Rifiuti Zero, Rossi: pronti i cittadini, no i Comuni
Foggia – PRESENTATA con un buon successo di pubblico la Strategia Rifiuti Zero a Foggia, durante il workshop durato tutta la giornata di sabato 26 maggio 2012 presso l’auditorium della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana”. La giornata di informazione e formazione intorno all’innovativa strategia di riduzione a monte degli imballaggi e raccolta differenziata porta a porta spinta ha visto la partecipazione – oltre agli esperti del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (ormai noto Comune in Provincia di Lucca, che ha aderito per primo in Italia a questo percorso) come Rossano Ercolini, Roberto Cavallo e Raphael Rossi -, di diverse istituzioni e sindaci della Capitanata, in particolare quella costante dell’assessore provinciale alle attività produttive e all’ambiente Pasquale Pazienza.
A fare da padrone di casa l’associazione Capitanata Rifiuti Zero, ideatrice della manifestazione insieme alle ACLI di Capitanata, l’AICO (Idee Comuni), Panoplia e al Consorzio Artigiani, tutte riunite di recente nella rete “AIR Capitanata”. Secondo il presidente dell’associazione, Francesco Caravella, “Rifiuti zero è un viaggio, e non una meta, che si può realizzare solo attraverso un giusto mix di cittadinanza attiva, impresa innovativa e buona politica. Quest’ultima è mancata, finora”. “Viaggio”, che tra l’altro, “come dimostrano le dinamiche economiche globali, quali la scarsità di risorse e la delocalizzazione cavalcante del Made in Italy, è consigliabile a tutte quelle imprese nostrane che devono necessariamente reinventarsi in tempo di crisi. Il riciclo e la trasformazione dei materiali di scarto possono ridare fiato alle piccole e medie imprese, se queste solo si coalizzano”. Ad accorgersene è stato proprio questa settimana il parlamento UE, adottando una mozione per ridurre allo ‘zero’ il rifiuto residuo da smaltire in discarica o negli inceneritori e indicando nel riciclaggio il volano industriale per eccellenza oggi”*.
Subito dopo questa premessa, il saluto del Sindaco di Foggia, giunto per complimentarsi dell’iniziativa di sensibilizzazione: secondo Gianni Mongelli, “la situazione della crisi-rifiuti a Foggia ha subito un sensibile miglioramento negli ultimi due mesi”. Il rappresentante dell’Ente provinciale Pazienza, pur partendo da uno scetticismo nei confronti della modalità di raccolta porta a porta, ha assicurato il suo ascolto e la sua disponibilità a ragionare su soluzioni a lungo termine al problema dei rifiuti, fra cui anche l’incentivazione dell’ecopackaging dei prodotti locali e della produzione del compost, da usare come ammendante in agricoltura: “la situazione attuale, però, non consente di pianificare sia perché le deleghe sono su scala regionale, e non su scala provinciale, sia per la presenza in Capitanata di impianti già programmati che condizionano la vision in materia di rifiuti per i prossimi quindici anni”. Diversamente la pensano le associazioni, che evidenziano – al contrario – come sia in corso attualmente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica per l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e che la Provincia insieme al Comune capofila dell’ATO provinciale Foggia, i quali non avrebbero ancora presentata alcuna ipotesi di scenario nell’ambito di questa procedura regionale (a differenza di quanto richiesto espressamente dalla stessa Regione); esse sottolineano, inoltre, l’importanza di dotarsi quanto meno di un piano provinciale di prevenzione dei rifiuti e della CO2 derivante dal loro ciclo e di considerare il risparmio energetico come vera e propria fonte rinnovabile in sé. L’emergenza è stata finora il pretesto per non pianificare, ma agire in regime di deroga alle direttive europee, che pongono l’asticella al 65% di recycling entro il 2012; a ciò si aggiunga la recente legge regionale sull’ecotassa, in base alla quale tutti i Comuni pugliesi che non raggiungeranno entro l’anno almeno il 40% (l’attuale media regionale è del 20%, quella provinciale del 15%) subiranno una stangata, per cui si prevedono aumenti certi della tassa.
