Manfredonia
Nota inviata al Presidente del Tribunale Dott. Aurelio Gatto, al Commissario Gruppo Sangalli Dott. Stefano Ambrosini, al Presidente della Giunta Regione Puglia Dott. Michele Emiliano

Sangalli Vetro, Riccardi al Tribunale di Treviso: e i soldi per la bonifica del sito?

"Si ipotizza che saranno necessari tra i 5 e 10 milioni di euro per lo smaltimento dei rifiuti ed eventuale bonifica del sito ma crediamo sia necessaria una perizia giurata con la relativa valorizzazione dei costi di smaltimento e ripristino delle aree"

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Manfredonia – ”(…) Chiediamo che il tribunale di Treviso, sensibile ai temi della salvaguardia della salute e della tutela dell’ambiente, se pur geograficamente lontano dal territorio pugliese, faccia chiarezza sui contenuti e sugli obiettivi del Piano di concordato proposto dagli amministratori della società perché, da quello che si evince chiaramente, tali signori non intendono destinare un centesimo per la salvaguardia del territorio malgrado la responsabilità di avere, in pochi anni, costruito e abbandonato uno stabilimento di tali dimensioni a un chilometro dal centro abitato di Manfredonia e dalla costa garganica del territorio di Monte Sant’Angelo”. E’ quanto scritto in una nota del 25 agosto 2015, a firma del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, inviata al Presidente del Tribunale di Treviso Dott. Aurelio Gatto, al Commissario Gruppo Sangalli Dott. Stefano Ambrosini, al Presidente della Giunta Regione Puglia Dott. Michele Emiliano. Con la nota il sindaco, riferendosi al “Piano di concordato preventivo” proposto dagli amministratori della Sangalli Vetro Manfredonia, esprime dunque “viva preoccupazione per il fatto che detto documento non prevede alcuna voce di costo per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati nello stabilimento, né di quelli che saranno generati con la vendita e lo smantellamento dell’impianto.” “Il piano – scrive il sindaco Riccardi – prevede la liquidazione con totale cessione/vendita dei beni ma senza lo smaltimento dei rifiuti la stessa alienazione risulterebbe illegale. La menzionata proposta, inoltre, non prevede alcuna spesa per il ripristino e la bonifica dell’area”.

“Fatto ancora più inquietante – è scritto ancora nella nota del 25 agosto 2015 – è che il Piano abbia ricevuto l’immediata ammissione da parte del Tribunale di Treviso. Nessuno dei protagonisti della deplorevole vicenda si è preoccupato di rilevare l’ingiustificabile assenza della doverosa opera di smaltimento dei rifiuti. In oltre 500 pagine di relazioni, perizie estimative, budget, preventivi, offerte vincolanti, asseverazioni, facenti riferimento al periodo attuale e fino a completa liquidazione dello stabilimento, non è prevista alcuna voce di costo per smaltimento dei rifiuti, se non per la quota del 5% di gasolio e per una quota parte di materie prime del forno, inalienabili e quindi detratte dal valore di ricavo e giustamente considerate costo di smaltimento”.

“Si evidenzia – continua il primo cittadino – l’assenza di una perizia estimativa delle voci e dei costi di smaltimento mentre si rilevano delle perizie di valorizzazione dei beni mobili e immobili: voci con valutazioni a zero Euro o addirittura con valorizzazione di parecchie centinaia di migliaia di euro per parti di impianto invendibili perché non riutilizzabili in caso di smantellamento, vedi per esempio più del 90% dei refrattari che compongono il forno di fusione e il bagno di stagno. Gli stessi arredi, l’elettronica obsoleta e guasta, sono stati valorizzati a zero Euro o con rivalutazioni di possibile ricavo, anche se presumibilmente una corretta e più realistica perizia avrebbe dovuto indicare un segno negativo perché avrebbe dovuto considerare una voce di costo per smaltimento e non di ricavo. Uno stabilimento di produzione vetro, del tipo in questione, richiede la realizzazione di immobili con layout personalizzati che difficilmente per dimensioni, disposizione, difficoltà di eventuale compartimentazione, caratteristiche strutturali e impiantistiche, potranno essere destinati ad attività diverse da quelle della produzione del vetro float e quindi venduti o affittati per altri scopi industriali o artigianali”.

