Manfredonia

Bando pubblico per il servizio rimorchio ma possibile il “ponte” da Barletta


Di:

Capitano di Fregata Francesco Staiano (Capitaneria di Porto Manfredonia, ST)

Manfredonia – DIVULGATO l’avviso pubblico per il servizio rimorchio nel porto di Manfredonia. L’attività dovrà svolgersi in ossequio alle modalità/prescrizioni e limitazioni di cui all’apposito regolamento vigente, approvato con Ordinanza della Capitaneria di Porto n.47/1996, del 26.11.1996, e successivamente modificato con Ordinanza n.16/2007, in data 15.03.2007.

I soggetti interessati sono invitati ad inoltrare entro e non oltre il 10 dicembre 2011 l’apposita dichiarazione di disponibilità alla Capitaneria di Porto – Servizio Sicurezza della Navigazione e Portuale – Sezione Tecnica – di Manfredonia. Nelle dichiarazioni di disponibilità gli interessati dovranno specificare il nominativo del rimorchiatore che si intende adibire al servizio, con indicazione delle caratteristiche dello scafo, della potenza dell’apparato motore, della potenza “di tiro” (certificata) e delle caratteristiche tecniche dettagliate di tutti gli apparecchi ausiliari presenti a bordo, con particolare riguardo di quelli destinati al servizio antincendio. Le dichiarazioni saranno valutate dal Capo del Compartimento marittimo di Manfredonia che potrà avvalersi, a suo insindacabile giudizio, della consulenza e dei “pareri di professionalità adeguate e riconosciute”.

L’esclusiva di Stato: “Traffici in calo: il Retroporto per il rilancio”. Rimorchio: Manfredonia cede a Barletta), vista l’ordinanza n.47/1996 (con modifiche indicate) con la quale era stato reso noto il servizio di rimorchio (approvato da Decreto già Min.Trasporti in data 15.11.1996), il servizio era stato affidato in concessione per 4 anni alla società San Cataldo Spa di Napoli (concessione demaniale marittima n.1/2009 del 13.05.2009). Ma causa “perdite rilevanti” (180mila euro da fonti) la stessa società – con nota del 05.09.2011 – aveva comunicato alla Capitaneria la volontà di “rinunciare alla concessione” e dunque al servizio di rimorchio nel porto di Manfredonia. In seguito l’attivazione di tavoli tecnici presso i Ministeri governativi (24.10.2011) e presso la stessa Capitaneria (27.10.2011 e 11.11.2011) e dunque la decisione di avviare l’iter, dopo parere favorevole dell’Autorità Portuale, per la divulgazione di un bando pubblico per l’affidamento della concessione e del servizio.

Il rimorchiatore Vigore della San Cataldo Spa, già presente nel porto di Manfredonia (ST)

L’anticipazione dopo l’intervista al Comandante della Capitaneria F.Staiano. “Le soluzioni proposte al Ministero per la prosecuzione del servizio – disse a Stato il comandante Staiano – sono state queste: l’utilizzo del rimorchiatore del porto di Barletta per quello di Manfredonia (si ricorda che sarebbe pari a circa 3 ore la durata del viaggio tra i due porti, con un sito esposto dunque ad un ipotetico rischio, ndR); l’indizione (come avvenuto, ndR) di un bando pubblico per l’affidamento ad un nuovo concessionario, dato che non si può negare a terzi di gestire e investire nel porto di Manfredonia”. Questo nonostante la stessa San Cataldo abbia fatto intendere che con un’offerta vantaggiosa, con le condizioni a supporto del servizio, non sarebbe da escludere la permanenza nei porti di Manfredonia. Ma il problema sembrerebbe non porsi: il bando potrebbe non interessare a nuovi concessionari, offerte dunque minime e prive di requisiti, e la soluzione ‘ponte’ tra Barletta e Manfredonia (con il porto barese a servizio di quello sipontino e non viceversa) prenderebbe piede, con servizio comunque a carico della San Cataldo, che gode infatti di una passata concessione a Barletta (ma che in questo modo potrebbe rientrare nelle spese da sostenere). Si ricorda, da raccolta dati, che le tariffe per un servizio di rimorchio variano in base a criteri come: la stazza lorda del natante, l’entrata per le navi da 3.500 tonnellate e l’entrata/uscita dalla banchina. Il disavanzo accumulato nell’ultimo anno dalla San Cataldo sarebbe stato pari a circa 180mila euro: 20mila euro di costo mensile per il mezzo e il personale (comandante, motorista e marinai), mentre sarebbe stata pari a 80mila euro la fatturazione per il servizio. Da ricordare che sarebbe stato pari invece a 800mila la somma destinata alla stessa società napoletana per il recupero del Canadair caduto al largo di Mattinata nella recente estate.