Successivamente, a prendere la parola Nicola Di Franza, presidente della Federazione Provinciale delle Imprese per l’Ambiente (Confartigianato), il quale ha sottolineato – prendendo spunto dalla vicenda del SISTRI -, come la burocrazia italiana sia da ostacolo a quelle aziende private virtuose che svolgono da anni sul territorio un ruolo fondamentale facendo recupero e trasformazione dei materiali, spesso in concorrenza con chi smaltisce illecitamente: “le imprese locali sono di fatto danneggiate dalla mancanza di controllo, non solo quelli in città da parte della polizia municipale ricordati dal sindaco di Foggia, ma su tutto il territorio e in campagna. I continui roghi tossici di tubicini e rifiuti agricoli sottraggono plastica al riciclo, e sappiamo bene oggi il costo reale del petrolio; su questo aspettiamo da due anni un confronto stabile con la Provincia”. Di Franza, inoltre, ha voluto accennare patriotticamente all’inopportunità di ipotesi come quella del piroscissore (leggasi: inceneritore o “termovalorizzatore”) che la società spagnola Platinum (che Di Franza, però, non cita esplicitamente), vorrebbe costruire presso lo stadio Zaccheria, rilevando il Foggia Calcio. Infine, due precisazioni importanti: i rifiuti sono in realtà ‘materie prime seconde’ e gli stessi industriali devono fabbricare solo beni che nella loro fase post-consumo possano essere del tutto o quasi riciclabili da parte degli stessi produttori (responsabilità estesa del produttore).
Raphael Rossi, chiamato in causa forse per la prima volta dalle associazioni a discutere nel merito della situazione dell’intera Capitanata in senso lato, ha evidenziato come qui non ci sia un problema culturale, come dimostrano esempi concreti tra cui Troia. “Non sono i cittadini a non essere pronti, bensì le amministrazioni”. Per Rossi, la strategia su Foggia è in attesa purtroppo da troppi mesi, per cui è possibile unicamente pianificare, ma con zero garanzie per il futuro”.
Ugualmente per Roberto Cavallo di ERICA, società cooperativa piemontese che si occupa di ricerca, comunicazione e progettazione ambientale (approvato il piano per la Differenziata porta a porta a Manfredonia), la cittadinanza è preparata. E illustra un caso di successo di come applicare una pianificazione basata sulla raccolta domiciliare su un intero territorio – quello della Provincia di Vercelli, che, grazie ad un’alternanza di pianura e montagna, presenta analogie con quello di Foggia, che Cavallo ha avuto già modo di studiare concretamente. Questo caso dimostra come non solo l’investimento iniziale del consorzio vercellese per passare alla porta a porta è stato ammortato nel giro di tre anni, ma per merito delle alte percentuali di differenziazione raggiunte in questo periodo si è passati ad una riduzione della tassazione (TARSU). Inoltre, la raccolta porta a porta ‘condominiale’, sperimentata di recente in un quartiere della città di Cerignola, rappresenta un’alternativa economicamente fattibile al modello ‘domiciliare’ in uso specialmente nei paesi.
Per concludere la sessione mattutina, Rossano Ercolini, coordinatore delle attività del Centro di Ricerca Rifiuti Zero a Capannori, ha puntualizzato come è per prima cosa necessario vincere tutti insieme, cittadini e istituzioni in un clima di reciproca fiducia, la battaglia contro le cattive pratiche, affinché si possano instaurare quelle virtuose. Com’è successo a Capannori col coinvolgimento di un’intera comunità nel cammino “verso rifiuti zero entro 2020″, superando il 95% di riciclo: “inceneritori e raccolta differenziata non possono convivere, perché questi impianti hanno bisogno dei preziosi materiali come plastica, carta e alluminio per alimentare i propri forni”. Per Ercolini, ciò non solo è inutile e dannoso per la salute, ma anche contrario ai trend economici che vedono le economie emergenti, come Cina, India, Indonesia e Brasile, in costante penuria di risorse e materie prime per i settori manifatturieri, che stanno cominciando a importare dall’Europa materiali provenienti dalle raccolte differenziate. Rifiuti Zero va oltre il riciclaggio, in quanto per raggiungere lo “zero” è necessario ridisegnare tutti i prodotti che non sono completamente riciclabili (o compostabili) e che uno degli ideatori della Strategia Paul Connett definisce “errori di progettazione”.
