La Massaia Pazza

La Massaia pazza. Ovvero, la vita a colpi di matterello


Di:

“In realtà nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia” (M.V. Montalbàn)

C’è chi mi chiama massaia, c’è chi mi chiama signora. Io preferisco soltanto essere me stessa. Racchiudo i piccoli segreti delle arti del quotidiano, piccole ricette tradizionali, gemme per la Pasqua più colorata o per il Natale più accogliente, per un benvenuto alla primavera e per un riparo caldo contro i geloni invernali. Non sono in un solo posto, sono soltanto nella creatività di ognuno. Sono pazza perché non controllabile. Perché tingo di colore quella parte di vita che sembra sobria e un po’ stantia, ma che con un solo tocco puoi tramutare in arcobaleno. Sono nell’accoglienza calda di un uscio e nel rumore del ferro che batte. Sono nelle stagioni, nelle festa comandate e, ancora di più, in quelle che non lo sono. Sono nei bambini e li prenderò per mano, sono negli adulti. Sono pure gli adulti. Sono una massaia, ma non è detto che sia donna. Forse sono soltanto uno stereotipo, creato per tenere nascosta la sorpresa del mio vulcanico pensare. Benvenuti a tutti nella mia cucina, benvenuti nei miei spazi, benvenuti nel mio mondo. Che, a partire da oggi, è anche il vostro.
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La Commemorazione dei Defunti s’avvicina, s’inaugura il tempo dell’odore dei camini, l’odore delle feste, l’odore delle castagne. Con la pioggia che bagna le tradizioni rendendole alonate ma poetiche. Bene, fra pochi giorni sarà 2 novembre, ed allora, anche se il grado di difficoltà è estremamente basso, vogliamo regalare a tutti la ricetta del “Grano dei morti”, che, generazione dopo generazione, è arrivata, viva, fino a noi. Semplice, buono, antico.

Grano dei Morti

Grano Cotto (ph: Francesco D'Addedda)

Ingredienti: 500gr grano tenero “bianchetta”, un melograno maturo, 150gr di noci sgusciate, 150gr cioccolato fondente, zucchero, 100gr di cedro candito, vincotto (che si ottiene dal mosto bollito).
Mettete a bagno il grano la sera prima della preparazione, cuocetelo a fuoco lento assaggiate di tanto in tanto per controllare la giusta cottura. Scolatelo, lasciatelo raffreddare e conditelo con i chicchi di melograno, il cioccolato a pezzetti, lo zucchero e il cedro candido tagliato sempre a quadratini. Prima di servire bagnare con il vin cotto. Le quantità di cioccolato e canditi, ovviamente, sono indicative, potete modificarle secondo i vostri gusti.

Cari Massaie freddolose…questa settimana un’altra idea per far fronte al gelo che forse è in arrivo. L’anno scorso, nel freddo Tirolo ho trovato una matassa blu, una sola, troppa per le scarpine, poca per una lunga sciarpa. Decisione ardua..ma l’idea buona per fortuna è arrivata…e ne è venuto fuori un collo, praticamente, una sciarpa chiusa ad anello che non svolazza e che si fa con meno lana.
Caldo e ideale quando si va in bicicletta. Venite a vedere come si fa…

SCIARPA AD ANELLO
Occorrente: 100gr (ma anche meno) di lana, ferri da maglia n°10, un fiore di feltro, uncinetto o ago da lana.
Bello, ma come si fa?

La sciarpa (Roberta Paraggio, St)

Avviate 25 maglie e lavoratele a legaccio ( tutti i ferri a diritto), raggiunta la lunghezza desiderata, (il mio collo misura circa 130 cm), chiudete le maglie e unite le due estremità a maglia bassissima con l’uncinetto o cucitele insieme con l’ago da lana. Abbellite con un fiore di feltro o con una rosellina all’uncinetto.
Buon lavoro!

Questa settimana la Massaia ha letto e sfogliato per voi: AA.VV., “La Puglia in cucina”, Sime book 2011

Per consigli, varianti o suggerimenti, scrivete a: macondolibri@gmail.com

La Massaia pazza. Ovvero, la vita a colpi di matterello ultima modifica: 2011-10-27T00:10:47+00:00 da Redazione



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