Cronaca

WWF: stagione venatoria, si inizia con la solita pre-apertura pro doppiette

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(Ph: direttanews@)

Bari – RICOMINCIA la stagione venatoria e si ravvivano le polemiche. Oramai il copione è sempre lo stesso: la solita deroga alla normativa vigente consente a migliaia di doppiette di sparare sin dall’inizio di settembre, trasformando di fatto la pre-apertura della caccia in una prassi consolidata.

Di qui l’indignazione e la nostra ferma contrarietà ad una concessione sancita dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 1550 del 5 agosto 2013. Già dal 1 settembre, infatti, sarà possibile impallinare le tortore e dal 12 stessa sorte toccherà alle quaglie. Per giustificare l’ennesima deroga quest’anno la Regione si è aggrappata al documento ISPRA “Sintesi dello stato di conservazione delle specie oggetto di prelievo venatorio ai sensi della legge 11 febbraio 1992 n. 157 e successive modificazioni” che per la Tortora (Streptopelia turtur) afferma “Il periodo di caccia attualmente previsto dalla normativa nazionale (terza domenica di settembre-31 dicembre) è coincidente con le indicazioni contenute nel documento ORNIS della Commissione Europea e risulta accettabile sotto il profilo biologico e tecnico. Anche il prelievo anticipato al primo di settembre, nella modalità da appostamento fisso o temporaneo, ai sensi dell’art. 18, comma 2 della Legge n. 157/92, può essere ritenuto accettabile”.

Ricordiamo che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è la massima autorità scientifica nazionale in materia e la strumentalizzazione dei suoi pareri è quanto mai inopportuna.

Eppure la Regione Puglia soffre di improvvise amnesie, tant’è che nel 2012 il WWF fu costretto a ricorrere al TAR per bloccare la pre-apertura della caccia, in quanto aveva clamorosamente dimenticato un importantissimo parere dell’ISPRA e di conseguenza il Giudice considerò “immotivato il discostamento dalle direttive ISPRA 2012 dettate da esigenze precauzionali di salvaguardia della fauna in considerazione delle particolari condizioni climatiche”. L’anno scorso, infatti, il grande caldo, la siccità e gli incendi decimarono le popolazioni di animali selvatici. Se è pur vero che quest’anno le condizioni meteo sono state meno critiche e sono diminuiti gli incendi su tutto il territorio nazionale, tuttavia la Puglia è stata la regione più colpita con 356 incendi, che hanno interessato nel periodo 1 gennaio – 14 agosto 2013 una superficie minore ma hanno distrutto aree di elevato pregio ambientale, soprattutto nel Salento. Come mai questi argomenti non sono mai tenuti in considerazione dalla Giunta Regionale? Che i dati della Protezione Civile e del Corpo Forestale siano meno degni di attenzione?

Quest’anno l’anticipo di 15 giorni recherà un notevole disturbo a numerosissime specie migratrici e stanziali sia indirettamente (basti pensare al rumore degli spari) sia direttamente, in quanto le Tortore selvatiche (Streptopelia turtur, unica specie cacciabile il 1 settembre) sono pochissime in questi giorni in gran parte del territorio regionale e pertanto potremmo assistere alla mattanza di specie “simili” come la Tortora dal collare e i Piccioni domestici e selvatici, tutte specie non cacciabili, con buona pace dell’ISPRA e della Legge.

“Auspichiamo che nelle giornate di pre-apertura i controlli sui cacciatori, da parte delle autorità competenti, siano ancor più capillari e mirati – afferma il dott. Cristiano Liuzzi, naturalista e ornitologo – In questi giorni il passaggio di Tortore selvatiche nei cieli pugliesi è scarso o pressoché nullo e per questo i cacciatori non avranno selvaggina da poter sparare, il rischio che vengano colpite altre specie è davvero elevatissimo”.

Proponiamo, altresì, che le tasse pagate dai cacciatori vengano utilizzate per interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli ecosistemi, interventi volti a rendere gli habitat più idonei al ripopolamento e al miglioramento degli esseri viventi, specie faunistiche comprese. Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1549 del 5 agosto 2013 sono stati finanziati i programmi di intervento provinciali per euro 2.000.000,00 (due milioni di euro!!!), alla faccia della spending rewiew e dei sacrifici economici dei cittadini. Tali interventi dovrebbero essere supportati dai necessari pareri tecnico scientifici a garanzia degli obiettivi attesi.

“Il business delle doppiette male si concilia con le politiche di tutela del territorio tanto sbandierate da questa Giunta Regionale – ha aggiunto il dott. Mauro Sasso, Vicepresidente del WWF Puglia e referente per la biodiversità – È di questi giorni la notizia dell’annullamento delle esercitazioni a fuoco nel Parco dell’Alta Murgia, ma un altro fiume di piombo si sta per depositare sulle nostre terre con l’avvallo di chi dovrebbe mostrare più coerenza negli atti pubblici.”.

Un ulteriore problema, infatti, è legato all’elevata quantità di piombo da cartucce che verrà scaricata sui suoli. Guarda caso l’ISPRA ha pubblicato il dettagliato dossier “Il piombo nelle munizioni da caccia: problematiche e possibili soluzioni”, dimostrando come il munizionamento da caccia rappresenti una fonte non trascurabile di inquinamento da piombo, in grado di avvelenare gli uccelli selvatici, contaminare il terreno e determinare un rischio sanitario per l’uomo. Nel rapporto vengono illustrati in dettaglio gli effetti della contaminazione causata dall’attività venatoria e le soluzioni che possono essere adottate per superare le diverse problematiche.

Il fiume di denaro che alimenta il business delle doppiette è insostenibile dal punto di vista ambientale e finanziario e necessita di una riforma oramai non più procrastinabile.

(A cura ufficio stampa WWF Puglia)



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