La sessione serale del workshop, il forum, è stata condotta magistralmente dalla giornalista Germana Zappatore e inaugurata dal portavoce di AIR Capitanata. Marcello Sciagura, che è presidente di AICO, ha spiegato qual è il senso di “Associarsi in Rete” (in breve, AIR), piattaforma di associazioni e cittadini nata in seguito all’esperienza positiva di mobilitazione per l’aeroporto civile. “Siamo all’inizio. Abbiamo capito, in primis, che aspettare la politica non serve, dunque bisogna organizzarsi e costituire una rete che sia in grado di seguire tutte le problematiche che assillano la Capitanata, dall’urbanistica al sociale, dalla vocazione alla sostenibilità della nostra terra ai beni comuni, rilanciando il ruolo metropolitano della Città di Foggia – grande assente nelle trasformazioni che interessano la Provincia, di cui dovrebbe diventare però il fulcro.”
Altro intervento imprenditoriale è stato quello di Antonio Nunziante, presidente del ConArT. Il Villaggio Artigiani, che da tempo è preda di un vero vandalismo dei rifiuti e di degrado, ha presentato in realtà progetti di rigenerazione urbana, che lo renderebbero protagonista del cambiamento futuro della Città di Foggia e della Provincia.” Fare rete è anche la filosofia con cui è nato il Villaggio Artigiani, attualmente in cerca di un collegamento più diretto con il tessuto urbano ed un’integrazione col centro della vita e degli scambi urbani. Proprio in quest’ottica di apertura nei confronti della spazio-città, è nato il progetto di collaborazione con Capitanata Rifiuti Zero e il progettista Giuseppe Dimunno, dando vita ad un disegno ambizioso di rivitalizzare un’area adiacente al villaggio, quella del mercato ortofrutticolo, tramutandolo in una specie di “IKEA del Riuso”. L’idea del “Parco del Riciclo” (che sarà inserita nel nuovo piano urbanistico di Foggia) prevede la creazione di un’isola ecologica al servizio del rione Martucci, un centro di trasferenza e di ricerca per i sottoprodotti delle imprese artigiane e infine un ecoparco, dove sia presente un centro di riparazione e riuso al servizio di tutta la cittadinanza e idoneamente attrezzato per l’educazione ambientale a servizio delle scuole.
“Dalla crisi si può uscire anche con l’articolo 18!”, ha raccontato Gigi Perinello di Astroflex, calzaturificio mantovano che continua a produrre scarpe italiane, rispettando l’ambiente grazie a materiali naturali e plastiche rigorosamente riciclate. Infatti, il motto è Ragioniamo con i Piedi. L’economicità sta tutta nell’abbattere tutti i costi del marchio e della filiera di distribuzione tradizionale, puntando sui Gas (gruppi d’acquisto solidale) e sul passaparola. Quel valore etico in più è ciò fa stare il nostro prodotto sul mercato – bada bene – locale“.
Il sindaco di Troia Edoardo Beccia ha spiegato il percorso che ha portato il Comune a raggiungere il 72% di raccolta differenziata e l’importanza a tal fine di coinvolgere le scuole, la cittadinanza e gli agricoltori attraverso ecocentri in città e nelle aziende agricole, e delle cooperative sociali costantemente a tu per tu con le utenze. Ma mancano di impianti che trattino l’umido con digestione aerobica o anaerobica, compostaggio e biodigestione, che Troia è disponibile ad ospitare sul proprio agro.
Per Federico Massimo Ceschin (esperto di marketing territoriale di stanza in Puglia, ma d’origine venete) rifiuti zero fa rima con “crescita zero”, che non significa semplicemente una moratoria edilizia, ma una maggiore attenzione al risanamento, al recupero del patrimonio edilizio esistente e vuoto in un Paese sempre più minacciato dal rischio idrogeologico e dal cemento. E’ questo lo spirito della campagna nazionale Salviamo il Paesaggio, Dinfendiamo i Territori. “E’ necessario prendere coscienza che per la prima volta in Puglia, e non solo qui, il fatturato del settore turistico ha superato quello del mattone”. Dunque, è importante che le istituzioni prendano, in materia di rifiuti, decisioni nel rispetto della vocazione territoriale e che i cittadini siano consapevoli che la bellezza del paesaggio e delle località turistiche pugliesi non può prescindere dalla raccolta porta a porta.
