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Alla base dei fatti dell'emissione del decreto di fermo "la volontà di uccidere un ispettore di Polizia di Foggia"

Volevano uccidere un ispettore di Polizia di Foggia, 7 fermi

Gli uomini fermati sono "indiziati di detenzione e porto d'armi da guerra e comuni da sparo, rapina ed estorsione, con l'aggravante mafiosa. Un ottavo pregiudicato è irreperibile"

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Bari/Foggia. Nella prima mattinata odierna, su disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Bari, la Squadra Mobile di Foggia ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di otto persone appartenenti al clan Moretti – Pellegrino – Lanza. I particolari dell’operazione saranno forniti in sede di conferenza stampa che si terrà presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Bari alle ore 11.30.

Come riporta l’Ansa, alla base dei fatti dell’emissione del decreto di fermo “la volontà di uccidere un ispettore di Polizia di Foggia” come emerso dalle intercettazioni dell’indagine della Dda di Bari. Gli uomini fermati sono “indiziati di detenzione e porto d’armi da guerra e comuni da sparo, rapina ed estorsione, con l’aggravante mafiosa. Un ottavo pregiudicato è irreperibile”.

La conversazione è del 19 gennaio scorso. Dal telefono intercettato di Alessandro Moretti parte inavvertitamente una telefonata e si riconoscono – in ambientale – le voci di Moretti e Francesco Abruzzese (entrambi fermati oggi) che si trovano assieme. Il secondo dice al primo esplicitamente di essere intenzionato a uccidere Angelo Sanna, ispettore capo in servizio presso la Squadra Mobile di Foggia, dicendo anche di volergli incendiare l’automobile.” Le indagini sono coordinate dai pm Antimafia di Bari Roberto Rossi, Lidia Giorgio e Giuseppe Gatti.



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