Manfredonia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Rapporti tra l’Università e la Curia arcivescovile

Napoli, 22 luglio 1786- Carlo De Marco - Fiscale di Lucera - E’ conforme all’originale del rpesente presso di me: in fede - Tommaso Camassa – Segretario

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Rapporti tra l’Università e la Curia arcivescovile di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Parte I. A prescidere da quanto scrive lo Spinelli (che pur è testimone diretto degli avvenimenti), i rapporti tra la Università sipontina (Amministrazione Comunale) e l’arcivescovo non sono veramente idilliaci, tanto è vero che si ha il ricorso al Sovrano, proprio per le modalità comportamentali dell’arcivescovo e del clero; e sembrano ancora di attualità alcuni argomenti trattati. Reale dispaccio per li compleanni con cui si ordina che l’Università e l’Arcivescovo contemporaneamente debbano entrare in Chiesa.

Dalla relazione del Governatore di Manfredonia ha rilevato il Re la sconsigliata e irriverente intolleranza sua e dei rappresentanti della città in attendere la calata di quell’ Arcivescovo e Capitolo in chiesa dopo cinque o sei minuti per solennizzare nel dì 30 dello scorso maggio, il suo glorioso nome col canto del Te Deum, avendoli essi fatto cantare senza la solita pompa, senza farsi carico, che la breve tardanza poteva avvenire per molti, inevitabili accidenti, che sono causa di mora involontaria. E comanda che V.S. per lettera gli faccia in suo real nome, una seria riprensione, con imponerli assolutamwnte che, secondo il solito, si continuino tali solenni funzioni nella chiesa arcivescovile, coll’ Arcivescovo e col Capitolo, restando fissata per sempre l’ora ventidue d’Italia, nella quale tutti devono trovarsi pronti e presenti. E ne prevenga l’ Arcivescovo e capitolo acciò non manchi il loro indispensabile dovere all’ ora stabilita a pregare Sommo iddio per la conservazione del proprio monarca e sua reale famiglia.

Napoli, 22 luglio 1786- Carlo De Marco – Fiscale di Lucera – E’ conforme all’originale del rpesente presso di me: in fede – Tommaso Camassa – Segretario.

Reale dispaccio per l’accompagnamento del SS. Viatico. Avendo ricorso al Re, con l’ ingiunto memoriale, il Sindaco ed Eletti di codesta Città di Manfredonia, col quale espongono l’ uso inveterato che v’era in detta città di accompagnansi il Santissimo Viatico per gli infermi da quattro soldati in ogni volta che vi era di bisogno, e che da sedici anni a questa parte siasi tolto un tale accompagnamento, e nel rimetterlo a V.S. le prevengo, disponga che si diano per l’ avvenire in ogni volta che occorra i soldati per il solo accompagnamento del Santissimo Viatico, anche a norma dell’ ordine generale che gli venne comunicato in data 15 corrente e mi dica perchè ha impedito per lo passato di amministrarli.

Napoli, 22 luglio 1786 = Per disposizione del Capitano Generale = Il Marchese Arezza =
Al Governatore del castello di Manfredonia



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