel caso in esame, oltre al mancato perfezionamento della fattispecie dedotta nella convenzione urbanistica e alla mancata stipula dell’atto definitivo relativo all’accordo transattivo, non si ravvisa la sussistenza di poteri autoritativi a carattere vincolato esercitabili dal Comune, in virtù delle attribuzioni pubblicistiche ad esso spettanti.

Per quanto sopra esposto, deve pertanto escludersi, allo stato, la sussistenza di un dovere giuridico di provvedere in capo al Comune, non essendo definita la fonte dell’obbligo di acquisizione dei beni indicati dalla ricorrente.

5.-All’inammissibilità del ricorso segue anche il mancato accoglimento della domanda risarcitoria, allo stato priva di un positivo accertamento della sussistenza di un obbligo di provvedere in capo al Comune di Manfredonia e, così, di un comportamento illecito di questo in termini di ritardo colpevole.

6.- In considerazione della particolarità delle questioni esaminate sussistono giusti motivi per compensare integralmente le spese processuali.

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • svolta

    Ecco come i politici/amministratori e certi dirigenti collusi fanno gli interessi del territorio e dei cittadini insediatosi…. per non parlare di altre convenzioni edilizie recenti e meno recenti che prevedono l’attuazione/completamento delle famigerate OO.UU. tanto decantate e mai realizzate compiutamente.
    Cosa dire questa è la politica affaristico che sul non fare sicuramente si sono oleate le ruote ed ingrassato gli ingranaggi. Ma avere visto a che anno risale la convenzione 1975!!!!!!
    Quindi per i comparti la questione completamento organizzazioni ha ancora i pannolini….. A Manfredonia il passato fa corsi e ricorsi storici…. e l’elemento fuorviante è solo uno…. PAPPA E CICCIA.


  • Nicol

    Silenzio del Comune di Manfredonia??? È sempre stato in silenzio sui problemi di Ippocampo! Nn ha mai fatto un cavolo! Peroooo’ Imu e Tasi se li pappa alla grande.


  • antonella

    Perché non fate un bell’articolo raccontate tutta la storia, i giornali servono a questo a far in modo che si conoscano le storie.


  • Giuseppe Garibaldi

    per non parlare della zona asi …………che altro schifo ,Condivido con svolta, in questo comune tutto è possibile,e certi dirigenti andrebbero ………..
    lottizazzione completamente abusiva ,case divenute albergo o meglio residence turistiche alberghiero , e nei fatti ci viveno famiglie in maniera continuata .
    invece di sanzionare e denunciare tale abuso questo comune con tutti i suoi dirigenti compreso il presidente ASI autorizzano alla costruzione di un nuovo plesso …adibito a cosa bho
    qui la gdf dovrebbe intervenire .

    www manfredonia

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