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Foggia, Cerignola, stalking, droga: 12 arresti

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Foggia – I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, supportati da personale della Compagnia di Intervento Operativo di Bari ed unità cinofile, hanno eseguito un capillare controllo del territorio. L’attività ha interessato principalmente il territorio della Compagnia Carabinieri di Cerignola ed ha avuto quali finalità la prevenzione ed il contrasto a forme di criminalità predatoria e diffusa, illeciti amministrativi inerenti violazioni del codice della strada e repressione dei reati in violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti nonché il controllo delle aree rurali. 12 gli arresti eseguiti, di cui 9 in flagranza di reato.

TRINITAPOLI: UN ARRESTO IN ESECUZIONE ORDINANZA CUSTODIA CAUTELARE PER STALKING. I carabinieri della Stazione Carabinieri di Trinitapoli hanno tratto in arresto GUASPARI Ivan Claudio, classe ’87 del luogo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, su conforme su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, per atti persecutori nei confronti della ex fidanzata. Il provvedimento è scaturito dalle risultanze investigative raccolte dalla citata Stazione Carabinieri alla quale la donna si era rivolta in più occasioni a causa della condotta persecutoria posta in essere dall’ex fidanzato negli ultimi mesi, lasciatisi dopo più di due anni di fidanzamento, col fine di indurla a riprendere la relazione sentimentale. I comportamenti dell’uomo si sostanziavano in appostamenti sotto l’abitazione della donna, anche in orari notturni, in continui contatti telefonici, nonché in atti di violenza fisica, come percosse e lesioni varie provocate alla donna.

Il carattere particolarmente irascibile dell’uomo lo aveva portato, anche durante la precedente convivenza, a maltrattare la donna con atti di pura malvagità. Nell’ultimo periodo era accaduto anche che l’uomo le avesse spento cicche di sigarette sulle braccia nonché l’avesse minacciata di sfigurarla con dell’acido. Il perdurante e grave stato di paura e preoccupazione per la propria incolumità fisica causato alla donna è stato tale che l’A.G. è intervenuta con l’odierno provvedimento restrittivo cautelare onde impedire che la condotta dell’uomo potesse portare ad ulteriori e più gravi conseguenze.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.

TRINITAPOLI: DUE ARRESTI PER RAPINA IMPROPRIA E PER FURTO AGGRAVATO. I carabinieri della Stazione Carabinieri di Trinitapoli, all’esito di una serrata attività di indagine, hanno tratto in arresto in flagranza di reato MONTUORI Giuseppe, classe ‘53, del luogo, per rapina impropria. Lo stesso, infatti, essendo stato sorpreso dal proprietario di un fondo agricolo mentre stava asportando le sue angurie, gli si opponeva con spintoni dandosi alla fuga. L’attività di indagine posta in essere nell’immediatezza dai militari intervenuti permetteva di addivenire all’identificazione del reo e di rintracciarlo poco dopo nel centro casalino. All’esito della successiva perquisizione domiciliare si rinvenivano alcune angurie asportate che venivano recuperate e restituite al legittimo proprietario. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Foggia come disposto dall’A.G. di Foggia.

Sempre i Carabinieri della Stazione di Trinitapoli, all’esito di un mirato servizio di osservazione, controllo e pedinamento, hanno tratto in arresto in flagranza di reato Ferrariu Daniel, classe ‘82, bracciante agricolo rumeno domiciliato a Trinitapoli, per furto aggravato. I militari sono riusciti a bloccare il reo subito dopo che aveva asportato, dall’interno della casa cantoniera della Provincia B.A.T., materiale ferroso costituito da segnaletica stradale ed oggetti vari, di proprietà del citato ente. La refurtiva è stata, dunque, recuperata e restituita al legittimo proprietario. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari come disposto dall’A.G. di Foggia.