Da parte di Michele Eugenio Di Carlo, presidente del Comitato per la Tutela del Mare del Gargano, un duro atto d’accusa alla classe dirigente del Gargano, incapace di comprendere il nesso tra sostenibilità e sviluppo del territorio, anche davanti a proposte, come quella del Distretto biologico del Gargano a Rifiuti Zero, lanciato dal comitato insieme alla condotta dauna di Slow Food. L’indifferenza della politica provinciale e regionale di fronte a temi come trivellazioni, eolico offshore e navi affondate (su quest’ultimo tema, ci sono indiscrezioni scottanti)fà dire a Di Carlo che: il “Gargano e la Capitanata devono attuare al più presto virtuose prassi amministrative al fine di produrre strategie di sviluppo a “rifiuti zero con stop al consumo di territorio”, capaci di generare trasparenza e partecipazione.”
Nelle conclusioni, affidate ancora una volta al portavoce nazionale della rete rifiuti zero, Rossano Ercolini si è soffermato questa volta sulle specificità del territorio del Tavoliere, il “Granaio d’Italia”, che dovrebbe essere per antonomasia una filiera corta biologica del compost (cioè, humus) – senza invece nascondersi la perdità di sostanza organica nei suoli dovuti all’ipersfruttamento e al riscaldamento globale. “Serve, altresì – afferma a gran voce il coordinatore del Centro di Ricerca di Capannori – un tavolo operativo provinciale in Capitanata, lo chiedono le imprese locali e le associazioni e la politica dovrebbe rispondere presente e farsi promotrice di una tal forma di dialogo.” A far da cornice all’evento, anche una mostra di laboratori di riciclo creativo e la partecipazione di una delegazione scolastica del liceo classico del Capoluogo.
La qualità e la specificità dei contenuti ed le oltre 200 registrazioni di partecipanti hanno fatto di questo workshop un’esperienza positiva, che sicuramente si concretizzerà presto in ulteriori passi e in risultati incoraggianti sia per la tutela ambientale sia per lo sviluppo della Daunia.
Si replica mercoledì alle 15,30 presso la sala cinematografica Farina con la proiezione del film sulle nanoparticelle e i danni degli inceneritori “Sporchi da morire” (ingresso gratuito).
Redazione Stato@riproduzione riservata








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Al via il bando per la competizione che premierà il comune italiano più amico della sporta
E’ ufficialmente aperto il bando per la prima edizione della competizione nazionale “Sfida all’Ultima Sporta” promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’Anci e con la collaborazione delle sedi locali delle associazioni nazionali partner della campagna, a partire da Italia Nostra.
“Cercansi amministratori comunali dinamici e visionari desiderosi di cogliere un’opportunità per coinvolgere i propri concittadini in un lavoro di squadra a beneficio dell’ambiente e della scuola locale” Così potrebbe suonare l’invito a partecipare che viene rivolto dagli organizzatori ai comuni se si volesse convertirlo in un annuncio.
“Sfida all’ultima sporta” è una competizione riservata ai comuni che hanno raggiunto il 60% di raccolta differenziata nel 2011 e con una popolazione compresa tra gli 8000 e i 16000 abitanti. L’iniziativa, promossa all’interno del progetto di Porta la Sporta, offre l’occasione per fare riflettere le comunità coinvolte – ma non solo- sulle conseguenze che gli attuali stili di vita “spreconi” hanno sull’ambiente e per spingerci ad adottare nuovi comportamenti consapevoli e più rispettosi del nostro territorio.
I comuni si sfideranno in una competizione che premierà il migliore risultato ottenuto di “uso consapevole delle risorse” con la collaborazione di tutta la comunità. L’indicatore che è stato scelto per misurare le performances dei partecipanti è rappresentato e misurato dal consumo di sacchetti monouso, in quanto esempio emblematico di un utilizzo “usa e getta”, che è necessario ridurre al minimo.
Concretamente la comunità che, nell’arco di sei mesi, sarà più capace di ridurre il consumo dei sacchetti monouso, a livello pro-capite, otterrà un premio in denaro da destinare alla scuola locale. Il sistema di misurazione che verrà applicato si baserà sia sui dati forniti dai comuni, come numero di acquisti effettuati in supermercati e negozi, sia sugli esiti dei rilevamenti effettuati dalla segreteria organizzativa e dalle sedi locali delle associazioni nazionali partner della campagna.
