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Foggia, Sindacati “I maggio: lavoro, le nostre radici, il nostro futuro”

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“LAVORO. LE NOSTRE RADICI, IL NOSTRO FUTURO”. LE INIZIATIVE DEL PRIMO MAGGIO IN CAPITANATA. CGIL CISL UIL: COESIONE TRA ISTITUZIONI E PARTI SOCIALI PER RILANCIARE SVILUPPO E OCCUPAZIONE”.

“Lavoro. Le nostre radici. Il nostro futuro”è lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per la Festa dei lavoratori 2017, con l’iniziativa nazionale che si terrà a Portella della Ginestra in occasione del 70° anniversario dell’eccidio, la prima strage repubblicana per opera della banda di Salvatore Giuliano. Anche in provincia di Foggia la celebrazione del Primo Maggio vedrà lo svolgimento di iniziative unitarie, che incroceranno impegno sindacale e assieme culturale. A Cerignolatradizionale corteo animato dalla banda musicale e dagli sbandieratori: concentramento alle ore 9 in Piazza Duomo e comizio alle ore 11 in Piazza della Repubblica, con introduzione dei coordinatori comunali di Cgil Cisl Uil, e intervento conclusivo del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo.

Cortei e comizi anche a San Giovanni Rotondo (concentramento ore 9 in Piazza dei Martiri, comizio ore 11), con intervento conclusivo del segretario confederale della Uil, Luigi Giorgione; e ad Apricena(concentramento ore 9 su corso Torelli nei pressi del Municipio, comizio ore 11), dove l’intervento conclusivo sarà tenuto dal segretario confederale della Cisl di Capitanata, Felice Cappa. Anteprima culturale a Cerignola il 30 aprile con “Aspettando il 1° Maggio. Il lavoro in musica e parole”. La mattina biciclettata per le vie della città con concentramento alle ore 10 in Piazza Duomo; la sera a partire dalle ore 19 in Piazza della Repubblica, esibizione di gruppi musicali locali intervallati da interventi delle scuole.

“Il Primo Maggio in Capitanata – affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Foggia, Maurizio Carmeno, Emilio Di Conza, Gianni Ricci – rappresenta sempre un’occasione straordinaria di unità e confronto per tutto il movimento sindacale, alle prese con una lunga fase di crisi economica, sociale e occupazionale che rischia di desertificare il sistema produttivo e sta colpendo in maniera pesantissima il lavoro. Una fase recessiva che ha colpito lavoratori e pensionati, che sta avvilendo la speranza di futuro per i giovani, che sempre in numero maggiore scelgono di emigrare in altre regioni o altri paesi europei. In questo difficile momento per il territorio provinciale è prioritario – sottolineano i segretari di Cgil Cisl Uil – occorre che le istituzioni e la politica siano capaci di interventi progettuali a cominciare dal miglior utilizzo dei fondi comunitari. E’ necessario in tal senso – concludono Carmeno, Di Conza e Ricci – la massima coesione tra la classe politica e le forze sociali e produttive, per tornare a dare priorità al lavoro. In questa direzione, è indispensabile riprendere il filo della concertazione e della programmazione degli interventi in materia di sviluppo ed infrastrutture”.



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    Il sindacato italiano (ma non solo) credo stia attraversando uno dei suoi periodi più bui della sua storia. Le Organizzazioni sindacati, anche a motivo dei gravi errori commessi in passato, hanno perso molta della loro credibilità. In molte aziende private e pubbliche sono anni che non si tengono “vere” assemblee dove, democraticamente, si partecipa per far far valere (prima dei diritti e dei doveri) la libertà, la sicurezza, la salute, la crescita umana e professionale, nonché la dignità dei lavoratori.
    Secondo me il sindacato deve tornare a fare il suo mestiere originario: tutelare i diritti (non i privilegi) non solo dei lavoratori e dei pensionati ma anche dei disoccupati, soprattutto giovani ai quali è stato cancellato il loro futuro!
    Posso sbagliare ma in questi ultimi anni ho visto i sindacati soprattutto concentrarsi sui “servizi fiscali e previdenziali” ai loro iscritti (modd. 730, ISEE, pensioni, reversibilità, indennità di disoccupazione, invalidità civile, ecc.).
    Il sindacato o torna, democraticamente, in piazza e sui posti di lavoro a lottare per la dignità del lavoro o è destinato a perdere ulteriormente credibilità e la fiducia di lavoratori e disoccupati.

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