FoggiaSan Severo
La solidarietà del mondo politico e della città

San Severo, rinvenute 2 pistole sotto l’auto di Dino Marino

Tanti gli attestati di stima pervenuti dal mondo politico locale e provinciale


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San Severo. “Forte preoccupazione dopo gli episodi registrati presso il centro migranti ‘Arena’ di San Severo”. Ad esprimerla è l’intera segreteria cittadina del Pd di San Severo attraverso una nota stampa, nella quale chiede che la Regione Puglia faccia chiarezza sui fatti occorsi, il 23 agosto scorso, presso la Cooperativa sociale in via del Demanio a San Severo, in occasione della tour conoscitivo intorno ai centri di accoglienza di Capitanata, promosso dalle europarlamentari Elena Gentile e Cécile Kyenge.

“È necessario – si legge nel comunicato – fare chiarezza in merito alle dinamiche di reale integrazione poste in essere dall’Associazione Ghetto Out di Casa Sankara che gestisce il centro e sulla presunta presenza di circa quaranta ospiti privi di permesso di soggiorno”.

Nel rimarcare il pieno appoggio all’operato delle europarlamentari, Cècile Kyenge ed Elena Gentile, del nostro consigliere comunale Dino Marino e di Mariella Romano del Coordinamento cittadino, la segreteria cittadina del Pd di San Severo chiede “trasparenza su tutta la vicenda. È giusto che sia dissipato ogni sospetto in merito a presunti intrecci e interessi di natura economica”. Infine, “esprimiamo forte solidarietà al nostro rappresentante in seno al Consiglio Comunale Dino Marino, che è stato oggetto di un episodio poco chiaro. La polizia chiamata da un vicino di casa, ha rinvenuto sotto la Smart del nostro consigliere, parcheggiata in via Governolo, due pistole modificate riposte sotto l’auto da due giovani. Gli inquirenti stanno visionando le telecamere della zona. Non vorremmo che la vicenda fosse legata alla denuncia fatta proprio dal nostro consigliere Dino Marino sulla gestione della struttura Arena a cui è stato vietato l’accesso agli europarlamentari Elena Gentile e Cecilie Kynege ed appunto al consigliere comunale del Pd, Dino Marino”, conclude la segreteria Pd.

Non si è fa attendere la solidarietà del primo cittadino di San Severo, Francesco Miglio, che si chiede, “quale possa essere la motivazione del fatto e – precisa – non è mio compito accertarlo. Mi auguro che chi di competenza possa presto individuare gli autori del gesto e punirli come meritano, secondo i dettami di legge. A Dino, mio oppositore politico in questo momento, ma mio amico da tantissimi anni, porgo la mia personale solidarietà. Ai cialtroni che hanno fatto ciò dico che non fanno paura alla gente perbene nella mia città e chiunque vorrà utilizzare gli strumenti della violenza e, o della intimidazione avrà sempre come avversari questo Sindaco, l’amministrazione comunale, e – conclude – tutti i sanseveresi onesti e perbene”.

Tanti gli attestati di stima pervenuti dal mondo politico locale e provinciale. Velati tuttavia dal sospetto escludibile, almeno per ora, in attesa dei risconti inquirenti, che l’episodio sia in qualche modo collegato alle denunce sollevate dal Consigliere comunale sulle presunte opacità gravitanti sotto il profilo finanziario intorno alla gestione del centro Arena. Un giro di denaro pubblico che farebbe gola a noti ambienti della criminalità organizzata locale. “Ringrazio tutti i miei amici e chi mi ha voluto esprimere solidarietà”, commenta Marino dicendosi “tranquillo e per nulla preoccupato. Capisco che l’atto in se è molto deplorevole, anche se fatto solo casualmente. Ma se fosse accostato alla questione migrazione diventerebbe molto preoccupante per , non per me”.

Intanto, prima che il presunto ‘avvertimento’ raggelasse ancora una volta gli animi già esacerbati dall’ultimo agguato di stampo mafioso consumato il 9 agosto scorso nelle campagne di San Marco in Lamis, qualche tempo prima erano giunte in redazione le precisazioni del consigliere alla nota stampa diramata dall’Associazione Ghetto Out che ad oggi, dallo sgombero del Gran Ghetto, gestisce quasi 350 migranti dislocati tra Casa Sankara e l’Arena.

“Apprendo da un comunicato di ‘Casa Sankara San Severo’ che il vice presidente della cooperativa sostiene, testualmente: ‘Con il consigliere comunale Dino Marino non voglio entrare in polemica, ma se ci siamo visti il giorno prima della loro visita perché non me lo ha detto?’ Capisco che –aggiunge il consigliere -, per le cose che ho denunciato il personaggio in questione voglia delegittimare il mio operato, facendo passare il messaggio che ci siano tra me e loro contatti stretti e frequenti. Ebbene – puntualizza -, visto che non ho mai avuto il dispiacere di parlare con lui, nè prima né, tantomeno, nei giorni scorsi, utilizzo questo mezzo per comunicare formalmente che mi sono rivolto al mio legale per depositare una querela nei confronti di Mbaye Ndiaye e che altrettanto farò nei confronti di chi cercherà di delegittimare la mia azione politica volta alla ricerca della verità e condotta nel nome della legalità. Invece di provare ad associare il mio nome al loro e – prosegue – di far quasi passare il messaggio che io sarei contiguo e connivente con lui, il signor Mbaye ci rendesse edotti, con prove concrete e non con vuote chiacchiere, della provenienza e di come vengono spese le somme che – conclude -utilizzano per gestire circa trecento cinquanta persone, giacché nessuno può credere alla fandonia che loro non prendono soldi”.

(A cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

San Severo, rinvenute 2 pistole sotto l’auto di Dino Marino ultima modifica: 2017-08-27T10:05:55+00:00 da Ines Macchiarola



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