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Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari

“Pericle”, sequestro immobili e denaro a ex Amministratore Cerin

L’analisi ha consentito di acclarare che l’agente della riscossione avrebbe complessivamente trattenuto, senza riversarlo al Comune, un importo complessivo pari a Euro 4.365.077,69

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Bari. Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo – per un valore complessivo fino alla concorrenza di oltre 4.365.000 Euro – di beni immobili e rapporti finanziari, nei confronti di Giuseppe Donato Colapinto, già amministratore della società di riscossione tributi locali Cerin Srl di Bitonto. In particolare sono stati oggetto di sequestro i beni personali di Colapinto, che consistono in 8 immobili – siti in Bari, Bitonto e Giovinazzo; n. 6 rapporti finanziari, nonché ogni eventuale ragione di credito con il Comune di Bitonto. Il sequestro è stato effettuato nei giorni scorsi, dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, specializzati nelle indagini a tutela della spesa pubblica e quindi anche per l’accertamento dei danni erariali posti in essere anche dai soggetti privati, come la CERIN Srl, che assumono ruoli di carattere pubblicistico e da ufficiali Giudiziari. La vicenda, trae origine da un’indagine svolta dalla Procura della Repubblica di Bari con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari – che ha già portato, nel febbraio scorso, all’arresto di due responsabili della CERIN tra cui appunto Giuseppe Colapinto ed al sequestro di un patrimonio immobiliare nei confronti delle società interessate. Si tratta, come ormai noto, del mancato riversamento, nelle casse comunali, di somme pagate dai cittadini di Bitonto, a titolo di ICI e TARSU e riscosse dalla CERIN.

Sulla base di tale indagine, si era mossa anche la Procura Regionale della Corte dei Conti – diretta dal dr. Francesco Paolo Romanelli, che aveva affidato la direzione delle attività al Vice Procuratore Generale dr. Carlo Picuno – interessata a quantificare l’eventuale danno erariale e le connesse responsabilità. I militari del Nucleo, in particolare, sulla base della numerosa documentazione acquisita presso il Comune di Bitonto e la società, hanno effettuato minuziose verifiche contabili, per gli anni dal 2010 al 2013 (data di cessazione del rapporto con CERIN), tese ad accertare in quale misura l’ammontare dei tributi locali (ICI e TARSU) riscossi, dalla detta concessionaria, siano stati rendicontati ed effettivamente riversati nella casse comunali.

L’analisi ha consentito di acclarare che l’agente della riscossione avrebbe complessivamente trattenuto, senza riversarlo al Comune, un importo complessivo pari a Euro 4.365.077,69. All’esito delle indagini svolte, sulla base degli elementi di prova acquisiti gli inquirenti contabili, pertanto, hanno richiesto l’odierno sequestro di beni, quale garanzia patrimoniale nei confronti dell’Erario, in relazione al pericolo che l’imputato, nelle more della definizione del giudizio, potesse disfarsene. La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, con proprio provvedimento presidenziale (a firma del dr. Francesco LORUSSO), condividendo l’impianto probatorio della Procura Regionale, ha così disposto il sequestro conservativo ante causam del patrimonio personale prima menzionato di Giuseppe Donato Colapinto, per un importo equivalente a quanto sottratto alle casse comunali di Bitonto. Al responsabile, inoltre, è stata notificata una diffida al pagamento della somma citata – oltre interessi e rivalutazione monetaria – insieme ad un “invito a dedurre”, formulato dalla stessa Procura Contabile. Le indagini, comunque, proseguono, al fine di rinvenire eventuali ulteriori responsabilità ed episodi specifici di danno erariale nella complessiva attività di riscossione tributi da parte della CERIN.

Redazione Stato Quotidiano.it



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