Il rimorchiatore Vigore (l’ultimo presente a Manfredonia della San Cataldo) ha una potenza di circa 1850 CV, e questo requisito dovrebbe permanere anche per il rimorchiatore di un nuovo gestore. Con l’esclusione di altri. Certo ci sono natanti in grado di utilizzare tecnologia all’avanguardia e di fare a meno del servizio rimorchio (navi ferme senza ancora) “ma di questo tipo a Manfredonia ne sono arrivate una negli ultimi 5 anni”, come detto da un operatore. Dunque anche la soluzione interna sembrerebbe non plausibile.

I presidenti delle due cooperative di Manfredonia, operazioni imbarco/sbarco dei natanti, da sx: Pietro D'Anzeris (Coop. Orsini, manodopera) e Salvatore Prencipe (Coop. Muscatiello, impresa alla quale spetta l'affidamento dei lavori)

Focus servizio. La San Cataldo Spa di Napoli (del Gruppo Onorato, per il quale la Moby Line – Moby S.p.A. compagnia di navigazione italiana fondata da Achille Onorato – svolge la gestione del movimento passeggeri) effettua il servizio di rimorchio nel porto di Manfredonia sin dai tempi del Petrolchimico Anic (anni ’70). Dai primi del 2011 il rimorchiatore presente a Manfredonia era quello Vigore, in sostituzione del precedente Possente. Durante gli anni del Petrolchimico i rimorchiatori presenti a Manfredonia erano due, grazie al maggior numero di natanti. Già, perché il problema sussisterebbe proprio nel traffico annuale di barche nel compartimento sipontino: con una media mensile di circa 20 natanti, ma con solo una decina di traffico commerciale (e dunque con trasporto di silicio, vino, cereali, sabbia ed altri) e con 10 imbarcazioni di servizio (dati della Capitaneria di Porto). E Barletta? Una ventina ma solo di ambito commerciale, con complessive 30 imbarcazioni mensili. Un traffico decisamente basso, per Manfredonia, con esclusione dunque dalla strategicità dei flussi commerciali internazionali (e nazionali), nonostante una rotta spesso “di riparo” dei natanti trasportanti petrolio, in considerazione dell’accessibilità non sempre garantita da altri siti portuali nell’Adriatico. Le navi che trasportano cisterne di petrolio, dirette ad esempio verso Barletta, si fermano a Manfredonia, perché al riparo nell’Adriatico da possibili mareggiate. Ma il problema in ogni modo resta: resta infatti uno scarso numero di natanti, con una situazione metaforica di paradosso: un porto, quello di Manfredonia, che indirizza i natanti sulla propria rotta “ma senza riuscirli ad intercettarli”. Necessario dunque una “diversificazione delle merci”, dei traffici, un maggiore movimento. Ma soprattutto l’insediamento di un deposito costiero di carburanti che Barletta oggi detiene (e da qui l’assenza del rimorchiatore configurerebbe un’esposizione al pericolo maggiore) ma a Manfredonia ancora assente.


