Negli “scarti” sociali il vero volto di Dio | Cultura

Negli “scarti” sociali il vero volto di Dio

Don Milani (archivio noforum)

IL motivo per cui sono di sinistra l’ho scoperto solo negli anni. Ed è stata anche una scoperta interessante, dato che la matrice originaria non è affatto marxista bensì radicalmente cattolica, evangelica direi. La matrice è l’I Care di don Lorenzo Milani.

Tutt’oggi credo che non ci sia un modo più moderno, intrinsecamente valoriale e potentemente rivoluzionario d’intendere il welfare e le sempre ingarbugliate trame del sociale del m’interessa, ne sono parte di don Milani. Uno che aveva scelto di guardare verso il basso, alle emarginazioni, alle problematicità e alle povertà perché lo sapeva benissimo che è negli “scarti” sociali il vero volto di Dio. La video intervista dell’assessore Cascavilla l’ho vista anch’io, le reazioni piccate della gente che si è sentita “additata” d’indifferenza e incuria sociale e ha rimandato al mittente la palla, segnalando situazioni di marginalità mai risolte le ho lette anch’io. E irrimediabilmente, vedendo volare questa palla scottante della responsabilità mal condivisa mi riviene in mente lui, Lorenzo.

Non ci sono ricette, né vincitori, né vinti. L’unica strada pensabile è proprio interiorizzare l’I Care. Troppo stress, troppe difficoltà, troppe fragilità e nuove solitudini, soprattutto di questi tempi. Troppa fatica e anche troppa necessità di difendersi, aggredendo magari. Ma perché l’I Care non lo insegnano a scuola? Come l’italiano, come le tabelline, come il significato di comunità: potente rafforzatore dell’io individuale. Forse si pensa che le istituzioni possano e debbano avere, da sole, la forza di artigliare e risolvere i problemi sociali; forse si pensa che i cittadini siano tutti piccoli potenziali don milani pronti senza conflitti a prendersi parte della responsabilità civile condivisa. Già ma chi se la piglia, alla fine, questa benedetta responsabilità? E’ in parte consolante, si fa per dire, che anche ai macrolivelli la ministra Fornero persista nelle sue gaffes comunicative e nel giorno dell’approvazione della riforma del lavoro sostenga placida che il lavoro “non è un diritto (sancito anche dalla sua costituzione nazionale) ma deve essere guadagnato anche attraverso il sacrificio”. E vabbè che non voleva, in realtà, depennare gli articoli 1 e 4 della Carta, ma è sempre più evidente che il suo (per esteso anche del governo) approccio alle tematiche del lavoro e del welfare abbia denti assai aguzzi che affondano senza troppa pietà “giacchè qui si lavora per voi” nel sistema del sociale, soprattutto quello rivolto verso il basso. Ora, sarà che proprio non aveva capito nulla don Milani, oppure sarà che c’è un macrofraintendimento d’intenti dei super tecnici, certo è che né ai macro, né ai micro livelli siamo messi proprio bene. E del reato nemmeno nelle scuole dell’obbligo dei super tecnici si è studiata l’educazione sociale di Barbiana, mi sa tanto.

Tornando al comunitario del territorio, temo che dietro la non responsabilità condivisa ci sia una notevole mancanza di fiducia, questa sì condivisa, che è trasversale e probabilmente giustificata da pregressi plurisignificativi. Ma il percorso per tutti è uno e uno soltanto l’I Care solidamente motivazionale che unisce gli sforzi e i tentativi, senza garantire il successo ma il senso della comunità. Che non è assistenza tout court “perché tu istituzione da sola te la devi vedere, tu mi devi risolvere” ma nemmeno lo sguardo obliquo dall’alto in basso della serie “avete avuto bambagia gratuita finora ma mo’ vi facciamo vedere noi i sorci verdi super rigeneranti, epperò necessari s’intende”. Ci mancano, appena, sessanta milioni d’italiani che oltre a predicare bene razzolino bene, come Lorenzo (e molti altri). Per il resto è fatta non ci vuole che uno sguardo perennemente rivolto al basso, alle problematicità e a tutte le diversità perché quello è il volto vivo di Dio. La condivisione umana di quello sguardo è l’I Care che ha maturato l’interesse collettivo, senza sguardi obliqui. Capito Elsa? Mannaggia ai fraintendimenti comunicativi.

(A cura della dottoressa Vittoria Gentile)

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VIDEO INTERVISTA ASS.CASCAVILLA – EMERGENZA ABITATIVA

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