CERIGNOLA: UN ARRESTO PER DETENZIONE ILLECITA DI SOSTANZE STUPEFACENTI, SEQUESTRATO MEZZO CHILO DI HASHISH. I carabinieri della Stazione Carabinieri di Cerignola, all’esito di un mirato servizio conseguente ad attività informativa di iniziativa, hanno tratto in arresto in flagranza di reato Detto Nicola, classe ‘90 del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari operanti, a conclusione di un servizio di osservazione, controllo e pedinamento, intervenivano ed effettuavano una perquisizione presso l’abitazione del predetto, rinvenendo nella sua disponibilità, abilmente occultati in un locale adibito a deposito di materiali vetusti, più di mezzo chilo di hashish suddiviso in n. 5 panetti, nonché somma contante di circa 100 euro, presunto provento dell’attività di spaccio. Sia la sostanza stupefacente che il denaro sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Foggia come disposto dall’A.G. di Foggia.

CERIGNOLA: UN ARRESTO PER VIOLENZA, MINACCIA E RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cerignola hanno tratto in arresto in flagranza di reato Abatino Matteo, classe ‘94 del luogo, per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Il predetto non ottemperava all’alt intimatogli dalla pattuglia, dandosi a precipitosa fuga a bordo del motociclo Yamaha T-Max da lui condotto senza indossare il previsto casco protettivo. Dopo un inseguimento durato circa 10 minuti per le strette ed anguste strade cittadine, durante il quale il reo percorreva diverse strade anche in controsenso, creando enorme pericolo, oltre che per se stesso, anche per gli altri utenti della strada, veniva raggiunto e bloccato, non senza sforzi dai militari operanti a causa della resistenza posta in essere dal medesimo.

A seguito del controllo è emerso che il motociclo era completamente in regola, salvo la violazione del mancato uso del casco protettivo; il motociclo è stato, quindi, sottoposto a sequestro. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari come disposto dall’A.G. di Foggia. All’esito della successiva udienza di convalida e contestuale celebrazione del giudizio abbreviato, Abbatino è stato condannato a sei mesi di reclusione e rimesso in libertà.

CERIGNOLA E SAN FERDINANDO DI PUGLIA: QUATTRO ARRESTI PER EVASIONE. I carabinieri della Stazione Carabinieri di San Ferdinando di Puglia, all’esito di un mirato servizio, hanno tratto in arresto Memeo Girolamo, classe ’76 del luogo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Foggia, in sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari cui il reo si trovava sottoposto per furto ed evasione, commessi rispettivamente in Barletta (BT) e San Ferdinando di Puglia. Il provvedimento è scaturito a seguito delle violazioni delle prescrizioni inerenti la citata misura cautelare, accertate e segnalate dalla locale Stazione Carabinieri. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Foggia.

Stessa sorte è toccata a Palmieri Davide, classe ’92 del luogo. Il medesimo, che si trovava sottoposto agli arresti domiciliari, dapprima è stato tratto in arresto sempre dai militari della locale Stazione Carabinieri per evasione, essendo stato sorpreso fuori dalla propria abitazione durante un controllo, poi gli è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito delle ripetute violazioni della citata misura cautelare posta in essere dal reo.

I carabinieri della Stazione Carabinieri di Cerignola, in due distinte operazioni, hanno tratto in arresto in flagranza di reato RUBBIO Giuseppe, classe ’37, pensionato, e SCARPETTA Domenico, classe ’73, per evasione. Gli stessi sono stati sorpresi senza autorizzazione dell’A.G. all’esterno delle rispettive abitazioni ove erano sottoposti rispettivamente alla misura alternativa della detenzione domiciliare ed alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Entrambi non hanno fornito alcuna giustificazione al gesto. Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’A.G. di Foggia, il primo è stato tradotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, mentre il secondo è stato tradotto presso la casa circondariale di Foggia.