Per integrare, traffici natanti in calo nel porto di Manfredonia, i presidenti delle Cooperative Muscatiello e Orsini: “Ap inutile e Porto bloccato senza i 30 milioni del Governo” – Focus

g.defilippo@statoquotidiano.it

Bando pubblico per il servizio rimorchio ma possibile il “ponte” da Barletta ultima modifica: 2011-11-27T17:00:57+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Sandro Marasco

    Un obiettivo strategico da porre, già a breve termine, prevedere un tavolo di lavoro con il coinvolgimento di attori pubblici e privati (Comune di Manfredonia, Camera di Commercio, Associazione Industriali, Capitaneria di Porto e Autorità Portuale, con il contributo scientifico dell’Università di Foggia e partecipato anche da Regione Puglia e Provincia di Foggia ) al fine di garantire la massima partecipazione e condivisione di scelte.
    Il tema della scarsità delle risorse pubbliche e della limitata capacità di autofinanziamento deve necessariamente essere superato per non vanificare le prospettive di futuri sviluppi dell’offerta. Il fatto di garantire ad un porto di “rilievo” come il Porto Alti Fondali di Manfredonia, una effettiva autonomia finanziaria costituisce una condizione indispensabile per una corrispondente libertà di determinare le strategie di crescita non solo in ambito portuale ma anche verso i principali mercati di sbocco e in questa ottica deve essere visto il sistema logistico di collegamento -interporto-aeroporto-ferrovie- strade-. A questo proposito occorre rilevare come studi sull’evoluzioni del settore della logistica e del trasporto, abbiano confermato il fatto che la competitività di uno scalo è oggi strettamente connessa all’offerta di un sistema di inoltro e distribuzione efficace ed efficiente.
    Il Porto Alti Fondali di Manfredonia non può decollare in assenza del “SISTEMA CAPITANATA”, il “SISTEMA CAPITANATA” non può decollare in assenza del Porto Alti Fondali di Manfredonia!


  • Lorenzo P.

    Premesso che il ruolo di Autorità Portuale diventa cruciale in un contesto produttivo, finanziario e di mercato, deve avere la capacità di adeguamento ai nuovi modelli di viabilità intermodale sia MERCI che PASSEGGERI, garantita dalla massima autonomia finanziaria che costituisce uno degli assi portanti.
    Come è noto, la realizzazione del Porto Alti Fondali di Manfredonia è stata avviata negli anni ’70 in connessione con il progetto del Polo Chimico ANIC. Venuta meno tale esigenza all’inizio degli anni 90, doveva emergere l’orientamento verso una riconversione del porto come polifunzionale, anziché “specializzato per merce rinfusa”. è in questo contesto, che si doveva configurare la potenzialità del Porto Alti Fondali di Manfredonia per il “transhipment” di container. Pertanto doveva essere avvertita la necessità di procedere al completamento del Porto Alti Fondali di Manfredonia con il terzo braccio, in modo da completare il progetto del più innovativo dell’adriatico porto isola a “testa di martello”.
    L’attività del porto deve necessariamente, in breve tempo, decollare . Per chi come me ha visto nascere, anche grazie al contributo delle proprie mani, quella struttura diventa inaccettabile la situazione di degrado in cui versa il Porto Alti Fondali di Manfredonia. Rivolgo un appello a tutte le forze di questa Cittadina e della Capitanata tutta, ma in modo particolare alla sensibilità del Sindaco Riccardi, che come Responsabile del Contratto d’Area avrà la possibilità di reperire i fondi per risollevare le sorti del Porto, stralciandoli dal terzo protocollo.
    Chi ha avuto modo di parlare attraverso queste righe è stato delegato Cisl per l’allora costruendo Porto Alti Fondali di Manfredonia, ormai con i capelli bianchi ed in pensione non pensa più a se stesso e ne tanto meno ai suoi figli, che ormai hanno seguito la loro strada.


