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Lo fa in modo originale con gli occhi immaginifici e la sensibilità di poeta

San Marco in Lamis al pari dello stadio di Roma? Lo immagina Alexis

A suo dire, non c’è un paese al mondo più pratico e vivibile di San Marco in Lamis


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San Marco in Lamis. “Rignane tuppe tuppe, sangiuvanne tunne, sante marche bella città signurine in quantità!”. Ovviamente, l’ultima e calzante affermazione, cambiava di volta, a seconda della città di nascita o residenza. Infatti, nel caso di un Rignanese, San Marco diventava ‘fusse fusse’. Così si diceva una volta da queste parti e lo si dice ancora per vantare il proprio paese. L’ha pensato in questo senso anche il poeta Alexis, sfornando la sua ennesima lirica al riguardo, nella prima parte de “Il paese dei sammarchesi”. Ad ispirarlo pare siano stati i compagni delle sue lunghe ed ininterrotte passeggiate sul Viale. Questi ultimi, infatti, forse offuscati dall’atavico fatalismo dovuto al carattere del meridionale medio ed anche all’età, si lamentavano spesso del fatto che in paese non c’era e non ci vedevano niente di buono e di singolare. Ovviamente non ne era affatto convinto l’autore. Cosicché un certo giorno cercando… cercando…ha messo su il suo nuovo ‘poema’, annotando le qualità a iosa che la città natale possedeva.

Lo fa in modo originale con gli occhi immaginifici e la sensibilità di poeta. Infatti, prendendo spunto dalla particolare posizione geografica, immagina la sua città, come un grande stadio da calcio, al pari di quello di Roma, ma di posti quattordicimila e passa, tanto quanto sono i sammarchesi residenti. Innanzitutto, viene il campo da gioco, dove c’è tutto e di tutto, parimenti ad un supermercato di grossissima dimensione. E giù la sfilza di negozi, vetrine, servizi pubblici, scuole, banche, studi professionali, ferramenta, panifici, biscottifici, macellerie, farmacie, chiese (un tempo c’era anche l’Ospedale, oggi ridotto a poliambulatorio) ecc. Non sgarra una dimenticanza. Anzi, annota quando vuoi fare spesa, specie frutta e verdura te la servono gli ambulanti fin sotto casa tua con ogni mezzo. Tanto accade anche a chi abita in curva o nelle tribune, di solito poveri di servizi e dormitori per pratica. Nel primo caso, ci si riferisce ad Ovest a ‘Monte di mezzo’ – Addolorata, Porta San Severo, ecc. e ad Est, ai ‘curvoni’, quello di Serricchio e dell’ex- Vigna Palatella; nel secondo caso: ai quartieri Casarinelli e Strettola delle Giumente, a Sud, e ai quartieri di San Berardino, Casalotto, Starale, al Nord, ecc. Le distanze, a quanto precisa il poeta, non superano i 500 metri e ‘i servizi’ si fanno in breve tempo ed a proprio piacimento.

Sempre nel campo di gioco, ci sono ancora, la villa, la villetta, lo stesso campo sportivo e perché no anche il cimitero, che Alexis definisce, con il suo solito e caratteriale humour ‘molto arioso’, immerso com’è tra tanto verde lungo il ‘canale’ (vallone), detto Scagghiaracane . Infine, conclude, come ha iniziato. A suo dire, non c’è un paese al mondo più pratico e vivibile di San Marco in Lamis.

N.B. Per il testo dialettale della poesia, si veda: Alexis su sanmarcoinlamis.org oppure sanmarcoinlamis.eu

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 27.09.2017)

San Marco in Lamis al pari dello stadio di Roma? Lo immagina Alexis ultima modifica: 2017-09-27T09:06:20+00:00 da Redazione



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