CERIGNOLA: DUE ARRESTI PER TENTATO FURTO IN ABITAZIONE IN CONCORSO. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cerignola, unitamente ai militari della locale Stazione, all’esito di una serrata attività di indagine, hanno tratto in arresto in flagranza di reato GALLO Francesco e DILEO Giovanni, entrambi classe ’70, per tentato furto in abitazione in concorso. I militari operanti, all’esito di un mirato servizio, hanno sorpreso i due nell’atto di introdursi, attraverso un terrazzo, all’interno di un’abitazione del centro cerignolano. Vistisi braccati, i due hanno cercato di far perdere le proprie tracce dandosi a precipitosa fuga, ma sono stati prontamente raggiunti e bloccati. Numerosi sono stati gli strumenti atti allo scasso rinvenuti nella disponibilità dei predetti; il tutto è stato sottoposto a sequestro. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso i propri domicili in regime di arresti domiciliari come disposto dall’A.G. di Foggia.

ASCOLI SATRIANO: RINVENIMENTO 800 KG RAME. I carabinieri della Stazione Carabinieri di Ascoli Satriano, all’esito di un mirato servizio, hanno rinvenuto e recuperato, restituendoli alla Telecom, fili di rame per complessivi kg 800 (ottocento), del valore di circa 3.500,00 euro, risultati asportati dalla linea telefonica di una zona periferica di Ascoli Satriano. Sono in corso le indagini per addivenire alla completa identificazione degli autori del fatto delittuoso.

CERIGNOLA: UNA DENUNCIA IN STATO DI LIBERTA’ PER REALIZZAZIONE DISCARICA ABUSIVA. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cerignola, all’esito di un mirato servizio conseguente ad attività informativa di iniziativa, hanno denunciato in stato libertà LAPICIRELLA Domenico, classe ‘46, pensionato, pregiudicato del luogo, per abbandono di rifiuti ed attività di gestione di rifiuti non autorizzata. I Carabinieri hanno operato il sequestro di un’area di circa 100 mq., nella disponibilità del predetto, adibita abusivamente a discarica di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da pneumatici usurati, materiale in plastica e ferroso.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Foggia, Cerignola, stalking, droga: 12 arresti ultima modifica: 2013-08-27T13:19:06+00:00 da Redazione



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  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’avv. Eugenio Gargiulo: il Parlamento faccia ancora più attenzione al fenomeno dello stalking!

    Il decreto sul “femminicidio” segna importanti passi avanti, “prevedendo inedite misure pre-cautelari e meccanismi di tutela della persona offesa” e introducendo come “più rilevante novità” la irrevocabilità della querela. Lo segnala la Cassazione in una relazione illustrativa sulla legge.

    Sotto alcuni profili però, secondo il noto avvocato foggiano Eugenio Gargiulo “andrebbe rafforzato, in particolare per quanto riguarda il reato di atti persecutori, il cosiddetto stalking, e le ricadute sui minori”.

    Suscita “qualche perplessità – afferma infatti l’avv. Eugenio Gargiulo nella sua disamina del decreto legge approvato dal governo l’8 agosto – il fatto che il decreto non abbia previsto un’aggravante per il reato di atti persecutori commessi in presenza di minori,analoga a quella predisposta per i maltrattamenti commessi alla presenza di minori di 18 anni, ossia la ‘violenza assistita’”.

    Per questa, infatti, il testo stabilisce l’aumento di un terzo della pena, soppesando quindi “il complesso di ricadute di tipo comportamentale, psicologico, fisico, sociale e cognitivo, nel breve e lungo termine, sui minori costretti ad assistere ad episodi di violenza domestica e soprattutto a quelli di cui è vittima la madre”.

    Manca invece la “previsione di analoga aggravante con riguardo al reato di atti persecutori, che presenta ugualmente natura abituale e la cui consumazione può dunque obbligare (e l’esperienza insegna che di fatto spesso obbliga) minori ad assistere a comportamenti parimenti pericolosi per il loro corretto sviluppo psicologico”.