  • Stipulante

    Non si può che convenire con quanto esposto dagli “illustri” interlocutori, ma adesso è arrivato il momento del “fare”. Ho avuto modo di leggere gli altri articoli relativi al Porto Alti Fondali ed i commenti ad essi associati, devo dire di un certo spessore, da questo posso trarre un solo pensiero “i vari attori hanno parlato a voce singola”. Adesso c’è la necessità di mettere insieme tutte queste voci e farle dialogare tra di loro.
    BENE ALLORA PER UN TAVOLO DI LAVORO CHE VEDA I SINGOLI ATTORI INSIEME PER RICOMINCIARE A DISCUTERE DEL CASO “PORTO ALTI FONDALI DI MANFREDONIA”!


  • Anonimo

    belle parole, peccato che siano solo belle parole, e i fatti! prima bisogna capire se c’è la volontà, altro che fare. io sono un ex dipendente rotopack (si ex ormai)e lo capito troppo bene cosa significa parlare e cosa significa volontà. quante belle parole sono state dette sulla nostra aziende, ci sentivamo il cuore che scoppiava al grido di salvezza lanciato dai vari personaggi di turno che si sono avvicendati. adesso lo vedete anche voi, sono anzi siamo ex dipendenti.
    abbiate pietà di chi come me ha perso ogni speranza di futuro. se il porto può convogliare altri investimenti altri sbocchi perché lo si mantiene in quello stato. sono disperato non so come fare per tirare avanti e vedere l’immobilità dei nostri amministratori mi fa incazzare di brutto. muovetevi vedete cosa fare ci sarà un giorno il giudizio di DIO anche per voi e se non sarà per voi sarà per i vostri figli che si dovranno trovare nella nostra stessa situazione!


  • il capitano

    quanto costa il servizio di un rimorchiatore di base nel porto di manfredonia?quanto costa il servizio di rimorchio con un rimorchiatore proveniente dal porto di barletta con tre ore di navigazione per raggiungereil porto di manfredonia e dopo il ritorno a barletta?


  • Alcide Di Pumpo

    La Capitanata è pronta ad assumere il ruolo di grande piattaforma del trasporto intermodale e quindi intercettare flussi merce e persone del dopo crisi? Così come strutturata oggi, non’è pronta ma con interventi mirati di riqualificazione permetterebbe di fare sistema, il Porto Alti Fondali, con il nodo ferroviario di Foggia, con l’aeroporto e, con la piattaforma logistica di Incoronata e l’interporto di Cerignola.
    Quali sono i principali soggetti di un trasporto intermodale?
    Sono coloro che ne realizzano il coordinamento tra le diverse fasi ed operazioni. Tali soggetti sono noti come operatore di trasporto intermodale e devono coordinare l’attività anche degli altri operatori che intervengono nel trasporto intermodale, fra cui gli operatori logistici, gli spedizionieri, le imprese di trasporto stradale, ferroviario o marittimo e gli operatori dei terminali. Ma l’aspetto più importante che caratterizza questi soggetti è l’assunzione della responsabilità dell’intero ciclo del trasporto. Questo elemento lo distingue dal tradizionale spedizioniere . L’assunzione della responsabilità dell’intero ciclo, stimola l’operatore di trasporto intermodale ad offrire una servizio di alto livello e a puntare sulla completa soddisfazione del cliente. Questo ne fa un’azienda ad alto valore aggiunto. La Capitanata come piattaforma del trasporto intermodale ha mai pensato al soggetto principale del trasporto intermodale a cui affidarsi?


  • muammar

    quando muore un porto subito se ne fa un’altro.

    manfredonia sta diventado il cimitero dei porti.


