GarganoManfredonia
A cura di Antonio Del Vecchio

Il graffitismo a Grotta Paglicci (di Antonio Del Vecchio)

Molti studiosi hanno individuato l’origine dell’arte più antica in segni incisi più o meno intenzionalmente su pietra ed osso a forma di linee parallele, zig-zag, a semicerchi concentrici, o coppelle

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Rignano Garganico. Il Graffitismo e la pittografia a Grotta Paglicci (Paleolitico) e dintorni (età neolitica e dei metalli), a Rignano Garganico. . Ecco di seguito un excursus concettuale e storico sul tema. Tra graffiti e graffitismo esiste un nesso logico non solo di tipo grammaticale , ma anche creativo. Infatti, se è vero che la creatività dell’arte si manifesta per la prima volta nell’infanzia e nell’adolescenza, allorché il soggetto scopre il proprio ‘io’ , ma non potendo ancora esprimersi razionalmente per via dell’età, avverte l’insopprimibile bisogno di dare ad esso una dimensione reale. Lo fa, secondo il Vico, attraverso il linguaggio dell’arte che è il sentire la natura e il camminare attraverso la fantasia, perché questo, a suo dire, è il primo grado del sapere, il vero mitologico degli antichi. Dopo viene con la maturità quello di tipo razionale e mentale. Quindi, l’uomo primitivo, privo del sostegno del sapere razionale e non ancora in possesso del linguaggio appropriato si esprime con la forma artistica più semplice ed elementare, quella dei graffiti. Parimente accade all’infanzia e all’adolescenza odierna, che lo fa con i segni e i disegni del graffitismo, di cui solo egli ne conosce l’intenzione e il significato. Quindi, infanzia dell’umanità (preistoria) e infanzia anagrafica viaggiano sullo stesso binario. Il Graffitismo nel tempo e nella storia.

Se è vero che l’arte è connaturata all’uomo, il graffito rappresenta l’espressione artistica più antica, allorché si usavano non la moderna matita da disegno, né i pennelli per pittura e neppure le bombolette a spray dei tempi più recenti, ma strumenti rudimentali, dai punteruoli in selce o in osso del Paleolitico agli scalpelli, chiodi, punteruoli, stiletti o altri utensili del genere in metallo. Molti esempi di graffiti sono disegni astratti o simbolici, che svolgevano forse un ruolo di comunicazione concettuale prima dell’avvento della scrittura. Graffiti sono già presenti nel Paleolitico Superiore, come nelle incisioni rupestri o su oggetti mobili di Grotta Paglicci, di cui si dirà. Numerose sono, invece, le testimonianze delle epoche storiche giunte fino a noi, dai fenici (il graffito della tomba d’Ahiram) all’impero romano (il Graffito di Alessameno) mentre, nel periodo paleocristiano e nell’alto medioevo, graffiti sono presenti anche nelle lapidi funerarie. Il grado di complessità è altamente variabile in dipendenza del tipo di graffito, e può andare da una semplice incisione ad una pittura elaborata dei muri. Molti studiosi hanno individuato l’origine dell’arte più antica in segni incisi più o meno intenzionalmente su pietra ed osso a forma di linee parallele, zig-zag, a semicerchi concentrici, o coppelle. Accanto a questa opzione suggestiva se queste composizioni di linee su oggetti risalenti a mezzo milione di anni fa, siano espressione intenzionale, o un semplice gioco, oppure un’operazione funzionale,è stata affiancata l’altra non meno vaga che le composizioni funebri ritrovate in alcune tombe con scheletri o resti decorati con ocra rossa e corredati da conchiglie, corna di cervide, zanne e crani di mammut, crani di orsi e manufatti. Arte e Religione.

ARTICOLO INTEGRALE
Grotta Paglicci e il Graffitismo

(A cura di Antonio Del Vecchio, agosto 2015)



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