Viaggio fra storie di chi resta e di chi passa

Islamici di Capitanata fra campagne, centri e preghiera del venerdì (I)

I dati dell’antiterrorismo indicano la Puglia e il sud in genere come regione a basso tasso di infiltrazione, allo 0.6%

Di:

Foggia. “Da quando è cominciata questa situazione internazionale per fatti di terrorismo il prefetto Maria Tirone ha disposto, anche sulla base di indicazioni ministeriali, il rafforzamento di tutte le misure di controllo e prevenzione a tutela degli obiettivi sensibili della comunità”. Così a Stato Quotidiano il viceprefetto di Foggia dr.ssa Carmela Aponte. “Le forze dell’ordine sono state adeguatamente rafforzate e sensibilizzate, hanno una specializzazione nel prevenire attentati come avviene già nel cado della criminalità organizzata”.

I dati dell’antiterrorismo indicano la Puglia e il sud in genere come regione a basso tasso di infiltrazione, allo 0.6%. Episodi di coinvolgimento in fatti del genere a Foggia si sono registrati ad aprile scorso. Si chiamava Yahya Khan Ridi, 37 anni, di origine afghana, l’agente foggiano iscritto al network terroristico internazionale di matrice islamica affiliato ad Al Qaeda, passato a Foggia per qualche settimana. Ci si chiedeva se avesse fiancheggiatori in altri afghani accolti al C.A.R.A. (Centro Accoglienza e Residenti Asilo) di Borgo Mezzanone ma la pista è stata esclusa, né si sono mai verificati arresti per appartenenza a reti terroristiche di ospiti provenienti dal Cara o dal ghetto di Rignano. In quest’ultimo vivono in inverno 150 persone, in estate il numero sale a 2000 mentre in Puglia arrivano 20mila lavoratori stagionali per lavorare nelle campagne. Si tratta prevalentemente di africani a maggioranza musulmani.

Rappresentanza straniera e centri di accoglienza. Il 25° rapporto sull’immigrazione realizzato da Caritas e fondazione Migrantes fornisce le percentuali degli stranieri residenti in Capitanata. In ordine di rappresentanza numerica ci sono rumeni, albanesi, marocchini, cinesi e georgiani, è fra questi che bisogna cercare gli islamici più rappresentati con residenza ed un lavoro. Negli ultimi anni le attività commerciali come i negozi di kebab hanno visto un aumento di proprietari pachistani rispetto ai marocchini, uno dei pochi dati che si riesce a recepire sulla presenza medio-orientale a Foggia. Alcuni pachistani hanno comprato casa in città, soprattutto in zona stazione. Per quanto riguarda gli altri (parliamo di iraniani, afghani, pachistani) molti di loro non hanno residenza, o sono ospiti del Cara o, appunto, arrivano e vanno via. Del resto chi fugge da guerre ed ha un permesso di soggiorno da 2 a 5 anni spendibile ovunque non rimane. Siriani ed etiopi se ne vanno al nord e molto più spesso all’estero, da noi restano soprattutto africani, rumeni, albanesi impiegati nell’agricoltura e nel commercio.

Ai semafori la nazionalità è soprattutto nigeriana, nelle campagne il Senegal è una delle nazionalità più rappresentate. Alcuni di loro sono ambulanti. Tensioni e incomprensioni si sono registrate in qualche caso nei centri di accoglienza in cui spesso fatica a vivere gomito a gomito gente che proviene da mondi diversi, dall’islam più radicale del nord Africa ed orientale, al più aperto confronto con gli italiani di quanti arrivano dal sud del continente che vedono nell’Italia un sogno da realizzare e si impegnato nello studio della nostra lingua.

Molti di questi ospiti approdano in Italia senza documenti, qualche volta danno dei nomi falsi in quanto la loro storia viene ricostruita in prima persona. La commissione territoriale vigila su questo, o l’antiterrorismo. A quelli che fuggono dalla povertà viene concesso il permesso di cercarsi un lavoro entro sei mesi anche se i tempi non sono così rigidi e si sono registrati casi di business dei falsi contratti di lavoro. Islamici sono presenti al Villaggio Don Bosco, struttura legata ad Emmaus, che attualmente accoglie 25 minori di cui 13 sono “minori non accompagnati”e in alcuni centri della Caritas come il Conventino.

Come e dove si svolge la preghiera. Non si può considerare “moschea” la struttura in via Zara in cui il venerdì si recano a pregare i fedeli di questa religione, è un “centro di preghiera”. Sono circa 3200 gli islamici che si riuniscono. Vengono anche dalla provincia, prevalentemente da Stornara, Stornarella, Orta Nova, Carapelle, Lucera. Quindici risultano le donne foggiane che hanno sposato islamici, una sola conversione dall’islam al cristianesimo. Fino a qualche anno fa in questo centro di cultura islamica si tenevano corsi di arabo ma c’è stata una stretta sui controlli, dagli zaini per chi entra alla cessazione di lezioni di arabo per evitare di aprire la scuola in più momenti della giornata con i rischi connessi di cui molti dei suoi aderenti sono consapevoli. La richiesta che è arrivata è quella di “stare cauti”. Nel mese del Ramadan davanti al centro arrivano islamici che alla preghiera non partecipano e a cui viene offerto del cibo. Il centro è attivo dal 1994. Fino al 2007 giravano dei cosiddetti “missionari” provenienti da Arabia Saudita e Iraq che offrivano, secondo alcune fonti, appoggio, soldi per costruire moschee, e chiedevano la possibilità di tenere discorsi in sede, permesso che non risulta sia stato accordato.

I rapporti fra rappresentanti islamici e cattolici a Foggia non sono stabili in quanto negli anni c’è stato un frequente cambio di imam, prima un marocchino venditore ambulante, poi un iraniano che aveva frequentato una scuola teologica. Oggi il dialogo, quando possibile, è tenuto dal gruppo di preghiera ecumenica della diocesi foggiana e passa per i frati di Gesù e Maria. (I – continua)

(A cura di Paola Lucino, paola.lucino@virgilio.it)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati