Manfredonia

Capitanata, sgombero migranti da Cicerone. Ora: abbandonati


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Migranti, località Cicerone

Migranti in località Cicerone alla ricerca di una nuova dimora, dopo lo sgombero (copyright Stato)

San Marco in Lamis – LOGICHE edili, violazioni normative. Questi i fattori cardini della vicenda (triste) che ha interessato ieri, 26 agosto, ma anche questo pomeriggio (27), un gruppo di lavoratori extracomunitari originari del Mali e della Costa D’Avorio; una vicenda che non distanzia dunque (in termini di degrado e avvenimenti temporali) da altre storie di migranti e lavoratori stagionali; lavoratori occupati, in primis durante l’estate, per la raccolta del cosiddetto ‘oro rosso’ ( oro soprattutto per i caporali dell’area).

Quello che permane dunque nell’area è una situazione di degrado ed instabilità gestionale; questo nonostante la conoscenza del caso, da parte della Prefettura locale, questo nonostante il continuo raggiro, da parte dei datori-simil caporali, delle norme alla base dell’assunzione di lavoratori extracomunitari stagionali. Infine, da ricordare nel testo, le disposizioni (inderogabili) di un’immobiliare dell’area (Spa Casa Sollievo Sofferenza di San Giovanni Rotondo) che ha motivato il doppio sgombero a carico dei 60 cittadini extracomunitari (come da norma) a causa di un “probabile pericolo crollo” del fabbricato nel quale gli stessi lavoratori avevano trovato dimora “da alcuni anni” (mentre nel secondo caso si parlerebbe di ‘occupazione abusiva”).Anche se dietro l’allontanamento dei migranti ci sarebbe in realtà un nuovo piano edile, stanziato dalla stessa immobiliare garganica, nell’area compresa a Sud di San Giovanni Rotondo (case di accoglienza per i pellegrini)

GLI EXTRACOMUNITARI SGOMBERATI ANCHE DALLO STABILE ADIACENTE ALLA CHIESA AGORDAT Nel pomeriggio del 27 agosto lo sgombero successivo da un edificio adiacente alla chiesa dell’Agordat a San Marco in Lamis, luogo dove 18 extracomunitari avevano occupato abusivamente l’area. Otto di questi lavoratori sarebbero risultati irregolari, e privi del foglio di Via. Complessivamente sarebbero stati 13 i denunciati. Tre invece i soggetti sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, poichè “inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio“.

LA VICENDA – Puglia, terra di Capitanata, zona compresa tra San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, località Cicerone. Ieri, 26 agosto 2010, i carabinieri del Comando Compagnia di San Giovanni Rotondo, con l’ausilio dei militari della stazione di San Marco in Lamis, hanno dato esecuzione ad una richiesta di sgombero pervenuta da parte dell’immobiliare Casa Sollievo della Sofferenza, contro la presenza in un fabbricato-adiacente ad una cappella, sito lungo una strada interna, nel territorio di San Marco in Lamis, che conduce sulla strada statale 89 Foggia-Manfredonia.

I DATORI DI LAVORO VIOLANO LE NORMATIVE PER L’ASSUNZIONE – Come consuetudine, da anni i migranti del continente africano, ma presenti anche rumeni e cittadini dell’Est europeo, si riversano nelle terre e agri della Capitanata, occupati per la raccolta del cosiddetto oro rosso. A causa della sistematica violazione delle norme da parte dei datori di lavoro (che hanno l’obbligo normativo – come previsto dal contratto di soggiorno per lavoro subordinato – di garantire un adeguato alloggio per il lavoratore e l’impegno al pagamento da parte del datore di lavoro delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza – Principali riferimenti normativi: D.Lgs. n. 286/1998 art. 22, comma 11, ML circ. n. 11/1999, D.Lgs. n. 72/2000, L. n. 189/2002 e del , D.L. n. 195/2002., ML circ. n. 52/2002, D.M. 26 agosto 2002; INPS circ. n. 161/2002; MI circc. n. 13/2002 e n. 14/2002; D.M. 28 ottobre 2002, M.i. circ. n. 2/2003 , ML circ. n. 13/2003, INPS circc. n. 115/2003 e n. 182/2003 – Focus: Tutto sull’assunzione dei lavoratori stagionali extracomunitari) in località Cicerone, come detto, lo scorso 26 agosto mattina, i carabinieri di San Giovanni Rotondo hanno eseguito una richiesta di sgombero di oltre sessanta persone, tutte di provenienza africana, persone che avevano trovato riparo in un fabbricato adiacente una cappella in un fondo di proprietà (ma si presume anche per l’intero immobile) della Società per Azioni Immobiliare Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (che ha come attività la vendita, l’acquisto, la permuta e la locazione e le conduzioni di proprietà immobiliari rustiche ed urbane, l’attuaizone di costruzione edilizie e costruzione ad uso clinica, casa di riposo, di ricovero e simili).

LA CHIESETTA DIMORA ABITUALE DEI MIGRANTI – Come capitava ormai da anni, per il mancato rispetto delle normative stabilite dall’ordinamento giuridico italiano, i migranti nell’area avevano designato infatti l’appezzamento di terreno e fabbricato sito in località Cicerone come ‘casa’ d’appoggio abituale (fabbricato – Cappella e vano appartamento, nonché villetta e magazzino – costruito probabilmente negli anni ’70 “su volontà dello stesso Padre Pio da Petralcina”).

SGOMBERO DISPOSTO PER IL PERICOLO CROLLO DEL FABBRICATO – I migranti fatti sgomberate ieri, 26 agosto, avrebbero dimorato nel fondo sin dall’aprile 2009. Ma lo stesso avrebbero fatto in precedenza altri stranieri giunti in Capitanata per la raccolta del pomodoro. L’entrata della Cappella è stata “murata – come racconta a Stato Padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano, direttore Migrantes, progetto della diocesi di Manfredonia –Vieste-San Giovanni Rotondo) per evitare che gli stessi migranti potessero dimorare in futuro all’interno del vano. Peccato – dice ancora Padre Arcangelo – che la maggior di loro sono mussulmani” e pertanto gli stessi si sarebbero “rifiutati espressamente di dimorare all’interno della Cappella”.

IL FABBRICATO PARI AD UN TERZO DELLA CHIESETTA – I cittadini africani avrebbero dimorato infatti in questi anni all’interrno del vano adiacente (pari ad un terzo) alla Cappella (anche se permangono dubbi sulla reale possibilità di permanenza degli stessi all’interno di un vano ipoteticamente non più grande di 30 metri quadri). Ma in ogni modo, molti degli extracomunitari che avevano preso dimora sul fondo di proprietà della Immobiliare Casa Sollievo della Soffernza spa dimoravano anche sullo stesso terreno “in una situazione di emergenza”.

IN PRECEDENZA NELL’AREA MANCAVA ANCHE L’ACQUA – SGOMBERO STABILITO NONOSTANTE LE CISTERNE DELLA REGIONE – In passato, per sottolineare la situazione di precarietà in cui gli stessi migranti erano costretti a sottostare, i lavoratori africani avrebbero provveduto al soddisfacimento dei liquidi (acqua) attraverso un vecchio pozzo presente sul terreno. Anni fa, la Regione Puglia, collaborazione di Medici Senza Frontiere, sapendo che a Cicerone si concentrano centinaia di migranti stagionali, ha fatto installare anche quest’anno le cisterne d’acqua potabile ed i bagni chimici. Dunque ipoteticamente non era previsto lo sgombero degli stessi extracomunitari, che non avrebbero ricevuto alcun preavviso da parte delle autorità preposte all’informativa.

MURATA L’ENTRATA DELLA CHIESETTA – I proprietari del fondo (la Casa Sollievo) hanno provveduto infatti a bloccare il cancello d’entrata dell’intera struttura, nonché la porta che dava accesso al capannone in cui dormivano alcuni stranieri, e la piccola chiesetta dell’Oasi della Divina Misericordia. La motivazione ufficiale dello sgombero – da fonti attendibili – sarebbe quella di un ipotetico rischio crollo dello stesso vano. “La situazione non mi sembrava preoccupante – dice un rappresentante di un’associazione nell’area – credo che i migranti potessero continuare a dimorare nel fabbricato”.

IL 27 AGOSTO IL NUOVO SGOMBERO DALL’EDIFICIO ADIACENTE LA CHIESA AGORDAT – Questo pomeriggio come detto, dopo che gli stessi extracomunitari avevano trovato dimora in un edificio nei pressi della chiesa Agordat, il nuovo sgombero imposto dai carabinieri del Comando Compagnia di San Giovanni Rotondo, con 13 denunce a carico degli stessi, per mancanza foglio di Via, e 3 arresti, “poichè inottemperanti alle disposizioni del Questore di lasciare il territorio”. Nel futuro degli extracomunitari rimasti adesso si sarebbe il Cie (centro identificazione ed espulsione) di Bari.