  • Voce di Popolo

    Concordo quando si dice “manfredonia sta diventado il cimitero dei porti”, ma non accetto di subire passivamente una scelta del genere!
    Certo la regione Puglia in questo ci sta dando una mano, ho letto l’articolo di questa testata su MINERVINI e il TAVOLO INFRASTRUTTURE.
    Il Porto Alti Fondali escluso dal Tavolo!
    Vi posto l’indirizzo cosi da rendersi conto: http://www.statoquotidiano.it/25/11/2011/minervini-apre-tavolo-infrastrutture-con-parlamentari-pugliesi/62248/
    Certo qualcuno mi dirà Minervini, escludendo Manfredonia, fa gli interessi dei Porti della sua terra “Molfetta”.
    Nulla è senza “ma” e senza “se”!
    Se non fosse per il fatto che il Porto Alti Fondali se messo nelle mani giuste darebbe a questa cittadina il lustro che le merita!
    Avete idea della capacita occupazionale di una struttura del genere?
    Avete idea che una struttura del genere rimetterebbe in gioco tutte le realtà, le eccellenza del nostro territorio della Capitanata.
    Stiamo parlando della via di comunicazione più grande del Mondo “il MARE”!
    Il Capitano Staiano tra le righe ha fatto capire la valenza naturale del Porto Alti Fondali di Manfredonia – nonostante una rotta spesso “di riparo” dei natanti trasportanti petrolio, in considerazione dell’accessibilità non sempre garantita da altri siti portuali nell’Adriatico-
    Allora a questa valenza naturale aggiungiamoci del nostro!


  • INDIGNATO

    Conosco di persona l’avvocato Falcone (Commissario Autorità Portuale) e so da fonti a lui vicino che il “Tavolo di Lavoro” per il Porto Alti Fondali di Manfredonia è uno dei punti su cui sta focalizzando la sua attenzione.
    Commissario Falcone bisogna agire in fretta, è bene che ognuno assuma le proprie responsabilità e abbia il coraggio di dire “demoliamo la struttura”!
    Lo faccia e lo faccia presto!


  • Michele Ciociola

    Mi auguro che tutto vada per il meglio. Tuttavia, voglio soffermarmi sui dragaggi, indispensabili per mantenere e acquisire nuovi traffici e per accogliere navi di maggior pescaggio, perché le banchine in concessione, a causa del progressivo insabbiamento dei fondali, diventano sempre meno accessibili alle navi e questo dato, unitamente alla crisi economica in corso, finisce per limitare la competitività del porto. D’altronde, so benissimo che per dragare occorre aver pronta la “vasca di colmata” all’interno della quale depositare i fanghi di risulta. E’ poi fondamentale il completamento del terzo braccio e i piazzali retrostanti, ma per tutto questo lo Stato assicura il finanziamento ?
    Frattanto però l’Autorità Portuale sta procedendo nelle progettazioni, indispensabili per avere finanziamenti e procedere ai bandi e agli appalti?


  • Libero Santodirocco

    E’ vero, è innegabile che la crisi internazionale ha scompaginato completamente i piani del governo centrale, me ne rendo conto. Ma allora perche non vengono prospettate altre soluzioni subordinate rispetto all’intervento economico diretto da parte dello Stato che auspico possa ancora intervenire: quella resta la via maestra. Tuttavia, come dicevo, ci possono essere possibilità alternative altrettanto percorribili. Auspico che ci sia una tale proposta e che faccia convergere le volontà degli operatori e delle istituzioni e che l’Autorità Portuale si faccia promotrice della costruzione di una soluzione alternativa al finanziamento pubblico in caso di necessità.


  • A. Colavelli

    Fra tante voci, l’unica che ancora non ha avuto modo di parlare è il Commissario Autorità Portuale. Sarebbe bene, in un dibattito non unilaterale,creare le condizioni di un contraddittorio e quindi ascoltare anche colui che sembra avere la parvenza del “capro espiatorio”!


  • anonimo

    Povero Porto e povera gente, cosa sto leggendo, e cosa ho letto nell’intervista a Brunetti. Mi vergogno di essere cittadino Manfredoniano!
    Avere il pane e non avere i denti!
    adesso capisco!


  • angelo

    nel porto esiste un altro rimorchiatore dal 1988 e pronto e armato in classe forse al posto del rimorchiatore ci vorrebbero altri due piloti per fare manovre perche il pilota attuale a detto che un 1000cv e troppo piccolo

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