Come avvertono gli organizzatori: “Questa iniziativa vuole essere portatrice verso l’opinione pubblica di alcuni messaggi semplici, ma importanti, che possono condurre a una maggiore sostenibilità ambientale. Il messaggio chiave è che serve una presa di responsabilità sia individuale sia collettiva che possa contrapporsi alla deresponsabilizzazione attuale, diffusa a tutti i livelli della società. Per invertire questa tendenza e cambiare i comportamenti è necessario dare esempi alternativi coinvolgendo le persone”.
Il secondo messaggio indicato dagli organizzatori è sempre legato al tema della responsabilità con un riferimento alle future generazioni: “Oltre a fare il possibile per rallentare il degrado dei sistemi naturali del pianeta dobbiamo investire nell’educazione ambientale e civica delle future generazioni affinché non compiano i nostri stessi sbagli. Da qui la decisione di destinare il monte premi che il comune vincitore riceverà, alla scuola locale, un settore pubblico in cui si è invece progressivamente disinvestito.”
Le buone pratiche locali che attraversano l’Oceano
Sfida all’ultima sporta diventerà la seconda iniziativa internazionale del suo genere. Si ispira infatti a “Reusable Bag Challenge” che ha visto fronteggiarsi nel 2009, in Colorado, oltre 30 cittadine e un’intera contea in una gara a quale comunità consumava meno sacchetti. Gli esercizi commerciali aderenti, dai negozi di vicinato ai supermercati, hanno conteggiato, per un periodo di 6 mesi, i sacchetti risparmiati sulla base degli acquisti effettuati dai clienti senza utilizzare sacchetti monouso di qualunque materiale. ll premio in palio, una fornitura di pannelli solari completa di installazione, acquisita con il contributo degli sponsor, è andato a beneficio della scuola locale del comune vincitore, Basalto. La sfida, che ha entusiasmato migliaia di partecipanti ha significato, per l’ambiente, un risparmio immediato complessivo di oltre 5 milioni di sacchetti e altri effetti che si sono mantenuti nel tempo. L’idea è partita da un giovane abitante di Telluride amante della natura, Dave Allen, e a lui verrà dedicata l’iniziativa italiana.
Chi sono gli sponsor e i partner che hanno reso possibile l’edizione italiana
La versione nostrana che si avvale della collaborazione della Cooperativa E.R.I.C.A. come Partner Tecnico può essere lanciata grazie al contributo complessivo di 20.000 euro che verrà donato al comune vincitore da tre sponsor: Banca Marche, sponsor principale, Frà Production, con il suo marchio Ecottonbag e Novamont. Rimane comunque aperta la porta ad altre aziende, qualora volessero aggiungersi alla lista degli sponsor, per istituire un premio dedicato al secondo classificato.
Le tappe dell’iniziativa
I comuni che hanno i requisiti richiesti, e cioè un numero di abitanti compreso tra le 8.000 e le 16.000 unità e un indice di raccolta differenziata non inferiore al 60% come dato 2011, possono prendere visione del bando sul sito dell’iniziativa http://www.portalasporta.it/index.htm e inviare la loro candidatura a partire dal 28 maggio 2012 e sino al 30 settembre 2012.
Dopo le opportune verifiche verranno considerate le prime venti candidature valide pervenute. L’inizio previsto per la partenza della competizione è il primo novembre 2012.
La segreteria organizzativa nazionale supporterà i comuni partecipanti nella realizzazione delle varie iniziative di sensibilizzazione alla prevenzione e alla gestione consapevole dei rifiuti.