    Un rilievo analogo viene mosso a partire dall’aggravante introdotta per il reato di violenza sessuale in cui la vittima sia il coniuge, anche se separato o divorziato. Un punto che è stato a lungo dibattuto in giurisprudenza su cui “il legislatore dell’urgenza ha dunque rotto ogni residuo indugio ed ha soprattutto riconosciuto la specifica gravità della violenza sessuale perpetrata come manifestazione di dominio all’interno di un rapporto di coniugio o affettivo ovvero come strumento di ‘persecuzione’ successivo alla rottura di tali rapporti”. “

    Scelta che peraltro il decreto – obietta però l’avv. Eugenio Gargiulo– non ha replicato con altrettanta decisione con riguardo al delitto di atti persecutori”. Il decreto legge apporta anche una serie di modifiche la codice di procedura penale a supporto delle novità introdotte. Modifiche che riguarda le varie fasi del procedimento, dalle misure cautelari all’incidente probatorio, ma che nel loro svolgimento e nella tempistica “non sempre si distinguono per coerenza sistematica“.
    Foggia, 2 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Stalking: Legittimo il provvedimento che impone all’ex marito di allontanarsi, anche in caso di incontro imprevedibile, con la ex moglie!

    Stop alle zone “franche” per gli stalker in attesa di giudizio: da oggi non possono più passeggiare ovunque o entrare a piacimento nei posti pubblici – ad esclusione degli indirizzi off limits, come la casa della ex e il suo posto di lavoro – ma devono andarsene, e subito, da ogni luogo in cui ci sia, o faccia la sua comparsa, anche la “lei” alla quale non perdonano di averli mollati.

    Lo ha recentemente deciso la Cassazione aprendo uno scudo protettivo totale a difesa delle donne che denunciano per atti persecutori gli uomini che rendono la loro vita impossibile e rischiosa.

    Contrariamente a precedenti pronunce, i supremi giudici della Quinta sezione penale hanno stabilito che la tutela delle vittime, intanto che la giustizia lumaca fa il suo corso, deve prevalere sulle esigenze garantiste dei presunti stalker. ( così Cass. sent. n. 36887 del 9.09.2013.)

    Dunque i giudici, nei “divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati” dalle donne che chiedono protezione, non devono più specificare meticolosamente – pena l’esclusione dalla tutela – i luoghi frequentati dalle vittime e dai quali si devono tenere alla larga i diffidati. Perché sono le donne “vittimizzate” che devono essere libere di andare dove vogliono senza che la loro vita sociale sia limitata ai percorsi sicuri. È invece chi è sospettato di stalking che deve farsi indietro senza obiezioni sulla “compressione” della sua libertà di movimento.
    I divieti di avvicinamento, ha ricordato la Cassazione, sono pur sempre degli “atti coercitivi”.

    Con questa decisione, la Cassazione ha convalidato lo scudo che i magistrati di Lecce – con ordinanza emessa dal Tribunale del riesame il 20 luglio 2012 – hanno aperto a difesa di una ex moglie e delle figlie di un marito separato, di 33 anni, accusato di stalker e maltrattamenti e per questo finito agli arresti domiciliari dopo una iniziale permanenza in carcere di circa un anno. L’uomo aveva in seguito ottenuto la sostituzione dei domiciliari con la misura cautelare del divieto di avvicinarsi a tutti i luoghi frequentati dalla moglie e dalle figlie – con le quali aveva recuperato un rapporto sotto la sorveglianza dei servizi sociali – compreso il divieto di comunicare con la ex o con i familiari con lei conviventi “neppure mediante squilli telefonici o clacson”.

    Con ricorso alla Suprema Corte l’imputato ha protestato contro la genericità del divieto poiché i luoghi vietati non erano “espressamente indicati”. Tesi non condivisa dalla Quinta sezione penale–che ha scritto nero su bianco che una simile “predeterminazione sarebbe una inammissibile limitazione del libero svolgimento della vita sociale della persona offesa, che viceversa costituisce il precipuo oggetto di tutela” dallo stalking. Dato il contrasto sugli orientamenti, la Procura della Suprema Corte aveva chiesto che fossero le Sezioni Unite a dirimerlo. Ma non ce ne è stato bisogno.
    Foggia, 11 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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