CronacaScuola e Giovani
A cura di Nico Baratta

Giornata della Memoria al Marconi di Foggia Perché!?

Comunicato stampa a cura del dipartimento di storia e filosofia del liceo scientifico G. Marconi di Foggia, 27 gennaio 2017

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Foggia. Le classi quinte B e D del liceo G. Marconi di Foggia, accompagnate dai docenti Antonietta Pistone e Domenico Laratro, hanno commemorato la Giornata della Memoria riunendosi insieme nei laboratori di informatica dell’istituto, per assistere alla proiezione di un documentario sulle testimonianze degli Americani, al loro arrivo nei campi di sterminio di Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen, dopo la liberazione di Auschwitz-Birkenau avvenuta ad opera dei Russi, il 27 gennaio del 1945.

Il filmato, che è un vero e proprio documento storiografico della barbarie nazista e dei crimini di guerra compiuti all’interno dei campi dai tedeschi, mostra immagini crude del degrado dell’essere umano, non più considerato persona, ma oggetto di scarto, cosa su cui fare violenza, per il mito della purificazione delle razze.

Successivamente, le classi hanno potuto vedere anche uno stralcio del film del 2009 Train de vie (un treno per vivere). La trama della narrazione racconta di un villaggio di Ebrei, in cui tutti gli abitanti, ormai consapevoli dell’oggettivo pericolo in cui versavano, decidono di prevenire i tedeschi, organizzando un treno per la vita, piuttosto che per la morte, che avrebbe dovuto girare in tondo per il centro Europa, sfuggendo in questo modo agli orrori dei campi di sterminio.

La riflessione di questa giornata si ferma a ripensare alla macabra abilità dei nazisti, che hanno saputo tradurre in simboli di morte anche quei riferimenti abitudinariamente accostati alla vita e alla libertà.

Il treno, che si prende anche al volo, per andare via, per fuggire e sfuggire, ma in ogni caso per testimoniare il bisogno e il senso di libertà, che si intravede nel suo movimento in corsa, e nello sbuffo della vaporiera tipica dei treni del Novecento, diventa il “treno della morte” di sola andata, e senza alcuna possibilità di ritorno.

Il lavoro, strumento dignitoso di riscatto per l’uomo di tutte le epoche storiche, diventa, nell’orrore dei lager, un mezzo di tortura, di schiavitù, e un preludio di morte atroce, tra sofferenze e torture inenarrabili se non visivamente documentate.

Anche quest’anno perciò abbiamo voluto dire, sommessamente, ma fermamente, il nostro corale “mai più”. E auspichiamo che “mai più” diventi lo slogan di questa giornata triste nel ricordo, che ha fatto scrivere le più nere pagine alla storia del Novecento.

Mentre una domanda riecheggia in testa rimanendo ancora senza risposta: “Perché!?”.

Per dovere di cronaca s’informano i lettori che al Liceo Marconi lunedì 30 gennaio p.v. si parlerà di Shoah, in occasione dell’assemblea di istituto. Nell’occasione interverranno i professori Giuseppe La Porta e Mauro Paolini e il Direttore di Dipartimento di Lettere, la professoressa Marina D’Errico.



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