“Per le ragioni di cui sopra, oltre alla mancata previsione dei costi di smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi, si ritiene che il possibile ricavo per la cessione degli immobili sia stato erroneamente stimato superiore ai tre milioni di euro. Nella migliore delle ipotesi detti immobili rimarranno inutilizzati e abbandonati fino alla fatiscenza, come brutte cattedrali nel deserto. Ancora una volta la comunità dovrà accollarsi i costi dell’abbattimento e smaltimento di milioni di metri cubi di cemento, oltre allo smaltimento di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi. Con la presente s’intende denunciare l’incompletezza del piano di concordato presentato e accettato dal Tribunale. Si ipotizza che saranno necessari tra i 5 e 10 milioni di euro per lo smaltimento dei rifiuti ed eventuale bonifica del sito ma crediamo sia necessaria una perizia giurata con la relativa valorizzazione dei costi di smaltimento e ripristino delle aree nello stato in cui si trovavano, con lo stesso dettaglio e possibilmente con maggior scrupolosità come effettuato per la valorizzazione dei beni vendibili. Il territorio su cui insiste la Sangalli Vetro Manfredonia in passato ha subito notevole inquinamento del terreno, della falda e del mare da parte dello stabilimento Enichem. Da oltre venti anni la collettività paga l’opera di smantellamento, di smaltimento dei rifiuti e di bonifica del sito, tutt’ora in atto e non completata. La popolazione, il territorio, le istituzioni locali, regionali e nazionali non possono permettere che si ripetano gli scempi del passato che hanno portato e portano all’inquinamento del territorio e al successivo ritardato estremo tentativo di ripristino con costi e tempi esorbitanti”, scrive tra l’altro il sindaco nella nota.

FOCUS SANGALLI VETRO

Redazione Stato,ddf@riproduzioneiriservata



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Commenti


  • u scupastred

    Bonifica su bonifica. Povera la nostra città, poveri noi. Bisogna impugnare il provvedimento in quanto il principio costituzionale è quello del chi inquina paga.


  • TOGLIETE LE DECINE DI TONNELLATE DI MATERIALE GIACENTE SULL'ENTRATA DEL MOLO DI PONENTE

    Bravo Sindaco! Devo bonifcare e pagare. Come anche le ditte che espletano lavori debbono provvedere a togliere tutto il materiale e non che si fanno le montagne e restano per mesi!


  • gigi

    Quindi dobbiamo ipotizzare che il sindaco di Manfredonia sa già che lo stabilimento non partirà mai più….allora non illidete gli operai che stanno presidiando l’impianto da oltre 8 mesi…
    che qualcuno gli dica che è tutto finito….


  • gino

    silenzio, il bello viene ora.


  • semprevigile

    Questa è l’Italia dei furbi…. Poveri soldi e territorio nostri….Diceva bene qualche dottore, all’epoca del contratto d’area, questo, come già altri, si rileverà un ennesimo contratto d’area “fritta”… e così è stato.

  • per gigi l’intervento del sindaco letto nella sua completezza non da affatto per scontato la chiusura ma per contrastarla mette in evidenzia al tribunale di treviso e non solo, la non completezza del piano di chiusura rendendolo inaffidabile.
    Questo è un forte passo nei confronti dell’azienda che già nel 2012 ipotizzava la chiusura dello stabilimento e solo con la sinergia di operai amministrazione e politici locali si stanno, speriamo che ci riescano, guadagnando il rientro lavorativo.
    Sta bene Sindaco Riccardi contro Energas, scelta molto ponderata e sensata, lotta al governo per evitare le trivellazioni, e al fianco dei lavoratori della Manfredonia Vetro un sindaco modello


  • Energas: vade retro!

    E voi credete ancora nei politici locali?


  • Michele Castigliego

    In effetti ….. maca del tutto il ripristino del sito nei documenti. Il sito rientra nel campo di applicazione AIA e quindi va riportato nelle condizioni iniziali per LEGGE! I reati ambientali è bene ricordare sono anche penali!


  • Il guardiano del faro

    e per i veleni dell’enichem?


  • gino

    Mo ci pensano i sindacati tranquilli ahahahhahaha ha non illudere e tutto finito troviamo un altro impiego


  • Cittadino Manfredoniano

    Bravo Sindaco ! Questo sindaco ha le palle !
    Infatti dovete leggere tra le riga, ha lanciato un chiaro messaggio la Manfredonia Vetro non può essere smantellata e se qualcuno pensa questo deve fare i conti con il territorio.
    Quindi rimane una sola possibilità, la Manfredonia Vetro deve ripartire!
    Il piano della Sangalli fa acqua da tutte le parti ma adesso il tribunale non potrà far finta di nulla.
    Bravo Riccardi ne sai una più del diavolo !


  • Dipendente Sangalli

    Bravo Sindaco fagli vedere che qui nessuno può fare quello che vuole.
    La Manfredonia Vetro ripartirà, adesso ne sono certo!
    Con l’ambiente non si scherza.
    Carii Sangalli pensavate di prendervi il buono e lasciare la monezza?
    Il super Sindaco Riccardi, i dipendenti e il territorio ti faranno rimpiangere le scelte scellerate che tu e la tua famiglia avete fatto in questi ultimi cinque anni.


  • Angel48190

    Manfredonia è prettamente un luogo turistico ma bisogna svilupparlo con veri fatti non a chiacchiere se non si fanno neanche delle adeguate disinfettazioni alle spiagge…

  • ma non era il sindaco che diceva che il contratto d’aria non era un fallimento?
    per i politici non era un fallimento,ma per i lavoratori si che era un fallimento.


