Manfredonia
Sono necessari dei laboratori di idee, spazi di confronto reale e perché no di scontro costruttivo

Riapertura Castello, Guide, politici: alla ricerca del Gran Turismo a Manfredonia

Tante le guide che dal periodo estivo attendono ancora le retribuzioni dovute

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Manfredonia. Il Gargano – come località turistica – meriterebbe un ‘grande tour’: in 8 giorni sarebbe possibile infatti spaziare dalla montagna al mare, raggiungendo luoghi che hanno dell’eccezionale. Si potrebbe dire che il notorio promontorio pugliese pullula in quanto a attrattive, spopolando nelle stagioni estive quando le attività balneari richiamano sulla costa non solo i marinai. Punto di riferimento dei forestieri “le guide turistiche”, che per quanto possano essere ottimistiche ancora non riesco a condividere in toto la gestione territoriale. Il tutto a prescindere da scriteriate scelte energetiche, che vedrebbero alcuni insistere per insediamenti in aree di pregio turistico e naturalistico proponendo il ritorno del petrolchimico, che a questo punto sa di comico.

Anche un clown del circo saprebbe che c’è poco da ridere quando un paese già provato da scelte scellerate del passato, spesso dettate da reindustrializzazioni irresponsabili e poco credibili, deve ancora confrontarsi con nuovi giocolieri che manovrano qualcosa che potrebbe essere pericolo. L’allusione non è solo alla questione trivelle e mega impianti di G.P.L., quanto soprattutto ad una classe dirigente accondiscendente a nuove scelte illusorie, che con la nostra realtà non centrano niente. Per questo confidiamo che dopo l’ebbrezza del Carnevale in tanti prevalga il buon senso, valutando ciò che in realtà può creare consenso: Turismo organizzato, industrializzazione responsabile compreso il settore edile, agricolo e manifatturiero di cui un domani potrà godere più di un forestiero. Per questo sono necessari dei laboratori di idee, spazi di confronto reale e perché no di scontro costruttivo, dove chi ha qualcosa da proporre possa essere istradato a concludere con il risultato cercato.

Questo è quanto ci si auspica anche in chi sovrintende ai beni storici, paesaggistici e culturali: alcuni di loro saranno memori del fatto che a Manfredonia la chiusura, per lavori in corso dei vari attrattori culturali, del Castello e delle Chiese monumentali, poteva essere gestita con lavori a rotazione, coinvolgendo la partecipazione anche degli “outsider”. Questo avrebbe evitato un periodo sabbatico per le guide turistiche e gli operatori turistici, con le immaginabili ripercussioni economiche e sociali. C’è chi comunque non demorde sapendo ormai prossime le aperture degli scrigni del nostro territorio, di cui a tutt’oggi, anche alle turiste inglesi, non è dato di sapere lo stato di avanzamento dei lavori, nonostante le richieste fatte a vari interlocutori. E tutto questo mentre altre guide hanno effettuato il loro servizio per attività di ripiego quali l’apertura delle chiese poco conosciute del nostro bel paese.

Tante le guide che dal periodo estivo attendono ancora le retribuzioni dovute, al punto da far pensare a un sindacato che di loro si possa occupare. A questo punto la verve può divenire crescente, anche le guide spirituali diverrebbero spiritose facendosi una gran risata al pensiero di un trapezista che “sul filo dell’equilibrismo gioca sul nostro turismo”, sapendo che in caso di caduta, finendo in una neonata piscina, farebbe un buco nell’acqua bagnando il pubblico presente, “una benedizione” a chi non ci sente!

(A cura di Benedetto Monaco, benedetto.monaco@gmail.com)



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Commenti


  • elettore

    non preoccupatevi, il bello viene ora 🙂


  • aldo caroleo

    Agli inizi dei lavori di S.Maria, S.Leonardo e il Castello in contemporanea ho stigmatizzato con un articolo pubblicato, dell’inopportunità di tenere chiusi ai turisti culturali la Città per quasi due anni. Sarebbe bastato coinvolgere tutti gli attori (Comune, Ag. Turismo, IAT, Associazioni Culturali, ecc.) per cercare di organizzare ilavori steep by steep, cercando di rendere fruibili, anche in parte, alcune pari dei Siti in essere..
    Se fosse successo a Firenze, ad es. avrebbero consentito di tenere chiusi, ad esempio contemporaneamente per due anni gli Uffizi, Palazzo Pitti, il Battistero o S. Maria Novella ecc. ecc.?
    Anche a Reggio Calabria per lavori è stato chiuso per due anni il Museo per adeguamenti antisismici, ma i Bronzi di Riace e alcune statue importanti sono stati resi visitabili spostandoli in ambienti della Regione Calabria . Non si poteva fare lo stesso, ad es. per le Stele Daunie (che sono state portate, se non erro a Roma, alcune di esse) ?
    Perlafruibilità delle Chiese a ( S.Benedetto, S.Domenico, S.Matteo, S.Chiara, S. Francesco, ecc. ) stendiamo un velo pietoso.
    aldo caroleo Archeoclub Siponto

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