Foggia
Sinistra Italiana nomina un foggiano in direzione nazionale

Democratici e progressisti di Capitanata: scelte e attese

L’unità oltre il Pd, Colangelo: “Ore di meditazione”

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Foggia. Richiederà ancora una settimana di tempo, o forse qualcosa in più, l’organizzazione del gruppo nato dalla scissione del Pd che, se alla Camera ha una sua espressione parlamentare con ‘Democratici e progressisti’, in Capitanata resta ancora abbastanza nebuloso ed in fieri. Il suo esponente principale, Gianluca Ruotolo, dal momento in cui i suoi hanno lasciato il partito mentre il governatore Emiliano sceglieva la battaglia delle primarie, non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale circa le sue posizioni, anche se in molti non hanno dubbi sulle scelte consequenziali a quelle del leader Roberto Speranza. “Sono ore di meditazione- spiega uno dei fondatori di Consenso Sabino Colangelo– la casa si costruisce a poco a poco, è probabile che Ruotolo attenda di capire la consistenza di quelli che lasceranno il Pd. Noi siamo un movimento, ogni giorno qualcuno può aderire, dopo le primarie vedremo cosa succederà, il primo test saranno le elezioni amministrative”.

Gli ex di Sel con Democratici e Progressisti

La sede di Consenso, aperta qualche settimana fa, continuerà il suo lavoro fino a quando non si completerà l’opera di raggruppamento: “Una cosa è certa- prosegue Colangelo- la scissione non l’abbiamo fatta noi ma il nostro compito è riorganizzare le migliaia di persone che da tempo avevano lasciato il Pd”. Democratici e progressisti, sembra, in ogni caso, la casa dove approdare. Con quali tempi e con quale peso nel quadro dei rivolgimenti a sinistra non è ancora chiaro. Certo Dp può contare su alcuni reduci di Sel come Domenico Rizzi -l’ex coordinatore provinciale del partito che fu di Vendola e alcuni suoi fedelissimi- e il parlamentare Arcangelo Sannicandro.

La provincia di Foggia, dopo il congresso non celebrato in Capitanata di Sinistra Italiana per una questione controversa di tesseramento, vive una spaccatura molto forte con i suoi ex compagni. Quelli che una volta erano uniti sotto le insegne di Vendola, oggi con Sinistra Italiana, approdano in Dp criticando tutte le scelte altrui. Rizzi, a proposito della nuova formazione politica, dice: “E’ una vera e propria guerra”. Contestano il “dialogo con D’Alema” a pochi giorni dal congresso, per esempio, ma non escludono che alla convention di marzo organizzata da Pisapia potrebbero ritrovare i militanti di un tempo.

La riorganizzazione di Sinistra Italiana

Sinistra Italiana non ha celebrato il congresso in provincia d ma ha tenuto un’assemblea per eleggere i rappresentanti in direzione nazionale. Fra loro anche il foggiano Mario Nobile. L’area è critica nei confronti di Pisapia: “E’ una formazione politica che guarda al Pd a prescindere – commenta Giovanni Cera, dirigente sindacale, ex consigliere del Pci a San Severo e candidato alle ultime regionali in ‘Noi a sinistra della Puglia’- e riguardo a Dp deve prendere posizioni su scuola, lavoro, sanità. D’Alema qualcosa l’ha detta, ora aspettiamo Speranza e gli altri al varco dei contenuti. Noi siamo un partito autonomo che guarda ai grillini, c’è molta sinistra fra di loro”.

Con Sinistra italiana su Foggia sono schierati Beppe di Brisco, da segretario di Rifondazione comunista ad animatore dei circoli cittadini a Sel, Gianfranco Piemontese, ex candidato sindaco di Foggia, l’ex vicesindaco di San Severo Villani, Marco Barbieri, ordinario di diritto del lavoro all’università. Vero che Sel come partito non ha mai avuto una vera e propria struttura sul territorio, comunque nel complesso mantiene i suoi referenti oggi in Si.

Le scelte per le primarie ed oltre il Pd
Dato per scontato, come dice Colangelo, che la “provincia non è un’isola renziana” nonostante i suoi vari sostenitori (la segreteria provinciale con Raffaele Piemontese, anche assessore regionale, il sottosegretario Ivan Scalfarotto, il dirigente regionale Lorenzo Frattarolo, per citarne alcuni), Dp si trova da una parte la sinistra in ricomposizione che rivendica la sua identità, dall’altra la presenza del governatore regionale Emiliano nel Pd (con cui ha svolto la campagna per il ‘no’ al referendum) con il suo peso in Puglia. Nel frattempo deve darsi una sua forma sul territorio perché la frammentazione lascia perplessi. “Tutti questi gruppetti- dice Lino Del Carmine (area Consenso)- a cosa servono?”. Ci stanno ragionando, più semplice, probabilmente, per chi già aveva deciso di lasciare il pd.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 28.02.2017)



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