Lavoro
Il legislatore, cioè, può scegliere i modi e le forme per riaprire la contrattazione, ma non i tempi

Istat, salgono mesi per attesa rinnovo

L'UNC ricorda che secondo la sentenza della Consulta "sarà compito del legislatore dare nuovo impulso all’ordinaria dialettica contrattuale"

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Roma – Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 38% nel totale dell’economia e del 19,9% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 55,3 mesi per l’insieme dei settori e di 38 mesi per quelli del settore privato. “I dati resi noti oggi dall’Istat sulle retribuzioni sono vergognosi. Non è possibile che ai lavoratori non siano rinnovati i contratti per più 4 anni e mezzo. I consumi non potranno mai riprendere se i lavoratori non ricevono uno stipendio adeguato all’inflazione e alla perdita del potere d’acquisto” ha commentato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori evidenzia che i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono saliti in un solo anno, rispetto al luglio 2014, del 78%, passando da 31 mesi a 55,3. Rispetto al luglio 2010 il dato è ancora più clamoroso. Si tratta di un incremento del 313% (312,69), più di 4 volte l’attesa del 2010, che era pari a 13,4 mesi. “E’ evidente che il Governo deve dare il buon esempio in questa situazione inaccettabile, cominciando con il rispettare la recente sentenza n. 178 della Corte Costituzionale, sbloccando il congelamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ormai ferme da più di 6 anni” ha concluso Dona.

L’UNC ricorda che secondo la sentenza della Consulta “sarà compito del legislatore dare nuovo impulso all’ordinaria dialettica contrattuale, scegliendo i modi e le forme che meglio ne rispecchino la natura, disgiunta da ogni vincolo di risultato”. Il legislatore, cioè, può scegliere i modi e le forme per riaprire la contrattazione, ma non i tempi.



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