Economia
"A fronte di questo trend di crescita, purtroppo, saranno necessari altri 8 anni per recuperare la situazione registrata nell’anno pre-crisi"

DEF “Con crescita stimata situazione pre-crisi solo nel 2024”

"Gli investimenti – sottolinea il segretario della CGIA Renato Mason - sono una componente importante del Pil nazionale"

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Roma. “Con una crescita del Pil che per ciascuno degli anni a venire è stimata attorno all’1 per cento, l’Italia dovrebbe ritornare ai livelli pre-crisi non prima del 2024, vale a dire fra 8 anni.” A dirlo è il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, ipotizzando, così come dovrebbe emergere anche dalla nota di aggiornamento del Def che sarà presentata oggi, un incremento del Pil per l’anno in corso dello 0,8 per cento e per gli anni a venire di un punto percentuale circa. A fronte di questo trend di crescita, purtroppo, saranno necessari altri 8 anni per recuperare la situazione registrata nell’anno pre-crisi (2007).

“Con un livello del Pil reale che nel 2015 si è attestato sulla soglia registrata nel 2000 – conclude Zabeo – il recupero della nostra economia non è dietro l’angolo. Anzi. A nostro avviso è necessario imporre a Bruxelles, come era stato ipotizzato nel 2014 durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, che gli investimenti pubblici in conto capitale in tutta Ue non ricadano nel perimetro definito dal rapporto deficit/Pil. Grazie a ciò, quasi sicuramente potremmo far ripartire la nostra domanda interna e conseguentemente anche i consumi delle famiglie italiane che, purtroppo, rimangono ancora su livelli molto contenuti”. La necessità di rilanciare gli investimenti è uno degli argomenti che sta particolarmente a cuore alla CGIA che ha salutato con soddisfazione le misure incluse nel Piano nazionale “Industria 4.0”.

“Gli investimenti – sottolinea il segretario della CGIA Renato Mason – sono una componente importante del Pil nazionale. Se non miglioriamo la qualità dei prodotti, dei servizi e dei nostri processi produttivi siamo destinati a impoverirci. Senza investimenti questo paese non ha futuro. Ma affinché le piccole imprese e i lavoratori autonomi possano sfruttare le possibilità introdotte o in fase di definizione da parte del Governo, è necessario che le banche ritornino a erogare il credito. Altrimenti, le Pmi quali risorse utilizzeranno per investire visto che tradizionalmente sono sottocapitalizzate e a corto di liquidità?”.



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    Condivido le dichiarazioni del coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo: ” …è necessario imporre a Bruxelles che gli investimenti pubblici in conto capitale in tutta Ue non ricadano nel perimetro definito dal rapporto deficit/Pil. Grazie a ciò, quasi sicuramente potremmo far ripartire (anche) la nostra domanda interna e conseguentemente anche i consumi delle famiglie italiane”.
    Tuttavia, questo significa abbandonare, di fatto, le politiche di austerità che ci sono imposte dalla Germania. Ora non credo che la Germania ci consentirà di allargare i cordoni della borsa per finanziare gli investimenti pubblici ricorrendo all’indebitamento di bilancio.
    Quindi, continueremo ad avere recessione economica, disoccupazione, povertà e sofferenze sociali ancora per molti anni.

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