Legambiente e Arpa Puglia presentano i risultati della terza edizione di EnergyLab il Laboratorio Didattico in Puglia sui temi dell’energia, impronta ecologica, rifiuti ed ecomafia
Grande adesione degli studenti al nuovo percorso ‘I numeri dell’Ecomafia’
Premiati due istituti di Bari e Specchia (Ba)
per l’impegno profuso durante i percorsi didattici
Traffici illeciti di rifiuti, mercati globali dell’ecomafia, abusivismo edilizio, racket degli animali, saccheggio dei beni archeologici sono questi gli argomenti affrontati con alunni ed insegnanti nell’ambito di EnergyLab, il laboratorio didattico progettato e realizzato da Legambiente Puglia ed Arpa Puglia, grazie al contributo di Sorgenia, con il patrocinio degli Assessorati alla Qualità dell’Ambiente e al Diritto allo Studio della Regione Puglia e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. Unico laboratorio didattico in Puglia sui temi dell’energia, del risparmio energetico, dei mutamenti climatici, dei rifiuti ed impronta ecologica, quest’anno EnergyLab si è arricchito di un nuovo percorso didattico su “I Numeri dell’Ecomafia”.
Questa mattina, i risultati del terzo anno di attività didattica del laboratorio sono stati presentati in conferenza stampa da Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia e Giorgio Assennato, Direttore Generale Arpa Puglia alla presenza di Lorenzo Nicastro, Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia.
“Abbiamo per la prima volta, in Italia, -dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia- portato il tema dell’ecomafia tra i banchi di scuola attraverso l’elaborazione di un percorso didattico che comprende un opuscolo, una mostra e un videogame educativo. Quest’anno, -continua Tarantini- il Laboratorio Energylab compie tre anni e continua a confermarsi la formula vincente per comunicare e confrontarsi con le nuove generazioni sul futuro dell’ambiente in modo semplice, innovativo ed anche divertente”.
Sono circa 1000 gli alunni, tra gli 8 e i 14 anni, e circa 50 le classi che da febbraio a maggio 2012 hanno visitato il laboratorio. In particolare, circa 350 studenti appartengono alla Scuola secondaria di 1° Grado e 650 alla Scuola Primaria. Circa il 60% degli alunni provengono dalla Provincia di Bari; seguono la Provincia di BAT con il 17%, la Provincia di Lecce con 14% e la
Provincia di Foggia con il 9%.
Ottima la partecipazione degli studenti al nuovo percorso sui ‘I numeri dell’Ecomafia’. Il termine ecomafia, coniato da Legambiente nel 1994 e riportato, a partire dall’edizione del 1999, nel vocabolario Zingarelli della lingua italiana, sta ad indicare “il settore della mafia che gestisce attività altamente dannose per l’ambiente come l’abusivismo edilizio e lo smaltimento clandestino dei rifiuti tossici”. Attraverso la mostra allestita nel laboratorio, i ragazzi hanno potuto discutere con le guide di Legambiente sui numeri dell’illegalità ambientale in Italia, con particolare riferimento al ciclo illegale dei rifiuti in Italia e in Puglia, ai mercati globali dell’ecomafia, al ciclo illegale del cemento ma anche al racket di animali e all’archeomafia. Al termine del percorso, studenti ed insegnanti hanno ricevuto un opuscolo didattico e i tre episodi di Eco Warriors, un videogioco educativo sull’ecomafia, realizzato dalla PM Studios, scaricabile o giocabile online sul sito http://www.ecowarriors.it
Questa mattina sono state premiate le classi che si sono distinte nei percorsi didattici. Per il percorso Energia, Risparmio energetico e Cambiamenti climatici le classi vincitrici sono la III A e III B dell’Istituto Comprensivo “Don L. Sturzo” di Specchia (Le).
Quanto invece ai percorsi Rifiuto?No, risorsa!!! e I numeri dell’Ecomafia, strettamente interconnessi tra loro, le classi vincitrici sono la IV B e IV C dell’Istituto Comprensivo Statale “Umberto I San Nicola” – Plesso Piccinni di Bari.
Le classi premiate si sono distinte non solo per l’impegno e l’attenzione dimostrati durante il percorso, ma anche per il lavoro propedeutico svolto dagli insegnanti e dalle famiglie.
Raphael Rossi? anche lì? riflettete sul personaggio
Parte la sfida tra comuni per ridurre il consumo di shopper
Con la partecipazione dei punti vendita della GDO e del piccolo commercio per far vincere il premio alla scuola del comune primo classificato
E’ ufficialmente aperto il bando per la prima edizione di “Sfida all’Ultima Sporta”, l’iniziativa promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e dell’Anci.
