Editoriali

Nuove ombre sulle rinnovabili in Puglia


Di:

Europol

Rapporto Europol su rinnovabili: rischio ecomafie (image: etleboro)

Foggia – SI parla spesso delle rinnovabili come energia pulita, ma il quadro che sta emergendo in Puglia negli ultimi mesi appare sempre più torbido, in primis, a causa delle possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata pugliese. Da uno studio che l’Europol, la polizia europea, ha condotto assieme ad un gruppo di specialisti del settore, emerge, infatti, uno scenario di sviluppo del settore sempre più nevralgico per l’economia della Capitanata e dell’intera regione sempre più caratterizzato dalla presenza preoccupante del crimine organizzato. Secondo tale rapporto le cosiddette ecomafie vedono nel campo energetico la possibilità di investimenti sicuri e a lungo termine.

Speculazione e riciclaggio di denaro, infiltrazione nelle società con acquisto di pacchetti azionari, smaltimento dei rifiuti (compresi quelle nucleari) e utilizzo di un possibile conflitto geopolitico come copertura per il traffico”. In base a tale studio esiste, di conseguenza, un forte rischio che le rinnovabili possano diventare il nuovo business delle cosche, in Calabria come in Puglia, in Sicilia e in Campania.

LE INDAGINI DELLA MAGISTRATURA – Il 29 aprile scorso nel corso dell’operazione Turbines Walking, coordinata e diretta dal Sostituto Procuratore Antonio Laronga del Tribunale di Foggia era stato eseguito il sequestro preventivo di un Parco Eolico di 51 aerogeneratori in agro di Sant’Agata di Puglia L’inchiesta, le rimostranze di Cutolo, nonché al rinvio a giudizio di 14 persone indagate. In questi giorni la Procura di Bari sta eseguendo accertamenti sulla realizzazione di un parco eolico in Zona di protezione speciale (Zps) a ridosso del parco nazionale dell’Alta Murgia ed ha aperto due profili d’indagine. Il primo riguarda gli atti di autorizzazione per la realizzazione degli impianti. Gli investigatori, in sintesi, stanno verificando se fosse necessaria oppure no la valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione, oltre che il parere del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Un secondo aspetto, invece, sul quale vige il più stretto riserbo, riguarda possibili infiltrazioni della criminalità organizzata in alcune delle società che gestiscono le torri eoliche.

INFILTRAZIONI CRIMINALI – Ma l’aspetto sul quale la Procura barese sta cercando di fare luce riguarda possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione degli impianti, l’individuazione dei terreni su cui impiantare le torri, le royalties riconosciute ai comuni nel cui territorio insistono le pale. Luigi Franzinelli, 67 anni di Molina di Ledro (Trento), coinvolto nell’inchiesta siciliana «Eolo» su presunti interessi della mafia sullo sfruttamento delle energie rinnovabili, è stato, fino all’ottobre 2006, socio di «Murgeolica» (a giudizio a Canosa), oltre che socio di decine di società che in Puglia, Basilicata, Sicilia, Lazio e Sardegna gestiscono torri eoliche.

UNA SOCIETA’ FOGGIANA NELLA P3 – Anche nella più sconvolgente inchiesta sulle rinnovabili, la cosiddetta P3, che ha come oggetto i 4 milioni di euro che sarebbero partiti da Forli per finire nel business dell’energia pulita che Flavio Carboni stava strutturando in Sardegna, è spuntato anche il nome di una società foggiana. E’ uno dei tanti tasselli emersi dalle intercettazioni operate dai finanzieri del Nucleo di polizia valutaria di Roma.

UNA MORATORIA PER I MEGA IMPIANTI – Lo scorso 20 agosto Adele Dentice del Movimento per il Bene Comune-Puglia ha chiesto alla Regione una moratoria per i mega impianti eolici e fotovoltaici prossimi alla costruzione in Puglia. ‘L’emergenza impone alla Regione Puglia – dice Dentice – il varo immediato della moratoria di tutti gli impianti industriali da mega fotovoltaico nei campi e mega eolico che stanno devastando il Salento e la Puglia tutta’.


‘Tergiversare oltre – continua – rende la Regione soltanto ancora piu’
responsabile, colpevole del crimine contro l’umanità’ che rappresenta il vile inganno di questa falsa Green Economy‘. Secondo il rapporto redatto dalla polizia europea sarebbero proprio i mega impianti le strutture a maggior rischio di infiltrazioni da parte della criminalità pugliese.

FOTOVOLTAICO IN PUGLIA PARI ALLA CINA – Secondo un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato l’Italia è il secondo mercato al mondo, dietro la Germania, per potenza installata di impianti che sfruttano il calore del sole. Soltanto la Puglia, nel 2009, ha registrato una potenza di energia fotovoltaica pari a quella di tutta la Cina. Ed è proprio il Mezzogiorno l’area leader nelle fonti rinnovabili: tra il 2003 e il 2008, nelle regioni meridionali, la produzione di energie rinnovabili è aumentata del 204%, a fronte di un tasso di crescita nazionale del 60%.

LE RINNOVANILI NON DANNO LAVORO – Enorme, nel Mezzogiorno, la crescita di produzione da impianti che utilizzano la forza del vento: dal 2003 al 2008 è aumentata del 98,2. Sono infatti quasi 90.000 le aziende, spesso di piccole dimensioni, coinvolte nelle filiere produttive delle fonti rinnovabili. ‘Si sta investendo molto sul settore delle energie da fonti rinnovabili’. Lo ha affermato oggi il segretario regionale generale di Cgil Gianni Forte, aggiungendo però che ‘se devo essere sincero, non è che questo stia contribuendo a generare nuovi posti di lavoro, almeno per ora. Servirebbe un piano di rilancio industriale a tutto tondo’.

CONCLUSIONI – ‘Il Tavoliere delle Puglie è uno dei territori più belli’. Ha spiegato ieri l’attore Michele Placido di Ascoli Satriano (Foggia) intervenendo alla cerimonia di premiazione della XVII edizione del Premio Argos Hippium (a Siponto, Manfredonia), il riconoscimento ai Dauni che si sono distinti nel mondo. ‘Gli amici che, qualche volta, mi vengono a trovare dicono: questo è un posto miracoloso, ma come si è salvato? Adesso ci stanno queste pale, vabbè, girano. Però, poteva arrivare di peggio…’.

Nuove ombre sulle rinnovabili in Puglia ultima modifica: 2010-08-28T00:33:11+00:00 da Agostino del Vecchio



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