Lavoro
Chiediamo all’Assessore di sostenere la proposta di attualizzazione del Piano Industriale di Bridgestone

Bridgestone, Guarini – Laricchia: Regione sia determinata a difesa operai

“Ci preme inoltre - conclude Antonella Laricchia - che l’Assessore, anche ricorrendo in ultimissima ratio ad azioni legali contro l’azienda, scongiuri il pericolo che questa, una volta firmato l’eventuale Accordo per il Piano Industriale 2016-2018"

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Bari – In vista dell’incontro che si terrà il 2 settembre prossimo presso il MISE per discutere definitivamente del futuro dei dipendenti della Bridgestone, le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Viviana Guarini ed Antonella Laricchia, hanno presentato un’interrogazione all’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone. “Da quell’accordo del 2013 con cui si è scongiurato il pericolo di chiusura dello stabilimento” – dichiara Antonella Laricchia – ad oggi le condizioni dell’azienda sono molto migliorate grazie al progetto General Use che ha visto protagonisti gli operai migliori del mondo con un talento che la Bridgestone sa benissimo di non poter trovare altrove. Per questo chiediamo all’Assessore di sostenere la proposta di attualizzazione del Piano Industriale di Bridgestone per lo stabilimento di Bari, nell’ottica di ridurre fino all’azzeramento la perdita dei posti di lavoro e attenuare il taglio salariale”.

“Tagli salariali – prosegue Viviana Guarini – che chiediamo siano estesi anche ai dirigenti e, nel caso ciò sia avvenuto, chiediamo all’Assessore di reperire la documentazione necessaria a dimostrarlo. Ma non è tutto – aggiunge la consigliera Guarini – chiediamo all’Assessore se non ritenga che con il contenuto della famosa lettera inviata il 30 luglio da Bridgestone Italia S.p.a. a tutti i suoi dipendenti, si vada a costituire una forma di mobbing collettivo, finalizzato ad avere un maggior potere negoziale”. “Ci preme inoltre – conclude Antonella Laricchia – che l’Assessore, anche ricorrendo in ultimissima ratio ad azioni legali contro l’azienda, scongiuri il pericolo che questa, una volta firmato l’eventuale Accordo per il Piano Industriale 2016-2018, decida successivamente di liberarsi dello stabilimento di Bari, chiudendolo o vendendolo”.

Redazione Stato



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