Si tratta di una competizione riservata ai comuni che hanno raggiunto il 60% di raccolta differenziata nel 2011 e con una popolazione compresa tra gli 8000 e i 16000 abitanti. L’iniziativa, promossa all’interno del progetto di Porta la Sporta, offre l’occasione per fare riflettere le comunità coinvolte – ma non solo- sulle conseguenze che gli attuali stili di vita “spreconi” hanno sull’ambiente e per spingerci ad adottare nuovi comportamenti consapevoli e più rispettosi del nostro territorio.
I comuni si sfideranno in una competizione che premierà il migliore risultato ottenuto di “uso consapevole delle risorse” con la collaborazione di tutta la comunità. L’indicatore che è stato scelto per misurare le performances dei partecipanti è rappresentato e misurato dal consumo di sacchetti monouso, in quanto esempio emblematico di un utilizzo “usa e getta”, che è necessario ridurre al minimo.
Il premio è destinato alla scuola locale
Concretamente il comune che, nell’arco di sei mesi, sarà più capace di ridurre il consumo dei sacchetti monouso, a livello pro-capite, otterrà un premio in denaro pari a 20.000 euro offerto da tre sponsor da destinare alla scuola locale. Il sistema di misurazione che verrà applicato si baserà sia sui dati forniti dai comuni, come numero di acquisti effettuati senza prendere sacchetti in supermercati e negozi, sia sugli esiti dei rilevamenti effettuati dalla segreteria organizzativa e dalle sedi locali delle associazioni nazionali partner della campagna.
Punti vendita della GDO e del piccolo commercio locale verranno quindi presto interpellati dalle amministrazioni comunali in possesso dei requisiti perché la loro partecipazione è indispensabile per rilevare la quantità di sacchetti “risparmiati” dai clienti che non prendono sacchetti monouso, di qualunque tipo.
“Questa iniziativa vuole essere portatrice verso l’opinione pubblica di alcuni messaggi semplici, ma importanti, che possono condurre a una maggiore sostenibilità ambientale. Il messaggio chiave è che serve una presa di responsabilità sia individuale sia collettiva. Oltre a fare il possibile per rallentare il degrado dei sistemi naturali del pianeta dobbiamo investire nell’educazione ambientale e civica delle future generazioni, affinché non compiano i nostri stessi sbagli. Da qui la decisione di destinare il montepremi che il comune vincitore riceverà, alla scuola locale, un settore pubblico in cui si è invece progressivamente disinvestito ” spiegano gli organizzatori.
Sfida all’ultima sporta diventerà la seconda iniziativa internazionale del suo genere. Si ispira infatti a “Reusable Bag Challenge” che ha visto fronteggiarsi nel 2009, in Colorado, oltre 30 cittadine e un’intera contea in una gara a quale comunità consumava meno sacchetti.
Gli sponsor
La versione nostrana può essere lanciata grazie al contributo complessivo di 20.000 euro che verrà donato al comune vincitore da tre sponsor: Banca Marche, sponsor principale, Frà Production, con il suo marchio Ecottonbag e Novamont.
Due degli sponsor sono aziende già vicine al progetto di Porta la Sporta. Banca Marche è stata l’unica banca ad aver aderito alla campagna diffondendo attraverso l’estratto conto un messaggio ad hoc ai propri correntisti e regalando loro borse riutilizzabili. Frà Production, unica azienda italiana che produce su scala industriale borse a rete realizzate totalmente in Italia è già da tempo partner tecnico della campagna per l’iniziativa Mettila in rete che promuove una soluzione riutilizzabile per il reparto ortofrutta della GDO.
Cercansi nuovi Sponsor
Gli organizzatori, visto l’alto gradimento riscontrato dagli amministratori locali che stanno prendendo contatto con la segreteria organizzativa in questi giorni, lanciano un appello affinché si aggreghino nuovi sponsor che possano garantire anche un premio dedicato al secondo classificato.
Come partecipare
I comuni interessati possono prendere visione del bando sul sito dell’iniziativa http://www.portalasporta.it/index.htm e inviare la loro candidatura a partire dal 28 maggio 2012 e sino al 30 settembre 2012. Dopo le opportune verifiche verranno considerate le prime venti candidature valide pervenute. L’inizio previsto per la partenza della competizione è il primo novembre 2012.
Tutti i dettagli sull’iniziativa si trovano sul sito di Porta la Sporta http://www.portalasporta.it/index.htm .