IL CASO: IPOTESI COSTRUZIONE NELL’AREA DI CASE PER I PELLEGRINI, NESSUNA CONFERMA DALLA SPA – Da fonti attendibili si parla anche di una prossima costruzione nell’area di un centro accoglienza per i pellegrini di San Giovanni Rotondo. Potrebbe anche essere questa la reale motivazione che avrebbe spinto la società beneficiaria dei fondi nell’area (Immobilaire C.S.S. Spa) a richiedere lo sgombero definitivo degli extracomunitari dimoranti negli stabili. Dietro “il progetto edile” anche la percezione di fondi comunitari, secondo un residente nell’area. Nessuna conferma per ora da parte della stessa Spa. Si ipotizza la presenza già ‘massiccia’ di strutture ricettive a San Giovanni Rotondo, tanto da rendere ‘inutile’ la realizzazione di nuove case per l’accoglienza dei turisti in località Cicerone. Spetterà dunque al CdA dell’immobiliare decidere il futuro del fondo e dei vani adiacenti la Chiesetta in località Cicerone. Nessuna conferma anche per la proprietà del fondo dove gli etracomunitari avevano trovato la seconda dimora. Resta il dubbio sulla celerità del provvedimento e il mancato accorgimento per un nuovo alloggio per gli stessi immigrati ( Focus Casa Sollievo della Sofferenza – Immobiliare Spa: le strutture, il direttivo, le case accoglienza nella Capitanata).

A SEGNARE IL CASO UN MISSIONARIO SCALABRINIANO – A segnalare inizialmente il caso, come detto, è stato come detto padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano, che è venuto a conoscenza dello sgombero nel corso del suo quotidiano giro per i “villaggi di cartone (da Youreporter.it) dove in capanne montate con materiali di recupero e tenute in piedi con lo spago vivono in precarie condizioni igienico-sanitarie i migranti stagionali”. Padre Arcangelo stava infatti accompagnando sul luogo i giovani che partecipano al campo di lavoro ‘Io C Sto’ (Un campo di lavoro, rivolto a giovani dai 20 anni in poi, per un’esperienza di volontariato, di incontro, di condivisione e di servizio con gli ultimi e in contatto con la realtà migratoria della Capitanata provincia di Foggia- Nato come naturale successione ai campi di lavoro organizzati dai missionari Scalabriniani e dalla parrocchia di Borgo Mezzanone in favore delle centinaia di immigrati che si radunavano nella borgata per la raccolta dei pomodori: il cambiamento della situazione e il desiderio di continuare ad offrire ai giovani un’offerta di servizio ne sono stati i motivi ispiratori” – Campo Io Ci Sto e La giornata mondiale del rifugiato )

PADRE ARCANGELO: “SERVE PIU’ DIALOGO FRA LE ISTITUZIONI” – “Serve più dialogo fra le istituzioni per evitare che si ripetano situazioni di questo genere. Ma bisogna anche migliorare il livello di accoglienza di quanti vengono nella nostra terra per raccogliere i pomodori che arricchiscono la nostra economia. E poi, mi sembra anche chiaro che all’interno della stessa chiesa c’è ancora qualche diffidenza verso i migranti. lo dimostra questa chiesa chiusa”.

INTERESSATO AL CASO ANCHE MONSIGNOR CASTORO – Padre Arcangelo ha interessato al caso anche monsignor Michele Castoro, vescovo della diocesi di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste. I migranti hanno per ora trovato dimora in un podere agricolo abbandonato nell’area. “Mancano tende, non ci sono luoghi di accoglienza, guardandoli si ha quasi la sensazione che non siano delle persone”. Si può parlare allora di un razzismo latente ma in salsa di Capitanata ? “Se non è razzismo di certo è poco senso dell’accoglienza – dice Padre Arcangelo – Quel che resta in ogni modo è la continua violazione delle normative alla base dell’assunzion da parte di terzi di un lavoratore extracomunitario stagionale”.

SI RICORDA che nel territorio vi è anche il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (C.A.R.A) a Borgo Mezzanone che accoglie, per il momento, un centinaio di ospiti provenienti da paesi dove i diritti umani e la libertà personale non sempre è garantita, dove il rischio di persecuzioni per svariati motivi, li costringe a fuggire. “Queste ed altre situazioni ci interpellano e i Missionari Scalabriniani di Siponto in collaborazione con la Comunità sulla Strada di Emmaus, la Cooperativa Sociale Arcobaleno, il Movimento giovanile Salesiano e i Fratelli della Stazione hanno rivolto ai giovani l’invito a rispondere in modo attivo e concreto a queste situzioni. I giovani, sempre attenti al mondo che li circonda, con la voglia di costruire un mondo migliore per sé e per gli altri, con la grinta e l’idealità che li caratterizza sono i più disponibili a mettersi in gioco e a reagire e agire di fronte a miserie e povertà”, conclude Padre Arcangelo.

Capitanata, sgombero migranti da Cicerone. Ora: abbandonati ultima modifica: 2010-08-27T16:35:59+00:00 da Giuseppe de Filippo



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