Manfredonia
Dopo la conclusione del fermo biologico

Manfredonia, “Riparte la pesca a strascico: ancora imbarcazioni sottocosta”

Dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia comunicano che "I controlli continueranno senza sosta su terra e in mare"

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Manfredonia. DOPO la conclusione del fermo biologico, che ha vietato la pesca a strascico in diverse zone di mare italiano (dal 16 agosto al 26 settembre da Pesaro a Bari), sono riprese da stamani le attività degli operatori del compartimento marittimo locale. Il provvedimento era stato reso operativo per il tratto nord dell’Adriatico (da Trieste a Rimini) già dallo scorso 25 luglio. Si ricorda come la misura sta interessando attualmente l’area a sud del brindisino, lo Jonio e il Tirreno dal 17 settembre e fino al 16 ottobre.

“Con la ripresa delle attività – segnalano i lettori di Stato Quotidiano – sono ripartite anche le violazioni da parte degli operatori. Stamani in località Monte Saraceno non sono state rispettate le distanze previste”.

Come riporta wikipedia, ”Le reti a strascico distruggono o asportano qualunque cosa incontrino sul fondale, pesci, invertebrati, coralli, alghe, posidonie, eccetera e lasciano un ambiente devastato dove le comunità biotiche originarie si potranno reimpiantare solo dopo molto tempo. Peraltro, la pesca a strascico fornisce la maggioranza del pescato di specie demersali, e ciò anche a paragone del numero di operatori. Questo è particolarmente grave nel caso di ecosistemi complessi e di fondamentale ruolo biologico come quello della prateria di Posidonia oceanica, che possono essere totalmente distrutti anche con una sola passata. Proprio per evitare questo in alcuni paesi, ad esempio in Italia, si è deciso di vietare la pesca a strascico sottocosta (entro le 3 miglia marine o al di sopra della batimetrica dei 50 metri), dove queste comunità complesse si sviluppano, ma ciò nonostante è frequente leggere sui quotidiani di pescherecci che strascicano impunemente nelle zone vietate facendo danni irreparabili e minando le loro stesse possibilità di pesca future”.

Dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia comunicano che “I controlli continueranno senza sosta su terra e in mare”.

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata



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Commenti


  • politica fallimentare

    E poi ci lamentiamo che il mare nin offre più nulla..
    Oppure ci lamentiamo che l enegas posera deii tubi sul fondo.


  • La repubblica delle banane

    il 90% del pesce a Manfredonia si vende in nero! Non c’è alcun tipo di controllo basilare nelle rivendite, dalle etichettature, alle modalità iginieche di vendita e ne tanto meno sul rilascio degli scontrini fiscali. Il pesce viaggio nei cofani delle auto, si vende ovunque in nero in vari punti di Manfredonia. Grazie al piffore poi fallisconi i mercati ittici. Ma le Cp, l’annonaria, nas dei carabinieri e Finanza che cosa fanno?


  • Franco

    Stamattina alle 12,30 a Varcaro alla grande a 100 metri dalla spiaggia…


  • genio

    STAMATTINA TRA MANFREDONIA E MATTINATELLA ERA PIENO DI MOTOPESCA IN ATTIVITA’ DI PESCA A STRASCICO A NEANCHE 30 MT DALLA COSTA


  • genio

    SENZA NESSUN SCRUPOLO E SENZA PAURA PESCAVANO TRANQUILLAMENTE, E PURE ERANO LE PRIME LUCI DELL’ALBA E QUINDI ANCHE DA TERRA SI POTEVA FILMARE IL TUTTO.


  • Manfredonia la capitale dell'evasione fiscale

    Oggi a Manfredonia c’ìera almento 30 punti vendita di pesce abusivi e anche in arteria dove passano Finanza, le Capitaneria di Porto e i vigili.


  • Roberto

    Vogliamo parlare dei controlli in periodi di fermo biologico? Io non ne ho visti,apparte la finanza di notte che esce con lo scafo,cosa inutile visto che sui porti ci sono gli avvisatori telefonici.poi molti tranquillamente ritornano con la merce al porto,come se tutto fosse normale,arriva il furgone,caricano,e vendono.lavorando poi nei ristoranti,vedo cosa arriva di contrabbando! E i controlli dove sono! Bella manfredonia…. …

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