Cronaca
Nota stampa

Sfruttamento braccianti, Barone: introdurre reato caporalato

Sono state inoltre rilevate violazioni amministrative in materia di lavoro e “maxi sanzioni” per lavoro a nero pari ad oltre 300.000 euro

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Foggia – Il bollettino delle forze dell’ordine in queste ore in provincia di Foggia non è tra i più confortanti: su 61 aziende agricole controllate, la metà sono risultate irregolari; sono stati verificati 430 lavoratori e, di questi, larga parte sono risultati occupati in “nero” o con contratti irregolari. Sempre più dilagante, quindi, il fenomeno del lavoro nero estivo e del Caporalato nel Mezzogiorno. La provincia foggiana ha visto in queste ore costanti blitz delle forze di polizia in varie aree della provincia, con conseguente ammonimento per 6 aziende agricole, destinatarie di diversi provvedimenti di sospensione della attività imprenditoriale, essendo stato accertato l’impiego di personale a nero.

Sono state inoltre rilevate violazioni amministrative in materia di lavoro e “maxi sanzioni” per lavoro a nero pari ad oltre 300.000 euro, ed è stato, infine, deferito all’Autorità Giudiziaria un imprenditore agricolo perché non forniva i necessari dispositivi di protezione, volti a preservare da infortuni sul lavoro, il personale occupato. Oscura anche la vicenda del giovane bracciante agricolo disperso tra le campagne foggiane, così come denunciato dal Flai-Cgil Puglia. Infatti, non si hanno più notizie del giovane, presumibilmente del Mali, e del suo cadavere non c’è traccia negli obitori, né di San Giovanni Rotondo né di Foggia.

In merito a queste vicende interviene la consigliera regionale del M5S Rosa Barone, componente della Commissione Agricoltura presso il Consiglio della Regione Puglia: “Per quanto ci sia da fare chiarezza sul suo destino, sono vicina alla famiglia del giovane lavoratore. E’ intollerabile che chi arriva in Italia per cercare lavoro possa trovare la morte e rischi di non trovare neanche degna sepoltura. La Regione Puglia – continua Barone – è tra quelle del Mezzogiorno che vive maggiormente di agricoltura e lo sfruttamento ad esso connesso è una piaga sociale da sconfiggere. Il nostro Consiglio Regionale dovrebbe dimostrare in modo serio, che funga da esempio per altre regioni, come intende contrastare queste tristi azioni di sfruttamento. Ci batteremo in Regione – prosegue la consigliera pentastellata – per l’istituzione di una vera e proprie Agenzia regionale per il lavoro nei campi, che tuteli lavoratori e agricoltori (i quali si dovrebbero obbligatoriamente iscrivere, a titolo gratuito), e rappresenti un presidio di controllo in termini di condizioni del lavoro sotto il profilo amministrativo e sanitario. Una realtà che unisca domanda e offerta del mondo agricolo, in maniera da esercitare un controllo a monte, e che offra assistenza legale oggi del tutto assente per queste categorie di lavoratori. Inoltre – conclude Barone – a livello nazionale potrebbe essere istituito una nuova fattispecie di reato, il reato di caporalato, un deterrente efficace per chi oggi delinque in tal senso, e non viene adeguatamente punito”.

(nota stampa)



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