  • Io ci credo

    Per Gino e Gigi: l’invidia è la gelosia sono una brutta cosa. Non so se lavorate o siete parassiti della società, di certo rispecchiate il classico modello del manfredoniano tipo. Se la vita vi ha spesso riservato delusioni, preparatevi a subirne l’ennesimo perché quel sito ripartirà e tutti i gufi e tirapiedi come voi sono invitati avanti ai cancelli dello stabilimento per un caffè e per farvi vedere cosa vuol dire lottare per il lavoro, la cosa giusta e per la sopravvivenza del nostro territorio. Ma forse i vostri cervelli sono troppo piccoli per capirlo. Ma vi voglio bene comunque!


  • gino

    X io ci credo cambia nome in solo io ci credo!!!!!
    E morto tutto !!!!!datti pace. Mi spiace anche a me perché siamo colleghi.


  • Redazione

    29.08.2015
    Vertenza Sangalli. Un piano di concordato preventivo che non convince

    Il sindaco contesta che non siano stati preventivati costi “per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati nello stabilimento, né per quelli che sarebbero generati con la vendita e lo smantellamento dell’impianto”.

    Il sindaco di Manfredonia non molla la presa sulla vertenza che riguarda la Manfredonia Vetro e, di riflesso, centinaia di dipendenti con relative famiglie al seguito. L’ultima iniziativa intrapresa da Riccardi evidenzia come continui a non lasciare nulla al caso e, anzi, la vicenda venga affrontata nelle sue plurime sfaccettature.

    E’ del 25 agosto scorso la raccomandata con cui il primo cittadino esprime, al presidente del Tribunale di Treviso, al commissario liquidatore del gruppo Sangalli e, per conoscenza, al presidente della Regione Puglia, la propria preoccupazione perché il Piano di concordato preventivo non prevede alcun costo per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati nello stabilimento, né per quelli che sarebbero generati con la vendita e lo smantellamento dell’impianto. Non è nemmeno prevista, per giunta, alcuna spesa per il ripristino e la bonifica dell’area”. Boom! Colpiti e affondati.

    Il documento è stato analizzato con attenzione, quella che, a quanto pare, il Tribunale di Treviso non ha usato, ammettendo un simile piano di liquidazione. Le 500 e passa pagine di relazioni, perizie, preventivi e tanto altro, non prendono in considerazione lo smaltimento dei rifiuti, però si arriva ad ipotizzare un ricavo di circa tre milioni di euro “per alcune parti di impianto invendibili perché non riutilizzabili in caso di smantellamento. Nella migliore delle ipotesi – rileva ancora il sindaco di Manfredonia – detti immobili rimarranno inutilizzati e abbandonati fino alla fatiscenza, come brutte cattedrali nel deserto. Ancora una volta la comunità dovrà accollarsi i costi dell’abbattimento e smaltimento di milioni di metri cubi di cemento, oltre allo smaltimento di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi”.

    Ancora una volta, è il caso di dirlo in considerazione dell’innegabile tenacia di Riccardi, nulla rimarrà intentato, né per quanto concerne la questione occupazionale e né per quella dell’eventuale bonifica dell’area. Se si ripetesse il copione visto in passato con l’Enichem sarebbe una beffa per tutti, prima ancora che per il sindaco che ha raccolto consensi raccontando del caso di Manfredonia negli affollati incontri ciclici della rete che racchiude i 183 comuni italiani con aree contaminate da bonificare, convenzionalmente definiti Siti di Interesse Nazionale (SIN), che ha portato all’attenzione del Governo le 35/40mila tonnellate fra rifiuti tossici e nocivi della tristemente nota ‘ex pista Vigili del Fuoco’ (o ‘discarica Marchesi’, dal nome dell’ingegnere capo produzione del caprolattame che pare ne curò il riempimento), che ha fatto bacchettare la Syndial dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha fatto partire il primo studio epidemiologico partecipato sulla salute dei sipontini, proprio per capire se e cosa ci è rimasto come ‘effetto collaterale’ del succitato vecchio insediamento industriale.

    Interpretando il pensiero dell’intera cittadinanza, Angelo Riccardi incalza con la sottolineatura che “Il territorio ha subìto in passato notevole inquinamento del terreno, della falda e del mare. Da oltre venti anni la collettività paga smantellamento, smaltimento dei rifiuti e bonifica del sito, tutt’ora in atto e non completata. La popolazione, il territorio, le istituzioni locali, regionali e nazionali non possono permettere che si ripetano gli scempi del passato che hanno portato e portano all’inquinamento del territorio e al successivo ritardato estremo tentativo di ripristino con costi e tempi esorbitanti”.

    Forte e tranciante, oltre che amaramente provocatoria, la conclusione della missiva quando il sindaco Riccardi, rivolgendosi al Tribunale di Treviso, chiede si faccia “chiarezza sui contenuti e sugli obiettivi del Piano di concordato proposto dagli amministratori della società perché, da quello che si evince chiaramente, tali signori non intendono destinare un centesimo per la salvaguardia del territorio malgrado la responsabilità di avere, in pochi anni, costruito e abbandonato uno stabilimento di tali dimensioni a un chilometro dal centro abitato di Manfredonia e dalla costa garganica del territorio di Monte Sant’Angelo”.

    Matteo Fidanza – Ufficio Stampa – Città di Manfredonia

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